Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 16 Giu, 2026

Rottamazione quinquies, addio alla sanatoria estesa ad altre cartelle, il MEF boccia l’emendamento

Estendere la rottamazione delle cartelle è difficile, ecco perché per gli omessi versamenti alle casse dei professionisti, nulla di fatto.
23 Maggio 2026
rottamazione quinquies domanda
Foto © Investireoggi

Sembrava ormai certo un netto potenziamento della rottamazione delle cartelle esattoriali. Invece, dal Ministero dell’Economia e delle Finanze arrivano tre motivazioni che, di fatto, impediscono l’approvazione di un provvedimento di questo tipo.

La rottamazione quinquies, limitata ai soli debiti contratti dai contribuenti con le amministrazioni centrali — e quindi, sostanzialmente, ai debiti verso Agenzia delle Entrate e INPS — resterà tale, con la sola possibile aggiunta delle cartelle relative ai debiti con gli enti locali che decideranno di aderire.

Con il termine per le domande scaduto il 30 aprile 2026, adesso si attendono soltanto gli esiti delle istruttorie da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Successivamente, dopo il 30 giugno, i contribuenti potranno iniziare a organizzare i pagamenti, con la prima scadenza fissata al 31 luglio.

Ciò che emerge ora è che il progetto di estendere la rottamazione quinquies anche agli omessi versamenti dovuti alle casse previdenziali diverse dall’INPS è destinato a tramontare. Nessuna possibilità, quindi, almeno stando a quanto evidenziato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha individuato tre diverse ragioni per bloccare sul nascere questo provvedimento.

Rottamazione quinquies, addio alla sanatoria estesa ad altre cartelle: il MEF boccia l’emendamento

Le cartelle esattoriali inserite nella rottamazione quinquies sono quelle affidate all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Si tratta però esclusivamente di contributi previdenziali non versati oppure di tributi dovuti agli enti centrali, come IRPEF e IVA.

Alla luce di queste limitazioni, che hanno deluso molti contribuenti ritrovatisi con debiti esclusi dalla sanatoria, appare invece quasi certa l’estensione ai tributi locali, come IMU, Tari, Tasi e bollo auto.

Sembrava inoltre vicina a diventare realtà anche l’estensione della rottamazione quinquies ai debiti con le casse previdenziali dei professionisti.

Entro fine anno si ipotizzava l’avvio di una sorta di rottamazione quinquies bis, più ampia e generalizzata, con nuove domande da parte dei contribuenti sia per i debiti con gli enti locali — enti che dovranno comunque approvare specifici regolamenti e fornire le relative istruzioni operative — sia per quelli verso le altre casse previdenziali.

Si trattava di una soluzione molto attesa da numerosi contribuenti, soprattutto da coloro che si sono trovati davanti estratti di ruolo dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione pieni di cartelle non rottamabili. Ma speranze e aspettative sembrano ormai svanite.

Stop alle estensioni: ecco perché per il MEF la partita è chiusa

Ricapitolando, il Ministero dell’Economia e delle Finanze mette la parola fine, almeno per il momento, al progetto di estendere ulteriormente la rottamazione delle cartelle.

Restano quindi delusi quanti si aspettavano novità favorevoli da parte del legislatore. Per ora, infatti, sembra confermata soltanto l’apertura già prevista per i tributi locali.

A chiudere definitivamente la questione è stato direttamente il Ministero dell’Economia, rispondendo a un’interrogazione presentata il 20 maggio 2026 presso la Commissione Finanze della Camera.

Le motivazioni addotte sono diverse. Da un lato vi sono le consuete esigenze di bilancio: i conti pubblici devono rispettare precisi vincoli finanziari. Dall’altro, per quanto riguarda le omissioni contributive verso casse previdenziali differenti dall’INPS, le situazioni debitorie possono avere origini molto diverse e difficilmente uniformabili.

Esistono infatti debiti derivanti da errori dichiarativi commessi dal contribuente, ma anche pendenze nate a seguito di veri e propri accertamenti.

Eppure, nella precedente definizione agevolata — la rottamazione quater — queste cartelle erano comprese. Nonostante ciò, alla luce della risposta fornita all’interrogazione parlamentare, la possibilità di un’estensione di questo tipo appare ormai definitivamente archiviata.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.