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Pensioni, aumentano i nuovi assegni: il confronto tra 2025 e 2026

Pensioni in primo piano: tra 2025 e inizio 2026 crescono nuove decorrenze e importi medi, con dati che meritano attenzione
22 Aprile 2026
pensioni a lavoro part time
Foto © Investireoggi

Il bilancio più recente sui nuovi trattamenti mostra un sistema ancora molto attivo, con numeri elevati sia nel corso del 2025 sia nei primi tre mesi del 2026. Nel 2025 le pensioni avviate sono state 880.139, mentre tra gennaio e marzo 2026 i nuovi assegni sono arrivati a 211.524. Anche il valore medio mensile alla data di decorrenza segnala una crescita: 1.221 euro per il 2025 e 1.285 euro nel primo scorcio del 2026. Lo dicono i numeri INPS pubblicati proprio oggi 22 aprile 2026.

Il confronto, però, va letto con prudenza. Il dato riferito al 2025 è più stabile perché include anche le pratiche definite nei mesi successivi, purché con decorrenza nell’anno considerato.

Il numero del primo trimestre 2026, invece, fotografa solo le liquidazioni chiuse entro il 2 aprile con effetto entro marzo. In altre parole, il quadro del 2026 è ancora parziale e potrà essere ritoccato nei prossimi aggiornamenti.

Nel complesso emerge una macchina previdenziale che continua a produrre un flusso consistente di nuove prestazioni, tra uscite per età, accessi anticipati, tutele legate alla riduzione della capacità lavorativa e assegni riconosciuti ai familiari superstiti. Dentro questo scenario rientrano anche le misure assistenziali, come l’assegno sociale previsto dall’art. 3, c. 6, l. 335/1995.

Pensioni: le categorie che pesano di più nei nuovi trattamenti

La parte più ampia del flusso resta legata ai requisiti ordinari di uscita dal lavoro. Nel 2025 i trattamenti di pensione vecchiaia sono stati 278.640, mentre quelli anticipati si sono fermati poco sopra quota 212 mila. Nel primo trimestre 2026, invece, le decorrenze hanno riguardato 64.513 assegni di vecchiaia e 56.004 uscite anticipate.

Si tratta di due canali distinti anche sul piano normativo. La pensione di vecchiaia trova il proprio riferimento principale nell’art.

24, DL n. 201/2011, convertito in Legge n. 214/2011, che ha ridefinito requisiti anagrafici e contributivi. La pensione anticipata, invece, si fonda soprattutto sul requisito contributivo, sempre nell’ambito della stessa riforma, pur con correttivi e finestre applicative che nel tempo sono state modificate dal legislatore.

Rilevante anche il numero delle prestazioni per invalidità: 60.276 nel 2025 e 10.461 nel primo trimestre 2026. In questo ambito il richiamo essenziale è alla l. 222/1984, che disciplina l’assegno ordinario e la pensione di inabilità nel sistema previdenziale. Restano poi molto numerosi gli assegni ai superstiti, pari a 230.046 nel 2025 e 53.502 nei primi tre mesi del 2026, una componente che conferma quanto sia ampia la funzione di protezione sociale svolta dall’ente.

Le gestioni con i volumi più elevati

L’area con il numero più alto di nuove liquidazioni è quella del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, che raccoglie la quota maggiore del lavoro subordinato privato. Nel 2025 i nuovi trattamenti hanno superato le 346 mila unità, mentre nel primo trimestre 2026 sono stati oltre 87 mila.

Subito dopo si colloca la gestione dei dipendenti pubblici, con 125.673 decorrenze nel 2025 e 23.006 nei primi tre mesi del nuovo anno. Seguono artigiani, commercianti, fondi speciali, parasubordinati e il comparto agricolo dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri. Il dato dimostra che il ricambio coinvolge in modo diffuso quasi tutto il tessuto produttivo italiano, pur con pesi diversi da gestione a gestione.

Un capitolo a parte riguarda l’assegno sociale, che nel 2025 ha raggiunto 98.205 decorrenze, mentre tra gennaio e marzo 2026 si è fermato a 27.044. Qui non si parla di una tutela costruita sui contributi, ma di una misura assistenziale destinata a chi si trova in condizioni economiche fragili e rispetta i requisiti stabiliti dalla legge.

Nel complesso, i numeri confermano che le pensioni non raccontano solo l’uscita dal lavoro, ma anche la tenuta di una rete pubblica che accompagna fragilità personali, familiari e reddituali.

Dove vanno le pensioni nei prossimi mesi

Le prossime rilevazioni diranno se il 2026 manterrà questo ritmo oppure se emergerà una frenata. Per ora il quadro suggerisce una continuità nei flussi, con una lieve crescita dell’importo medio e una distribuzione ancora concentrata tra vecchiaia e anticipo.

Dal punto di vista della lettura economica, l’aumento dell’assegno medio può dipendere da più fattori: carriere contributive differenti, retribuzioni di fine percorso più alte, maggiore peso di alcune gestioni o diversa composizione dei nuovi accessi. Per questo motivo i dati vanno sempre interpretati insieme alla struttura delle singole platee.

Resta poi centrale il tema della sostenibilità, che non può essere ridotto a un semplice conteggio delle uscite. A incidere sono età di accesso, andamento occupazionale, livello dei salari, versamenti contributivi e dinamica demografica. In questo equilibrio, le pensioni rappresentano uno dei principali snodi della finanza sociale italiana.

La fotografia disponibile oggi, dunque, consegna un messaggio chiaro: il sistema continua a muoversi su volumi molto ampi e richiede monitoraggi costanti. Solo con aggiornamenti regolari sarà possibile capire se nel 2026 le pensioni confermeranno il passo osservato finora oppure mostreranno un cambio di direzione.

Riassumendo

  • Pensioni in aumento tra 2025 e primo trimestre 2026, con importi medi più alti.
  • Nel 2025 i nuovi trattamenti hanno superato quota 880 mila.
  • Il dato 2026 resta provvisorio e sarà completato nei prossimi aggiornamenti.
  • Vecchiaia e anticipo restano le categorie con il peso maggiore.
  • FPLD e gestione pubblica guidano il numero delle nuove decorrenze.
  • Il sistema previdenziale conferma un ruolo centrale nella protezione sociale.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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