L’INPS continua a svolgere il ruolo di sostituto d’imposta per pensionati e titolari di prestazioni soggette a IRPEF. E il tema dei conguagli 730/2026 (anno d’imposta 2025) sulla pensione riguarda chi, dopo la presentazione del modello 730, deve ricevere un rimborso oppure subire una trattenuta direttamente sul cedolino. Con il messaggio n. 2030/2026, l’Istituto ha riepilogato regole, scadenze e strumenti disponibili per verificare il credito o il debito.
Conguagli 730/2026 sulla pensione: quando interviene l’INPS
L’assistenza fiscale prestata dall’INPS riguarda i contribuenti che hanno indicato, nel loro modello dichiarativo dei redditi, l’Istituto come soggetto incaricato di effettuare i conguagli derivanti dalla dichiarazione stessa.
In pratica, se dal modello 730 emerge un credito, l’importo viene rimborsato sulla prestazione erogata. Se, invece, risulta un debito, la somma viene trattenuta.
Questa possibilità non riguarda ogni prestazione. L’INPS può agire come sostituto d’imposta solo se esiste un pagamento imponibile ai fini IRPEF. Rientrano, ad esempio, la pensione ordinaria, la pensione di reversibilità e alcune indennità di disoccupazione (NASPI, DIS-COLL, ecc.).
Restano fuori, invece, le prestazioni non tassate. Tra queste ci sono le pensioni riconosciute alle vittime del terrorismo o del dovere, gli assegni sociali, le pensioni di invalidità civile, l’assegno unico e universale e gli assegni familiari. In questi casi manca il prelievo fiscale alla fonte e, quindi, non può nascere il rapporto di sostituzione d’imposta.
Un altro limite riguarda la data di cessazione della prestazione. Se il trattamento erogato dall’INPS è terminato prima del 1° aprile 2026, l’Istituto non può gestire il conguaglio.
Il servizio online per controllare rimborsi, trattenute e dinieghi
Per seguire l’andamento delle operazioni, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”.
L’accesso è possibile dal sito istituzionale dell’Istituto e anche tramite l’app “INPS mobile”.
Il servizio consente di verificare se l’INPS ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate le risultanze contabili del modello 730. Si tratta dei dati che indicano se dalla dichiarazione nasce un credito o un debito fiscale.
Attraverso la piattaforma si può controllare anche l’abbinamento tra il conguaglio e la prestazione pagata dall’Istituto. Questo passaggio conferma che l’INPS ha riconosciuto la propria funzione di sostituto d’imposta.
Il sistema mostra inoltre l’eventuale diniego. Il diniego viene comunicato all’Agenzia delle Entrate quando non esistono le condizioni per far gestire all’INPS la dichiarazione. Può accadere, per esempio, se il contribuente non percepisce una prestazione imponibile o se il rapporto con l’Istituto non è più attivo nei termini richiesti.
Nello stesso servizio sono consultabili gli importi mensili delle trattenute o dei rimborsi applicati sulle somme erogate. In questo modo i conguagli 730/2026 sulla pensione possono essere seguiti mese per mese, senza attendere solo il cedolino finale.
Acconti, variazioni e rate: le scadenze da ricordare
Il servizio online non serve soltanto per consultare i dati. L’INPS consente anche di inviare alcune richieste direttamente in via telematica.
Entro il 10 ottobre 2026, il contribuente, può chiedere l’annullamento o la modifica della seconda rata di acconto IRPEF o di cedolare secca. La richiesta può riguardare sia il dichiarante sia il coniuge, in caso di dichiarazione congiunta.
È inoltre ammessa la domanda di diniego della gestione del 730 quando l’INPS è stato indicato per errore come sostituto d’imposta. Questa possibilità, però, non vale se l’Istituto ha correttamente preso in carico la dichiarazione e l’ha già collegata a una prestazione.
Di norma, le operazioni derivanti dal Modello 730/2026, riferito all’anno d’imposta 2025, si vedono sul cedolino pensione di agosto o settembre. Il servizio INPS, dunque, consente al contribuente (pensionato o altro) di verificare in anticipo se sul cedolino arriverà correttamente il rimborso o la trattenuta. Se dal 730 emerge un debito e viene richiesta la rateazione, la trattenuta deve concludersi entro novembre.
Questo significa che il numero di rate scelto nel modello potrebbe non essere sempre garantito. Se le risultanze contabili arrivano all’INPS dopo giugno, il tempo disponibile fino a novembre si riduce e le trattenute possono essere concentrate in meno mesi.
Conguagli 730/2026 sulla pensione: cosa accade se non si completano
Può succedere che l’INPS non riesca a concludere le trattenute previste dal modello 730/4. Le cause possono essere diverse: cessazione della prestazione, decesso del dichiarante oppure importi mensili non sufficienti ad assorbire il debito fiscale.
In queste situazioni l’Istituto invia una comunicazione all’interessato o agli eredi. Nel documento vengono indicati gli importi emersi dalla dichiarazione e le somme eventualmente già trattenute. La parte ancora dovuta dovrà essere versata con le modalità ordinarie previste per le dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche.
La stessa informazione viene trasmessa, tramite l’Agenzia delle Entrate, anche all’intermediario che ha inviato la dichiarazione per conto del contribuente.
In caso di decesso, i debiti non trattenuti dall’INPS passano agli eredi, che devono versarli all’Agenzia delle Entrate. Non sono però dovuti gli acconti d’imposta per il 2026. Se invece restano crediti non rimborsati, questi saranno indicati nella Certificazione unica 2027. Gli eredi potranno recuperarli nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027 per i redditi 2026 del defunto, oppure chiedere il rimborso direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Nella dichiarazione congiunta, il coniuge o la parte superstite dell’unione civile deve separare la propria posizione fiscale. Eventuali debiti personali vanno versati separatamente, mentre i crediti potranno essere utilizzati nella dichiarazione dell’anno successivo.
Riassumendo
- I conguagli 730/2026 sulla pensione riguardano rimborsi o trattenute INPS.
- L’INPS opera solo su prestazioni imponibili IRPEF.
- Sono escluse prestazioni assistenziali e trattamenti fiscalmente esenti.
- Il servizio online consente di controllare importi, esiti e dinieghi.
- Variazioni degli acconti possibili entro il 10 ottobre 2026.
- Rate e trattenute devono chiudersi entro novembre 2026.