Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 19 Giu, 2026

Pensioni e Pil: il dato che inganna, è la crescita mancata a pesare

La spesa per le pensioni sul Pil non è il dato chiave a cui guardare, perché risente della cronica bassa crescita economica italiana.
19 Giugno 2026
Pensioni e Pil in Italia e Francia
Pensioni e Pil in Italia e Francia © Investireoggi.it

Le pensioni sono da oltre 30 anni la grande ossessione di tutti i governi in Italia. Il loro rapporto con il Pil ha superato il 16% nel 2025 e in valore assoluto implica una spesa di circa 366 miliardi di euro. Dati, che ci collocano ai vertici della classifica europea insieme alla Grecia e ben sopra la media UE del 12,4%. Il raffronto diretto tra Paesi diversi non è sempre possibile, dato che ogni legislazione inserisce nella definizione di previdenza concetti propri. Ad esempio, all’estero la spesa per le pensioni d’invalidità è addebitata alla voce sanità. E c’è la distinzione tra previdenza e assistenza ad essere diventata spinosa per l’Italia, che include tutto in un unico calderone facendo lievitare il dato complessivo.

Pensioni e Pil: confronto con Francia

Non è su questi aspetti già noti che vogliamo concentrarci. In questo articolo, faremo presente un fatto banale: l’alta incidenza delle pensioni sul Pil non dipende soltanto da quanto spendiamo, ma anche dal denominatore del rapporto. L’Italia ha un problema di bassa crescita da diversi decenni, che tende a far evolvere il Pil più lentamente che altrove. E naturalmente ciò innalza il peso del numeratore, cioè nello specifico della spesa pensionistica.

Ci arriveremo. Partiamo da un confronto con la Francia: 16,3 milioni di pensionati in Italia contro 17 milioni di francesi. Pensione annuale lorda rispettivamente di 17.200 euro contro 18.400 euro. Eppure, da noi la spesa valeva nel 2025 il 16,2% del Pil e in Francia il 14,2%.

Indicatore 🇮🇹 Italia 🇫🇷 Francia
Numero di pensionati 16,3 milioni ~17 milioni
Pensione media mensile lorda ~1.430 € ~1.530 €
Pensione media annua ~17.200 € ~18.400 €
Spesa pensionistica (% PIL) ~16,2% ~14,2%
Età legale di pensionamento 67 anni 64 anni (in aumento)

Assegno e potere di acquisto

Questi dati da soli non dicono granché.

Abbiamo meno pensionati, ma anche 10 milioni in meno di abitanti. Il rapporto tra i primi e i secondi risulta del 27,6% in Italia contro il 25% in Francia. E poi c’è da considerare il potere di acquisto dell’assegno: 1.000 euro non valgono in egual misura nei due Paesi. Ebbene, scopriamo che a parità di potere di acquisto l’assegno medio francese si conferma di 800 euro annui più alto.

Indicatore 🇮🇹 Italia 🇫🇷 Francia
Popolazione totale ~59,0 milioni ~68,8 milioni
Pensionati ~16,3 milioni ~17,2 milioni
Pensionati / popolazione 27,6% 25,0%
Pensione media annua nominale ~17.200 € ~18.400 €
Pensione media a parità di potere d’acquisto (PPP) ~18.000 € ~18.800 €
Pensionati ogni 100 abitanti 27,6 25,0

Pensionati e lavoratori

Una grande differenza rileva sul piano occupazionale. L’Italia aveva nel 2025 una media di 24,1 milioni di lavoratori contro 28,2 milioni in Francia. Il rapporto tra pensionati e lavoratori si attestava al 67,6% da noi e al 61% tra i nostri cugini.

Indicatore 🇮🇹 Italia 🇫🇷 Francia
Occupati ~24,1 milioni ~28,2 milioni
Pensionati ~16,3 milioni ~17,2 milioni
Pensionati ogni 100 occupati 67,6 61,0
Occupati per pensionato 1,48 1,64

Pensioni e Pil: numeri con crescita francese

Tirando le somme, la spesa delle pensioni sul Pil deve o non deve preoccuparci? La risposta è che stiamo concentrandoci da troppi anni sul dato sbagliato. Nessuno mette in dubbio che il nostro sistema previdenziale abbia avuto, specie in passato, grosse pecche come un metodo di calcolo retributivo dell’assegno fin troppo generoso e un’età pensionabile scandalosamente bassa (bastavano 14 anni 6 mesi e 1 giorno di lavoro per andare in quiescenza nel settore pubblico).

Ma i numeri spiegano anche altro. L’economia italiana è cresciuta solo dell’1,9% tra il 2007 e il 2025 contro il 20% della Francia. Ecco cosa sarebbe accaduto al rapporto se fossimo cresciuti ai ritmi francesi:

Anno Italia reale Scenario Italia (crescita Francia)
2007 15.0 15.0
2010 15.5 14.8
2013 16.2 14.6
2016 16.8 14.3
2019 17.0 14.1
2022 16.7 13.9
2025 16.5 13.8

Bassa crescita vero allarme italiano

Il dato finale è clamoroso. Con una crescita francese, la spesa per le pensioni oggi inciderebbe per meno del 14% del Pil. In altre parole, saremmo sotto i livelli francesi e non più un caso allarmante in Europa. Ma questo significa anche che, malgrado tutte le inefficienze e le politiche squilibrate del passato, il nostro problema non è oggi tanto quanto spendiamo, bensì quanto cresciamo. Tra l’altro, un Pil più alto si rifletterebbe in salari più alti e maggiori posti di lavoro. E ciò migliorerebbe anche gli altri dati in merito al rapporto tra pensionati e lavoratori, nonché sulla copertura contributiva.

Vero è anche che per crescere, ad esempio, bisogna mettere le imprese nelle condizioni di investire e creare posti di lavoro, preferibilmente ben retribuiti. Se ciò non è avvenuto, è anche per l’alta spesa delle pensioni sul Pil, che tiene alta la pressione fiscale e contributiva sul lavoro. Un cane che si morde la coda e che ci fa capire che la soluzione al problema sia meno spicciola di quanto vorremmo.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

sul tema ECONOMIA

annullare il 730 precompilato
Articolo precedente

Modello 730 e Modello Redditi PF precompilati 2026: annullare dopo l’invio è possibile, ma il tempo stringe