Ad alcuni pensionati può essere sfuggita una possibilità concreta: ottenere un vero e proprio rimborso sul canone di affitto, fino a 162,50 euro al mese. Si tratta di un sostegno che rientra nell’Assegno di Inclusione (ADI), una misura contro la povertà che può essere riconosciuta anche a chi percepisce una pensione, purché vengano rispettati determinati requisiti economici.
Rimborso canone di affitto per i pensionati: come prendere 162,50 euro al mese
L’Assegno di Inclusione è destinato a soggetti in condizioni di fragilità economica e sociale: invalidi, minorenni, over 60, persone seguite dai servizi sociali o con carichi di cura.
Nel caso di nuclei composti prevalentemente da over 67, le regole cambiano in parte, soprattutto per quanto riguarda gli importi.
L’ADI, infatti, non si limita a integrare il reddito fino a una soglia prestabilita, ma prevede anche una componente aggiuntiva per l’affitto.
Per i pensionati con più di 67 anni:
- l’integrazione al reddito può arrivare fino a 682,50 euro al mese;
- a questa si può aggiungere una quota per l’affitto fino a 162,50 euro mensili.
In pratica, chi percepisce una pensione bassa e rientra nei limiti previsti può ottenere un’integrazione complessiva che porta il reddito fino a circa 845 euro al mese.
Le condizioni necessarie per godere dell’Assegno di Inclusione da pensionati
Per accedere all’ADI, anche in presenza di una pensione, è necessario rispettare precise condizioni:
- ISEE non superiore a 10.140 euro;
- reddito familiare entro 6.500 euro annui (salvo maggiorazioni per nuclei specifici);
- presenza di almeno un componente “fragile” (nel caso specifico, l’età superiore a 67 anni soddisfa questo requisito).
Per ottenere la quota aggiuntiva legata all’affitto è indispensabile:
- vivere in un immobile con contratto di locazione regolarmente registrato presso l’Agenzia delle Entrate.
La componente affitto può arrivare fino a circa 1.950 euro annui, rappresentando un aiuto significativo per chi vive in locazione con redditi molto bassi.
L’Assegno di Inclusione è erogato tramite una carta elettronica dedicata, distinta dalla pensione. La domanda per l’AdI va presentata all’INPS accedendo all’area riservata del portale.
Prima di inoltrare la richiesta è necessario avere un ISEE in corso di validità, ottenuto tramite la presentazione della DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica).
Si tratta, in sostanza, di uno strumento che può fare la differenza per molti pensionati: un’integrazione concreta che, se ben compresa e utilizzata, consente di alleggerire in modo significativo il peso dell’affitto e migliorare la sostenibilità economica mensile.