Se stai pensando “è presto, la dichiarazione si fa più avanti”, questo è l’errore più comune. A marzo si gioca una parte decisiva della stagione fiscale: entro lunedì 16 marzo 2026 scatta la prima grande scadenza della Certificazione Unica (CU 2026), il documento che alimenta i dati della dichiarazione (soprattutto per dipendenti e pensionati) e che, di fatto, prepara il terreno al 730 precompilato 2026.
In questo report spieghiamo cosa succede davvero tra marzo e aprile, perché la CU è la “fonte” più importante del tuo 730 e quali sono i punti critici che possono incidere su rimborsi, conguagli e controlli.
Scadenzario
- 16 marzo 2026: la CU va consegnata al percettore e trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate (modello sintetico e ordinario).
- La CU 2026 riguarda i redditi 2025 e rappresenta un tassello chiave per il 730 precompilato.
- Per la CU 2026 sono previste scadenze differenziate in base al tipo di reddito certificato (non tutto segue lo stesso calendario).
- Per i pensionati, l’INPS rende disponibile la CU online a partire dal 16 marzo.
- L’Agenzia delle Entrate punta a far crescere l’invio diretto online del 730 precompilato (target citato: 5,5 milioni).
Perché marzo è il mese “chiave” (anche se il 730 arriva dopo)
La CU non è solo “un foglio da scaricare”. È il documento che certifica redditi e ritenute e che viene trasmesso anche all’Agenzia delle Entrate: per molti contribuenti è la base principale con cui viene costruita la dichiarazione precompilata.
L’Agenzia ricorda che la CU va rilasciata al percettore con il modello sintetico ed entro la stessa data deve avvenire la trasmissione telematica con il modello ordinario.
Questo significa che gli errori (o i ritardi) nei dati che entrano a marzo possono propagarsi nella stagione dichiarativa, con effetti su calcoli, rimborsi e successive correzioni.
Le scadenze CU 2026 da segnare (e perché non sono uguali per tutti)
Per evitare confusione, ecco la regola più importante: la CU 2026 non ha un’unica scadenza valida per ogni tipologia di reddito. Le analisi operative sulle istruzioni 2026 evidenziano un calendario “a binari” con termini differenti in base ai redditi certificati.
- 16 marzo 2026: consegna al percettore e invio telematico per la generalità dei redditi che alimentano la precompilata (dipendenti/pensionati).
- 30 aprile 2026: termine più lungo per specifiche certificazioni (ad esempio lavoro autonomo/professionale, secondo il calendario operativo).
- 31 ottobre 2026: per CU con soli redditi esenti/non dichiarabili con precompilata (secondo le istruzioni operative richiamate).
Traduzione pratica: se hai più fonti di reddito (dipendente + prestazioni INPS + piccoli compensi), potresti ricevere o vedere “pezzi” della tua situazione in momenti diversi.
Dove nascono gli errori che poi “sporcano” il 730
In un report fiscale utile ai lettori, la domanda non è “che cos’è la CU”, ma cosa controllare per evitare rettifiche e sorprese. Ecco i punti che, ogni anno, generano più problemi (e che a marzo si possono intercettare in tempo):
1) Dati anagrafici e familiari a carico
- codice fiscale errato o non aggiornato;
- familiari a carico gestiti in modo incoerente tra sostituti diversi;
- detrazioni ripartite male (soprattutto se cambia la situazione nel corso dell’anno).
2) Conguagli e ritenute: la voce che cambia il rimborso
Molti guardano solo “reddito” e ignorano ritenute e conguagli: ma sono queste voci che spesso fanno la differenza tra rimborso e debito. Nei casi di più datori di lavoro o di cessazione/assunzione nel 2025, la probabilità di scostamenti cresce.
3) Più CU nello stesso anno
È frequente avere più certificazioni (ad esempio: datore di lavoro + INPS). L’INPS conferma che la CU è disponibile online e riguarda anche redditi di pensione e altre prestazioni erogate.
Il collegamento con il 730 precompilato 2026: cosa aspettarsi
Una parte dei dati che confluiranno nel 730 precompilato si muove già ora: alcune fonti ricordano che il 16 marzo è una data chiave per la trasmissione dei dati utili alla predisposizione della precompilata e indicano l’obiettivo di pubblicazione entro fine aprile.
In parallelo, l’Agenzia delle Entrate sta spingendo l’invio diretto online del precompilato, con un target di 5,5 milioni di modelli 730 inviati dal contribuente.
Perché conta? Perché più cresce la compilazione “fai da te”, più diventa importante che i dati di partenza siano corretti e che il contribuente sappia cosa sta accettando, modificando o integrando.
Checklist “anti-sorprese”: cosa fare tra oggi e il 16 marzo
- Recupera tutte le CU previste (datore di lavoro, INPS, eventuali altri enti/sostituti).
- Confronta reddito imponibile e ritenute con gli ultimi cedolini/cedolini pensione.
- Se hai cambiato lavoro nel 2025, verifica con attenzione la sezione conguagli.
- Per pensionati: verifica la disponibilità della CU nel portale INPS dal 16 marzo.
- Se noti errori, attivati subito: a ridosso delle scadenze le correzioni diventano più lente e possono riflettersi nella precompilata.
Conclusioni
La notizia fiscale più “utile” di inizio marzo non è un bonus in astratto: è la CU 2026 e la sua scadenza del 16 marzo, perché determina la qualità dei dati che alimentano la stagione dichiarativa 2026 (redditi 2025).
In altre parole: chi controlla adesso, risparmia tempo (e rischi) dopo. E quando la precompilata sarà online, partire con dati puliti può fare la differenza tra una dichiarazione “in due click” e settimane di correzioni.
Nota: articolo informativo. Per casi complessi (più CU, redditi misti, detrazioni familiari) è consigliabile confrontarsi con CAF o professionista.