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Pensioni: si va verso la novità a 64 anni e le conferme a 60 e 63 anni, cosa succede?

Quali sono le novità sulle pensioni che si cerca di mettere in piedi per l'anno venturo? Ecco le ultime notizie.
28 Maggio 2026
Pensioni anticipate novità
Foto © Licenze Creative Commons

Il cantiere pensioni e le ipotesi di intervento nella futura legge di Bilancio che man mano che si avvicina l’estate, diventa un futuro sempre più vicino, fanno presagire alcune cose buone in vista del 2027. Difficilmente si andrà a votare per le politiche prima di marzo per ovvie ragioni di opportunità visto che la legislatura dal punto di vista della maturazione dei diritti alle pensioni per i parlamentari, se si interrompe prima di marzo penalizza onorevoli e senatori. Ma nel 2027 scade la legislatura, e che sia in primavera (maggio per esempio) o in autunno (magari ottobre), poco cambia.

Nella memoria di chi andrà a votare, ci saranno senza dubbio gli ultimi provvedimenti introdotti dal governo e quindi ci sarà il contenuto della prossima manovra finanziaria.

Che dovrà per forza concedere qualcosa a qualcuno, a partire dalle pensioni. Novità sulle pensioni sono attese quindi, e di questo si inizia già a sentire costantemente parlare.

Pensioni: si va verso la novità a 64 anni e le conferme a 60 e 63 anni, cosa succede?

Alla luce di quanto appena detto, è evidente che nella prossima manovra e quindi nel 2027 verranno partorite novità. Non si può immaginare che l’attuale maggioranza decida di andare alle urne aumentando come ormai sembra certo, di un mese l’età pensionabile e di un mese i contributi per le pensioni anticipate.

Ecco perché anche le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti del governo – come il solito Claudio Durigon della Lega – lasciano intravedere spiragli interessanti sul fronte previdenziale.

Partiamo dall’Ape sociale, ultima misura sopravvissuta tra quelle in scadenza alla fine del 2025.

La misura è stata prorogata per tutto il 2026, ma soltanto fino al 31 dicembre. Al contrario, Opzione Donna e Quota 103 sono uscite di scena proprio alla fine dello scorso anno.

L’ipotesi oggi più accreditata – e probabilmente anche la più logica – è che l’Ape sociale venga confermata anche per il 2027.

Ancora una volta, quindi, invalidi, caregiver, disoccupati e addetti ai lavori gravosi potrebbero continuare a usufruire di questo canale agevolato di uscita dal lavoro, sempre a partire da 63 anni e 5 mesi di età e con almeno 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza.

La proroga dell’Ape sociale, però, non rappresenterebbe una vera novità. Molto più interessante appare invece l’ipotesi di estendere la pensione anticipata contributiva a tutti i lavoratori. Così come suscita attenzione la possibile proroga dello scivolo aziendale, cioè dell’Isopensione, che oggi consente il pensionamento già a 60 anni e che, nelle sue condizioni più favorevoli, scade alla fine del 2026.

Pensione contributiva per tutti: ecco il passaggio più interessante

La novità che potrebbe davvero cambiare il panorama previdenziale riguarda la pensione anticipata a 64 anni di età con 20 anni di contributi.

Si tratta di una misura già esistente, ma oggi riservata esclusivamente ai cosiddetti contributivi puri, cioè a chi non possiede versamenti antecedenti al 1° gennaio 1996.

L’idea allo studio sarebbe quella di estendere questa possibilità anche a chi ha iniziato a versare contributi prima di quella data.

La prestazione INPS manterrebbe gli stessi requisiti già previsti oggi:

  • 64 anni di età;
  • almeno 20 anni di contributi;
  • importo minimo della pensione pari a determinate soglie rispetto all’assegno sociale.

La vera novità starebbe però nel fatto che i lavoratori del sistema misto dovrebbero accettare il ricalcolo contributivo integrale della pensione.

E questo, nella maggior parte dei casi, significherebbe un assegno più basso rispetto a quello ottenibile con il sistema misto tradizionale.

Resterebbero inoltre invariati anche i requisiti economici della misura:

  • pensione pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale per uomini e donne senza figli;
  • almeno 2,8 volte l’assegno sociale per le donne con un figlio;
  • almeno 2,6 volte l’assegno sociale per le donne con più figli.

Anche l’Isopensione tra le novità previdenziali in evoluzione

Importante, anche se destinata a una platea più ristretta, è poi la novità che riguarda l’Isopensione.

Anche in questo caso non si parla di una misura nuova, ma della possibile proroga delle condizioni più favorevoli oggi in vigore fino al 31 dicembre 2026.

Dal 2018, infatti, l’Isopensione è stata notevolmente potenziata: il margine di anticipo è passato da 4 a 7 anni.

Questo significa che oggi possono accedere alla misura i lavoratori che si trovano fino a sette anni dalla pensione di vecchiaia oppure dalla pensione anticipata ordinaria.

In assenza di proroghe, dal 1° gennaio 2027 il vantaggio dovrebbe tornare alle regole originarie, cioè a un massimo di quattro anni di anticipo.

Secondo le indicazioni che arrivano dal governo, però, il beneficio dei sette anni dovrebbe essere confermato anche per il periodo 2027-2029.

L’Isopensione continuerebbe quindi a consentire uscite:

  • a partire da circa 60 anni e un mese di età per chi è vicino alla pensione di vecchiaia;
  • oppure da circa 35 anni e 11 mesi di contributi per chi si trova a sette anni dalla pensione anticipata ordinaria.

Come sempre, resta fondamentale ricordare che l’Isopensione è interamente a carico dell’azienda. Inoltre, la misura può essere attivata soltanto attraverso specifici accordi sindacali e ministeriali.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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