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Oggi: 28 Giu, 2026

Pensioni: nuova circolare dell’INPS e chiarimenti per le anticipate delle donne

Pensioni anticipate o con calcolo migliore, nuovo messaggio INPS per il passaggio dall'Assegno Ordinario di Invalidità alla vecchiaia.
28 Giugno 2026
pensioni anticipate
Foto © Pixabay

Non c’è più Opzione Donna a consentire alle lavoratrici di lasciare anticipatamente il mondo del lavoro e accedere prima alla pensione. Fatti salvi i casi delle lavoratrici che hanno maturato il diritto entro i termini utili e possono ancora beneficiare della cristallizzazione del diritto, il regime sperimentale contributivo è ormai definitivamente chiuso.

Ma, come spesso si sottolinea, per le lavoratrici, soprattutto per quelle che sono diventate madri, i vantaggi previdenziali non mancano. E adesso è proprio l’INPS a fornire importanti chiarimenti su quello che, probabilmente, rappresenta il beneficio più rilevante: la possibilità di ridurre l’età pensionabile in base al numero di figli avuti.

Pensioni: nuova circolare dell’INPS e chiarimenti per le anticipate delle donne

Con il messaggio n. 2124 del 2026, l’INPS, affrontando il tema della trasformazione dell’Assegno Ordinario di Invalidità in pensione di vecchiaia, chiarisce anche le modalità per usufruire delle agevolazioni previste per le lavoratrici madri.

Il documento è intitolato: “Pensione di vecchiaia derivante dalla trasformazione dell’assegno ordinario di invalidità di cui all’articolo 1 della legge 12 giugno 1984, n. 222, liquidato nel sistema contributivo. Richiesta del beneficio previsto dall’articolo 1, comma 40, lettera c), della legge 8 agosto 1995, n. 335, per le lavoratrici madri.”

Cosa spiega l’INPS nel nuovo messaggio ufficiale

Il nuovo messaggio dell’INPS riguarda quindi lo sconto sull’età pensionabile riconosciuto alle lavoratrici madri inserite nel sistema contributivo.

Dal documento emerge un chiarimento importante: per ottenere il beneficio è necessario presentare un’apposita domanda prima del raggiungimento dell’età pensionabile.

Il vantaggio consiste nella riduzione dell’età prevista dalla riforma Dini del 1995, pari a 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi.

L’INPS conferma inoltre che questa agevolazione può essere utilizzata anche dalle lavoratrici titolari dell’Assegno Ordinario di Invalidità. Proprio queste lavoratrici, infatti, normalmente vedono trasformarsi automaticamente l’assegno in pensione di vecchiaia al raggiungimento dei requisiti anagrafici.

Per poter anticipare tale trasformazione sfruttando lo sconto sull’età oppure optare per il coefficiente di trasformazione più favorevole, è però necessario intervenire presentando la relativa richiesta nei tempi previsti.

Pensioni anticipate delle donne, ecco cosa accade adesso dopo il messaggio INPS

I vantaggi riconosciuti alle lavoratrici nel sistema contributivo sono sostanzialmente due.

Il primo è lo sconto sull’età pensionabile, pari a 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto almeno quattro figli.

Il secondo consiste nella possibilità di utilizzare un coefficiente di trasformazione più favorevole per il calcolo della pensione.

Si tratta, tuttavia, di due benefici alternativi: la lavoratrice deve scegliere se anticipare l’uscita oppure ottenere un assegno pensionistico più elevato. Non è possibile cumulare entrambe le agevolazioni.

Nel dettaglio, le lavoratrici con uno o due figli possono ottenere il calcolo della pensione utilizzando il coefficiente previsto per chi va in pensione a 68 anni, pur uscendo a 67 anni.

Le lavoratrici con tre o più figli, invece, possono beneficiare del coefficiente corrispondente ai 69 anni di età, con un conseguente incremento dell’importo della pensione.

Opzioni disponibili e regole ferree

Le nuove indicazioni dell’INPS riguardano in particolare le lavoratrici che, ai sensi della legge n. 222 del 1984, hanno diritto alla trasformazione automatica dell’Assegno Ordinario di Invalidità in pensione di vecchiaia.

Per queste lavoratrici la richiesta dello sconto sull’età pensionabile oppure del coefficiente di trasformazione più favorevole deve essere presentata prima del compimento dei 67 anni di età.

Superato tale termine, il beneficio non potrà più essere riconosciuto.

Chi sceglie di usufruire dell’uscita anticipata, pur avendo già percepito nei mesi interessati l’Assegno Ordinario di Invalidità, avrà comunque diritto agli arretrati. L’INPS provvederà infatti a liquidare tutte le differenze economiche tra quanto già percepito a titolo di assegno e quanto sarebbe spettato come pensione di vecchiaia.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.