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Oggi: 10 Gen, 2026

Redditi lavoratori: 700 euro in più in tasca da quando c’è Meloni al governo

Ecco il nuovo taglio dell'IRPEF dopo quello di quest'anno e per i lavoratori ma non solo, i redditi saranno più alti.
11 ore fa
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Dopo quattro manovre, il governo ha tagliato le imposte sui redditi dei cittadini da 260 fino a 700 euro. Eppure, su giornali, media e organi di informazione, si legge quasi esclusivamente che il governo non avrebbe mantenuto le promesse elettorali sulle pensioni e che avrebbe addirittura peggiorato la legge Fornero, nonostante gli impegni presi in campagna elettorale.

Sulle tasse sui redditi, però, le cose sono andate oggettivamente in modo diverso. Sarà anche vero, come sottolinea spesso la segretaria del PD Elly Schlein, che a beneficiare maggiormente siano i redditi medio-alti, ma è altrettanto indubbio che, almeno sul fronte dell’IRPEF, il governo Meloni abbia ridotto la pressione fiscale.

Vediamo nel dettaglio come, sui redditi dei lavoratori, c’è chi ha guadagnato fino a 700 euro in due manovre consecutive.

Redditi lavoratori: 700 euro in più in tasca da quando c’è Meloni al governo

Prima la riduzione da quattro a tre scaglioni IRPEF nel 2025, poi il taglio dell’aliquota del secondo scaglione: il governo Meloni ha messo mano in modo significativo all’IRPEF, l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche, che risulta più bassa rispetto agli anni precedenti.

Naturalmente, non tutti ne beneficiano allo stesso modo. Tuttavia, la riforma dell’IRPEF introdotta con due manovre consecutive ha prodotto effetti concreti. Il secondo scaglione di reddito, che in precedenza comprendeva i redditi tra 15.000 e 28.000 euro con un’aliquota al 25%, è stato accorpato al primo. Oggi, per tutti i redditi fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%.

In termini pratici, questo significa 2 punti percentuali di IRPEF in meno e un risparmio massimo di 260 euro per chi percepisce un reddito annuo pari a 28.000 euro.

La recente storia dell’IRPEF ha portato vantaggi

L’intervento più recente riguarda invece il secondo scaglione IRPEF, quello dei redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. A partire dal 1° gennaio 2026, l’aliquota scende dal 35% al 33%, con un risparmio che può arrivare fino a 440 euro annui.

Sommando i benefici delle due manovre di Bilancio, il risultato è chiaro: per i contribuenti con redditi pari o superiori a 50.000 euro, la riduzione complessiva dell’IRPEF arriva a circa 700 euro.

In sintesi, prima degli interventi del governo Meloni:

  • sui redditi tra 15.000 e 28.000 euro si pagava il 25%, oggi il 23%;

  • sui redditi tra 28.000 e 50.000 euro si pagava il 35%, oggi il 33%.

Difficile negare che, almeno sul piano dell’IRPEF, il governo Meloni abbia effettivamente tagliato le tasse.

Redditi lavoratori, ma non solo: i 700 euro di IRPEF in meno valgono anche per i pensionati

Parlando di IRPEF, è importante sottolineare che la riduzione delle aliquote non riguarda soltanto i lavoratori dipendenti. Il taglio si applica infatti anche ai lavoratori autonomi, ai pensionati, ai titolari di redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, nonché a chi percepisce redditi fondiari e altre tipologie di reddito soggette all’imposta.

Non si tratta quindi di un vantaggio circoscritto a una singola categoria,. Ma di un intervento che interessa tutti i contribuenti assoggettati all’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Nel 2026, questi soggetti beneficeranno di un ulteriore alleggerimento del carico fiscale, frutto delle scelte operate dal governo negli ultimi due anni.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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