Per colpa dell’inflazione aumentano anche le tariffe telefoniche: ecco per chi

Anche le tariffe telefoniche aumentano per colpa dell'inflazione: ecco per chi e cosa fare.

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Tariffe telefoniche: per colpa dell'inflazione aumentano.

L’effetto inflazione si sta facendo sentire anche sulle tariffe telefoniche, molte delle quali aumenteranno ancora a breve. La situazione è già complessa per gli italiani e tali rincari proprio non ci volevano.

Non solo bollette di luce e gas raddoppiate, anche i generi alimentari hanno subito aumenti esagerati. Al supermercato, oramai, si cercano solo le offerte più convenienti che però sempre di meno. In molti rabbrividiscono, infatti, se pensano che l’olio di semi ha adesso un prezzo stellare. Ha subito, infatti, un aumento del 55,6% mentre lo zucchero del 38,8% e il riso del 30,7%. Parliamo di questi prodotti perché sono alla base dell’alimentazione italiana e poi perché si consumano parecchio, soprattutto in vista del Natale. Ovviamente per friggere e fare dolci.

Ora, oltre a questi aumenti, si devono aggiungere anche quelli delle bollette telefoniche. Ma cosa sta succedendo esattamente?

L’effetto inflazione sulle tariffe telefoniche

Un’analisi dell’Unione Consumatori comunica che l’effetto inflazione si sta facendo sentire già sulle tariffe telefoniche.

Tim, ad esempio, dal mese di settembre ha ritoccato diverse offerte. La spedizione della fattura cartacea costa ora 3,90 euro invece di 3 euro mentre le promozioni “Tutto Voce e Voce Senza Limiti” hanno subito un rincaro di 2 euro al mese.

Questi aumenti fanno parte delle modifiche unilaterali del contratto. Esse sono legittime, secondo la normativa vigente, se la comunicazione giunge al consumatore con almeno trenta giorni di anticipo. Se ciò non avviene, invece, si può recedere dal contratto per giusta causa per cui non si deve sostenere alcun costo di penale.

Nei giorni scorsi, poi, sempre Tim, ha aumentato il costo di attivazione di alcune offerte per rete fissa/mobile e non è finita.

A partire dal 2024, dovrebbe aumentare il costo mensile delle offerte in base all’inflazione.

Non solo Tim anche WindTre

Anche WindTre ha comunicato ai clienti che dal 2024 potrebbero aumentare le tariffe telefoniche (canone mensile) nel caso di variazione annua positiva dell’indice nazionale dei prezzi al consumo. L’adeguamento sarà calcolato sul Foi di ottobre 2023 per cui se si ha un’offerta di 10 euro, con un tasso di inflazione sotto il 5%, l’aumento potrebbe essere di 50 centesimi. Con il Foi attuale (11,5 punti percentuali rispetto al 2021), l’aumento potrebbe arrivare addirittura all’1,50 euro.

Intanto a partire dal 1° dicembre 2022, per ridurre l’impatto ambientale, WindTre ha comunicato che l’invio della fattura non fiscale in formato cartacero costerà 1 euro a invio, (82 centesimi più Iva per i clienti con Partita Iva). Si potrà recedere senza sostenere penali o costi di disattivazione entro il 31 dicembre di quest’anno inviando una comunicazione con la causale “modifica delle condizioni contrattuali”.

Il recesso potrà avvenore mediante raccomandata A/R “Wind Tre SpA – Servizio Disdette – CD Milano recapito Baggio Casella Postale 159 20152 Milano Mi”. Inoltre mediante pec all’indirizzo [email protected], chiamando il 159, mediante l’assistente digitale nell’area clienti, con l’ausilio di Will, da app WindTre o nei punti vendita.

C’è anche un’altra informativa che riguarda i clienti con offerta di telefonia fissa che avranno un incremento mensile di 2 euro al mese (2 euro più Iva per i clienti con partita Iva). Anche in questo caso, si potrà recedere fino al 31 dicembre nei modi su indicati.

Infine sempre nella pagina WindTre informa, si legge che alcune offerte di telefonia fissa subiranno un incremento di canone mensile di 5,99 euro (4,91 euro per clienti con partita Iva). Sempre dal 1° dicembre, poi, ci sarà uno sconto in fattura di 5,99 euro al mese (4,91 euro più Iva per clienti con P.Iva) che sarà valido fino al completamento del pagamento per l’acquisto rateizzato del modem. Si potrà recedere o passare a un altro operatore, sempre fino al 31 dicembre, nei modi e agli indirizzi indicati.

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