All’asta di venerdì 10 luglio, il Tesoro raccoglierà fino a 2,5 miliardi di euro con l’emissione della terza tranche del BTp 15 settembre 2029 (ISIN: IT0005716839). Altri 500 milioni saranno offerti agli “Specialisti in titoli di stato” all’asta supplementare loro riservata e che si terrà lunedì 13. Per tutti la data di regolamento è stata fissata per mercoledì 15.
BTp settembre 2029 intorno alla pari
Il BTp settembre 2029 stacca cedola al tasso fisso annuo lordo del 3% con corresponsione semestrale. Il primo pagamento avverrà il prossimo 15 settembre e per allora gli obbligazionisti riceveranno una cedola dimezzata rispetto a quella che percepiranno in ogni semestre successivo: 0,75% lordo (0,65625% netto), vale a dire un accredito effettivo di 6,56 euro per ogni lotto minimo di 1.000 euro.
Ciò è dovuto al fatto che il bond è stato emesso per la prima volta lo scorso 15 giugno e, quindi, alla data di pagamento avrà appena 92 giorni di vita su un semestre di 184 giorni.
Ieri, il BTp settembre 2029 ha chiuso appena sotto la pari a 99,90 centesimi. Questo significa che l’acquirente può puntare a un rendimento lordo in linea con il tasso cedolare. Essendo una scadenza medio-corta, essa risente delle aspettative del mercato riguardo alla politica monetaria. I tassi di interesse sono stati aumentati a giugno dello 0,25% per reagire alla risalita dell’inflazione nell’Eurozona. Nelle ultime settimane, però, il mercato ha ridotto le sue aspettative su un secondo rialzo già a luglio, in quanto la riapertura di Hormuz ha fatto crollare il prezzo del petrolio e l’inflazione già a giugno nell’area è scesa al 2,8% dal 3,2%.
Incertezza geopolitica e macro elevate
Il ritorno alle tensioni tra Stati Uniti e Iran in questi giorni potrebbero rimescolare le carte ancora una volta.
L’incertezza resta elevata e ciò disorienta gli investitori con particolare riferimento alle scadenze più lunghe. A queste condizioni, il BTp settembre 2029 offre un rendimento netto annuo sopra il 2,60%. Affinché possa almeno risultare sufficiente per tutelare il potere di acquisto del capitale, serve che l’inflazione italiana media nel triennio resti sotto tale percentuale. A giugno era scesa al 3% e prima della guerra stava sotto il 2%.
Occasione in asta con qualche accorgimento
In definitiva, il BTp settembre 2029 sarebbe un’occasione in asta per i piccoli investitori? Probabile, ma a patto di non destinarvi una porzione eccessiva del proprio portafoglio e con la consapevolezza che l’obiettivo sarebbe di limitarsi a riscuotere cedole non inferiori all’inflazione. L’investimento vero e proprio comporterebbe la necessità di allungare l’orizzonte temporale sul mercato obbligazionario. Le scadenze più lunghe offrono rendimenti più alti e, soprattutto, prospettive di prezzo più interessanti. D’altro canto, espongono al rischio di perdite anche forti nel caso di risalita dei tassi.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



