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Profili Facebook Agenzia Entrate, scatta l’allerta: l’Agenzia non contatta così gli utenti

Falsi account e richieste sospette: sui social cresce l’allerta sui profili Facebook Agenzia Entrate che nulla hanno a che fare con l’ente.
9 Aprile 2026
profili facebook agenzia entrate
Foto © Investireoggi

L’Agenzia delle Entrate, in questi giorni, ha diffuso un avviso importante: sui social possono comparire account che usano nome, immagine e linguaggio simili a quelli istituzionali, ma non hanno alcun legame con l’amministrazione fiscale. Il punto centrale è semplice: i profili Facebook Agenzia Entrate che inviano richieste di amicizia non sono autentici. L’ente, infatti, è presente su Facebook con una pagina pubblica e con un canale di contatto via Messenger, ma non opera attraverso profili personali e non manda inviti di amicizia agli utenti.

Questa segnalazione merita attenzione perché il nome dell’amministrazione finanziaria viene spesso sfruttato per tentativi di raggiro.

In molti casi, dietro i falsi profili Facebook Agenzia Entrate si nascondono messaggi costruiti per ottenere dati personali, informazioni fiscali oppure denaro. Per questo il chiarimento ufficiale ha un valore pratico immediato: ogni contatto anomalo va considerato con prudenza e verificato con i canali corretti.

Agenzia Entrate su Facebook: come riconoscere la pagina ufficiale

L’Agenzia spiega che la propria presenza su Facebook esiste da anni e ha caratteristiche precise. Non si tratta di un account personale, ma di una pagina istituzionale pubblica, pensata per diffondere notizie, aggiornamenti e informazioni utili a cittadini e imprese. Tra gli elementi che aiutano a distinguerla ci sono il nome ufficiale, l’indirizzo web della pagina e il segno grafico di verifica accanto alla denominazione. Anche il numero molto elevato di follower rappresenta un indizio utile per distinguere la pagina vera dai tentativi di imitazione.

In questo quadro, il tema dei profili Facebook Agenzia Entrate diventa anche una questione di corretta identificazione della fonte.

Una pagina pubblica, per sua natura, non instaura rapporti di amicizia come avviene con un account personale. Se compare una richiesta di questo tipo, il segnale è già sufficiente per far scattare il sospetto. L’amministrazione, inoltre, ha ricordato che l’attività informativa sui social si affianca ai servizi di assistenza, ma resta sempre dentro canali ufficiali e riconoscibili.

Perché il rischio non va sottovalutato

L’uso indebito del nome di un ente pubblico non è un fatto banale. Chi crea falsi profili Facebook Agenzia Entrate può tentare di sfruttare la fiducia dei cittadini per indurli a compiere azioni dannose. Sul piano giuridico, condotte di questo tipo possono arrivare a integrare, a seconda dei casi concreti, la sostituzione di persona ex art. 494 c.p. e la truffa ex art. 640 c.p. Se poi vengono raccolti o usati dati personali senza base lecita, entrano in rilievo anche le tutele previste dal Reg. UE 2016/679 e dal D. Lgs. 196/2003.

Il rischio aumenta quando il messaggio fa leva su temi sensibili, come rimborsi, irregolarità fiscali, pagamenti urgenti o comunicazioni apparentemente ufficiali. Al pari delle truffe su criptovalute, truffe su rimborsi fiscali, ecc., che avvengano tramite altri canali (e-mail, sms, ecc.).

Proprio per questo l’Agenzia ha richiamato l’attenzione anche su una sezione dedicata alla prevenzione delle frodi online, utile per orientarsi tra mail, sms, telefonate e contatti social sospetti.

La regola resta sempre la stessa: nessun dato riservato va condiviso in presenza di dubbi sull’identità del mittente.

Cosa fa davvero l’Agenzia Entrate su Facebook

La presenza social dell’amministrazione ha finalità informative e di supporto. La pagina pubblica viene usata per diffondere novità sui servizi, chiarimenti su adempimenti e aggiornamenti di interesse generale. In più, all’interno della piattaforma è disponibile un servizio di messaggistica dedicato a specifici argomenti, con tempi di risposta indicati in modo trasparente. Questo chiarisce ancora meglio la differenza tra una comunicazione istituzionale e i falsi profili Facebook Agenzia Entrate, che cercano invece un contatto personale fuori dallo schema ufficiale.

Quando arriva una richiesta sospetta, la linea corretta è rifiutare il contatto, non inviare documenti, non comunicare credenziali e procedere alla segnalazione sulla piattaforma e, se necessario, alle autorità competenti. È utile anche controllare i canali di assistenza ufficiali dell’ente per verificare l’eventuale autenticità del messaggio ricevuto. In presenza di profili Facebook Agenzia Entrate non verificati, la prudenza non è eccessiva: è la prima forma di tutela concreta per dati, denaro e serenità personale.

Profili Facebook Agenzia Entrate: cosa fare in caso di contatto sospetto

Il messaggio finale dell’avviso è netto. I profili Facebook Agenzia Entrate che chiedono amicizia sono falsi e non vanno considerati affidabili. L’Agenzia usa una pagina pubblica, non un profilo personale, e invita a diffidare da ogni richiesta anomala, a non fornire informazioni sensibili e a usare solo i canali ufficiali.

In materia di sicurezza digitale, anche un controllo in più può evitare conseguenze pesanti. Per questo l’attenzione verso i profili Facebook Agenzia Entrate resta oggi una precauzione essenziale.

Riassumendo

  • Profili Facebook Agenzia Entrate falsi: l’ente non invia richieste di amicizia.
  • L’Agenzia usa una pagina pubblica ufficiale, non account personali.
  • I falsi account possono servire per truffe e raccolta di dati.
  • La pagina autentica è riconoscibile da verifica, nome e indirizzo ufficiale.
  • In caso di contatti sospetti, non vanno inviati dati personali.
  • I profili dubbi vanno rifiutati e segnalati a piattaforma e autorità.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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