Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Il prezzo del petrolio crolla (-14%) sotto 100 dollari su un annuncio di Trump

Il crollo del prezzo del petrolio per un annuncio del presidente americano Donald Trump conferma l'estrema volatilità dei mercati in questa fase.
23 Marzo 2026
Crollo del petrolio sull'annuncio di Trump
Crollo del petrolio sull'annuncio di Trump © License Creative Commons

E’ bastato un verbo per provocare un crollo verticale del prezzo del petrolio, con il Brent ad essere sceso fino ad un minimo di 96,84 dollari al barile dai 108,29 dollari precedenti. Il presidente americano Donald Trump intende “posporre” di 5 giorni gli attacchi USA agli impianti energetici dell’Iran, a seguito dei colloqui “fruttuosi” in corso per una “soluzione totale” del conflitto. La mattinata era iniziata molto pesante, con il greggio ad essere rincarato fino a quasi 110 dollari sull’escalation militare nel Golfo Persico. La possibile tregua rianima i mercati, facendo risalire le borse europee e scendere i rendimenti dei titoli di stato.

Basti pensare che il BTp a 10 anni è passato dal 4,11% al 3,85% in un istante.

Prezzo del petrolio giù con annuncio di Trump

La volatilità sui mercati è estrema, perché gli investitori sono appigliati alle singole parole di questo o quel leader e temono che una durata lunga del conflitto possa deteriorare irreversibilmente le condizioni dell’economia globale. Le parole di Trump non sono arrivate a caso, dopo che nel fine settimana aveva minacciato di accrescere i raid contro Teheran. Il caro petrolio di queste settimane svela la fragilità di un’operazione militare senza apparenti sbocchi immediati e che rischia di fare deragliare tutte le economie, americana compresa. E stanno crescendo le pressioni, affinché segnali una via di uscita nel più breve tempo possibile e allontani il rischio di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz.

Questo è quanto desiderano i pasdaran al potere in Iran: far tremare i mercati, così da fare pressione sull’amministrazione americana per la fine degli attacchi. Più giorni Hormuz resta chiusa, più questa strategia può avere successo. I 32 membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, tra cui l’Italia, hanno rilasciato il record di 400 milioni di barili di scorte di petrolio per fronteggiare queste prime settimane di collasso delle esportazioni dal Golfo.

Tuttavia, le preoccupazioni montano man mano che il tempo scorre senza una soluzione tra le parti. Il rischio sarebbe di lasciare il pianeta a corto di energia.

Paura per l’inflazione

La ripresa dei bond con l’annuncio di Trump è legata proprio al crollo di petrolio e gas. Le quotazioni delle due materie prime sono determinante ai fini dell’inflazione e se ripiegassero dopo il boom di queste settimane, l’economia mondiale eviterebbe la drastica accelerazione nei tassi di crescita dei prezzi al consumo. Questa variabile sta tenendo alti i rendimenti obbligazionari sul timore che possa ripetersi quanto accaduto nel 2022 con la guerra tra Russia e Ucraina.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

ex bonus Renzi
Articolo precedente

Ex bonus Renzi: chi ne ha diritto nel 2026, quanto vale e quando si perde

CcTeu protezione contro rialzo dei tassi
Articolo seguente

CcTeu, difesa nel portafoglio nel rialzo dei tassi: perché funzionano adesso