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Scadenze fiscali di fine maggio 2026: quelle principali che slittano al 1° giugno

Le scadenze fiscali del 31 maggio 2026 cadono di domenica: per IVA, bollo e Rottamazione tutto slitta al 1° giugno.
20 Maggio 2026
scadenze 31 maggio
Foto © Investireoggi

La chiusura di maggio porta con sé alcuni appuntamenti fiscali da non trascurare. In realtà, le scadenze 31 maggio 2026 non saranno operative in quella stessa giornata, perché quel giorno cade di domenica. Per effetto del normale rinvio dei termini che coincidono con un giorno festivo, gli adempimenti vengono spostati a lunedì 1° giugno 2026.

Il passaggio è importante perché riguarda obblighi diversi tra loro: comunicazioni IVA, imposta di bollo sulle fatture elettroniche e versamenti collegati alla definizione agevolata delle cartelle. Le scadenze 31 maggio 2026 diventano quindi, nei fatti, appuntamenti del primo giorno lavorativo successivo.

Il contribuente, le imprese e i professionisti devono considerare questo spostamento non come una proroga straordinaria, ma come l’applicazione delle regole ordinarie previste quando un termine cade in un giorno non lavorativo.

Il mese di giugno, dunque, si apre con una serie di passaggi fiscali concentrati.

IVA periodica: cosa rientra tra le scadenze 31 maggio 2026

Tra gli adempimenti più rilevanti c’è la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA, la c.d. LIPE, riferita al primo trimestre 2026. L’invio riguarda i dati delle operazioni IVA dei primi tre mesi dell’anno e consente all’Amministrazione finanziaria di controllare l’andamento dei versamenti periodici.

Anche questo obbligo rientra nelle scadenze 31 maggio 2026, ma la trasmissione potrà avvenire entro il 1° giugno 2026, proprio per la coincidenza con la domenica. La comunicazione deve essere predisposta con attenzione, perché eventuali errori o omissioni possono generare sanzioni e richiedere successivi interventi correttivi.

La LIPE del primo trimestre interessa i soggetti passivi IVA tenuti a comunicare periodicamente i risultati delle liquidazioni. Non si tratta del versamento dell’imposta in sé, ma dell’invio dei dati riepilogativi collegati al periodo gennaio-marzo 2026.

Bollo sulle e-fatture del primo trimestre

Nello stesso calendario trova spazio anche il pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche relative al primo trimestre 2026. L’adempimento segue le stesse regole temporali: le scadenze 31 maggio 2026 si spostano al 1° giugno 2026.

Il versamento può essere effettuato tramite modello F24, utilizzando il codice tributo 2521. In alternativa, è possibile procedere attraverso il servizio disponibile nell’area “Fatture e Corrispettivi” dell’Agenzia delle Entrate. Questo canale consente di visualizzare gli importi dovuti e completare il pagamento in modalità telematica.

Per l’imposta di bollo sono previste regole particolari quando gli importi sono contenuti. Se il debito del primo trimestre 2026 non supera 5.000 euro, il pagamento può essere rinviato al 30 settembre 2026. Se, sommando primo e secondo trimestre, il totale resta entro la soglia di 5.000 euro, il termine può arrivare al 30 novembre 2026.

Queste possibilità non eliminano l’obbligo, ma consentono una gestione più elastica dei versamenti quando l’importo dovuto è limitato.

Rottamazione-quater: rate e tolleranza

Nel quadro degli appuntamenti di fine maggio rientra anche la Rottamazione-quater, prevista dalla Legge n. 197/2022. Anche in questo caso, le scadenze 31 maggio 2026 vanno considerate con lo slittamento al 1° giugno.

Il pagamento riguarda la 12° rata della definizione agevolata. Per i soggetti coinvolti dalle disposizioni del DL n. 61/2023, invece, il riferimento è all’11° rata. Per i contribuenti riammessi alla misura, l’appuntamento riguarda la 4° rata.

Su questo fronte pesa anche la regola dei cinque giorni di tolleranza. Di conseguenza, tenendo conto sia dello spostamento dovuto alla domenica sia del margine aggiuntivo previsto che altri giorni festivi di mezzo, i pagamenti saranno considerati tempestivi se effettuati entro l’8 giugno 2026.

Il rispetto della data è essenziale, perché il mancato, insufficiente o tardivo versamento oltre i limiti ammessi può compromettere i benefici della definizione agevolata.

Scadenze 31 maggio 2026, perché controllare subito date e importi

Le scadenze 31 maggio 2026 formano un pacchetto di obblighi che interessa aree diverse della fiscalità. La data effettiva da segnare è il 1° giugno 2026, con un’attenzione particolare alla Rottamazione-quater, per la quale il termine utile può arrivare all’8 giugno grazie alla tolleranza.

Per IVA e bollo sulle fatture elettroniche, invece, occorre distinguere tra comunicazione, pagamento immediato e possibili rinvii legati alla soglia di 5.000 euro. Le scadenze 31 maggio 2026 richiedono quindi una verifica puntuale di documenti, rate, codici tributo e importi dovuti, così da evitare errori proprio all’avvio del mese di giugno. Da non dimenticare anche l’opzione per l’estromissione dall’attività d’impresa di beni immobili strumentali posseduti alla data del 30 settembre 2025.

Riassumendo

  • Le scadenze 31 maggio 2026 slittano al 1° giugno perché cadono di domenica.
  • Entro tale data va inviata la LIPE del primo trimestre 2026.
  • Il bollo e-fatture si paga con F24, codice tributo 2521.
  • Sotto 5.000 euro, il bollo può slittare a settembre o novembre.
  • La Rottamazione-quater riguarda diverse rate, secondo posizione e normativa applicabile.
  • Con tolleranza e festivi, alcuni pagamenti restano validi fino all’8 giugno.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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