La riforma disabilità non cancella subito le vecchie regole per il riconoscimento dell’invalidità civile degli anziani. L’INPS, con il Messaggio. n. 1377/2026, ha chiarito come si coordinano il D. Lgs. n. 62/2024 e il D. Lgs. n. 29/2024 sulle politiche per la popolazione anziana, dopo le modifiche del D.L. n. 19/2026, convertito in Legge n. 50/2026.
Il punto centrale riguarda le persone con almeno 70 anni, colpite da malattie croniche e da un calo dell’autonomia nella vita quotidiana. Per questa fascia, fino al 31 dicembre 2027, non scatta un passaggio immediato al nuovo modello. Anche nei territori scelti per la sperimentazione, il percorso resta quello già conosciuto, così da evitare incertezze e ritardi nell’accesso alle prestazioni.
La precisazione ha un valore pratico, perché consente agli uffici, ai patronati e ai servizi territoriali di seguire un percorso uniforme, senza attendere ulteriori passaggi interpretativi.
Accertamento dell’invalidità: quali regole si applicano fino al 2027
Durante il periodo transitorio, la riforma disabilità convive con il sistema precedente. Per gli ultrasettantenni in condizioni di fragilità, l’accertamento continua, quindi, a seguire le modalità ordinarie dell’invalidità civile.
In pratica, resta centrale la visita sanitaria svolta dalle commissioni mediche competenti, con la presenza del medico INPS nei casi previsti. Il procedimento serve a verificare il grado di limitazione funzionale e il possibile diritto a benefici economici, assistenziali o sociosanitari. La valutazione mantiene, dunque, una logica sanitaria, pur tenendo conto degli effetti concreti che le patologie producono sulle attività di ogni giorno.
La scelta del legislatore, richiamata dall’art. 28, c. 7, D. Lgs. n. 29/2024, punta a garantire continuità. La riforma disabilità introduce, infatti, un sistema più ampio, fondato su una lettura complessiva dei bisogni della persona, ma tale impianto richiede tempi tecnici, organizzativi e territoriali per diventare pienamente operativo.
Domande, certificato medico e passaggi INPS
La domanda non cambia nella sua struttura essenziale. Il primo passaggio è il certificato medico introduttivo, redatto dal medico abilitato e trasmesso in via telematica. Da quel momento decorre il termine di 90 giorni per presentare l’istanza amministrativa all’INPS. La riforma della disabilità, invece, ricordiamo prevede che l’unico strumento è divenuto il certificato medico introduttivo a cui non fa più seguito la necessità poi di presentare domanda all’INPS.
Segue la fase sanitaria, nella quale vengono valutate le condizioni cliniche e funzionali della persona anziana. Dopo la visita, il verbale viene sottoposto ai controlli e alla validazione previsti dall’Istituto. Solo al termine di questi passaggi possono essere riconosciute le prestazioni collegate, se spettanti. Restano importanti la correttezza dei dati inseriti, la completezza della documentazione medica e il rispetto delle scadenze, perché errori o omissioni possono rallentare l’iter.
Questo schema resta valido anche nelle aree coinvolte dalla sperimentazione. La riforma disabilità, quindi, non crea un doppio canale immediato per gli anziani fragili: per loro continua a valere il procedimento già applicato, almeno fino alla fine del 2027. È un elemento importante, perché molte famiglie e molti operatori sociali avevano bisogno di una linea chiara sui tempi.
Valutazione multidimensionale e riforma disabilità dal 2028
Il nuovo sistema punta sulla valutazione multidimensionale unificata. Questo strumento dovrà considerare non solo la malattia, ma anche il livello di autonomia, l’ambiente di vita, il supporto familiare e i bisogni sociali della persona. L’obiettivo è costruire un accesso più ordinato ai servizi sanitari, sociosanitari e assistenziali.
Secondo il quadro indicato, la sperimentazione della valutazione multidimensionale partirà dal 1° gennaio 2027, mentre l’avvio a regime è previsto dal 1° gennaio 2028. Fino a quel momento, la riforma disabilità resta in una fase graduale, con regole differenziate in base ai soggetti interessati e al calendario fissato dalle norme.
Per gli anziani con patologie croniche e autonomia ridotta, la tutela non si interrompe. Il vecchio procedimento continua a funzionare come ponte verso il nuovo modello. La riforma disabilità potrà così entrare a pieno ritmo senza lasciare scoperti i casi più delicati, che richiedono risposte semplici, tempi certi e continuità nell’assistenza.
Riassumendo
- La riforma disabilità prevede una fase transitoria per gli anziani fragili.
- Fino al 31 dicembre 2027 restano valide le vecchie regole.
- Gli ultrasettantenni con patologie croniche seguono l’iter ordinario INPS.
- Servono certificato medico introduttivo e domanda amministrativa entro 90 giorni.
- La valutazione multidimensionale partirà in sperimentazione dal 1° gennaio 2027.
- Il nuovo sistema sarà pienamente operativo dal 1° gennaio 2028.