Acquisti record di titoli di stato italiani e australiani da parte dei fondi nipponici. Altri capitali potrebbero riversarsi su questi bond, ma i segnali appaiono discordanti.
I titoli di stato italiani stanno beneficiando del rally obbligazionario globale e nei fatti sono diventati anch'essi "safe assets", pur esposti a rischi specifici.
Le tensioni geopolitiche, sfociate in uno scontro militare, non stanno terremotando i rispettivi mercati obbligazionari. I bond armeni, però, pagano di più la crisi.
Lo storico marchio automobilistico britannico ha emesso obbligazioni a tassi relativamente elevati, pur contenuti per il mercato "non investment grade".