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Pensioni più alte a marzo: dall’INPS anche gli arretrati, ecco i beneficiari e le cifre

Aumenti ed arretrati in arrivo dall'INPS sulle pensioni di marzo, ma non pet tutti e soprattutto, con cifre differenti in base al reddito.
10 Febbraio 2026
aumento pensioni.
Foto © Licenza Creative Commons

Arriva direttamente dall’INPS la tanto attesa notizia di una pensione che il prossimo mese di marzo sarà più alta per tanti pensionati. Ci sarà chi vedrà salire la pensione rispetto a quella percepita nei due mesi iniziali di questo 2026. Ma soprattutto, ci sarà chi oltre a prendere cifre più alte subito, prenderà anche gli arretrati per le cifre più basse prese a gennaio e febbraio. Lunedì 2 marzo quindi, tutti all’incasso, perché sia in banca che alle Poste, il 2 marzo sarà giorno bancabile. Ecco cosa dice l’INPS, cosa cambia sulle pensioni di marzo e di che cifre parliamo.

Pensioni più alte a marzo: dall’INPS anche gli arretrati, ecco i beneficiari e le cifre

Una grande novità introdotta dalla manovra di Bilancio inizierà a sortire effetto da marzo, ma garantendo retroattività da inizio anno. Infatti, la manovra finanziaria è entrata in vigore dal primo gennaio 2026 e quindi il provvedimento da cui partono arretrati ed aumenti per le pensioni di marzo, partiva proprio da inizio anno. La misura che genererà per tanti pensionati cifre maggiori con la pensione di marzo e arretrati per i mesi precedenti è il taglio dell’IRPEF al ceto medio. Il tanto discusso provvedimento che taglia di 2 punti percentuali l’aliquota del secondo scaglione IRPEF entra finalmente in azione. E sulle pensioni significa meno IRPEF da versare per il pensionato e per contro, meno IRPEF da trattenere allo stesso pensionato, da parte dell’INPS.

Ecco i calcoli, gli arretrati e i nuovi importi

Dopo il taglio di 2 punti percentuali per i contribuenti con redditi tra i 15.000 ed i 28.000, nato nel 2024 e riguardante il vecchio secondo scaglione con aliquota al 25% poi accorpato al primo con l’aliquota al 23%, ecco il nuovo taglio.

Stavolta per i contribuenti con redditi tra i 28.000 ed i 50.000 euro di reddito. Che fino al 31 gennaio, su questa fascia reddituale versavano il 35% e che adesso verseranno il 33%. Solo che a gennaio e febbraio l’INPS non ha ancora applicato la novità, che invece sortirà effetto con il rateo di pensione di marzo 2026. I pensionati che hanno un trattamento superiore a 28.000 euro godranno di un recupero fino a 440 euro di IRPEF in meno nell’anno 2026. Significa che per un pensionato che ha trattamenti pari o superiori a 50.000 euro annui lordi, il risparmio sarà di circa 34 euro al mese. E l’aumento del rateo di marzo sarà di 34 euro. Con in più i 34 euro circa di gennaio e febbraio erogati a conguaglio.

Pensioni più alte a marzo ma per qualcuno aumenti irrisori

Naturalmente più scende l’importo della pensione meno aumenti si ha visto che l’IRPEF è una imposta progressiva. Il 33% anziché il 35% si versa solo sulla parte di pensione che va da 28.000 a 50.000 euro. Per esempio, un pensionato che ha un trattamento di 35.000 euro, godrà del 2% di imposta in meno solo sulla parte di pensione che va da 28.000 a 35.000 euro. Cioè su 7.000 euro. Cioè poco meno di 11 euro al mese di aumento.

Chi invece ha una pensione di 29.000 euro godrà del vantaggio solo sui 1.000 euro successivi ai 28.000, ovvero poco più di 1,50 euro al mese di aumento. naturalmente per quanto detto, chi prende trattamenti sotto i 28.000 euro non godrà di alcun vantaggio con la pensione del mese di marzo 2026.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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