Alla fine, andare in pensione non implica necessariamente il raggiungimento dei 67 anni di età. Sono molti i nati nel 1959 che compiono 67 anni nel corso del 2026: chi a marzo, chi a giugno, chi a dicembre. Per questi lavoratori il traguardo è vicino, ma proprio gli ultimi mesi di attività possono risultare i più pesanti.
Ecco perché anticipare la quiescenza anche solo di qualche mese può fare una grande differenza. Esiste infatti una variabile prevista dal nostro sistema previdenziale che consente, in determinate circostanze, di anticipare l’uscita senza attendere necessariamente il mese del compimento del 67° anno. È un meccanismo che guarda al passato e a una misura oggi non più in vigore, ma che può ancora essere sfruttata grazie al principio della cristallizzazione del diritto.
Quota 100 la soluzione per un anticipo di qualche mese
Fino al 31 dicembre 2021 è stata in vigore una delle misure previdenziali più rilevanti degli ultimi decenni: Quota 100. Introdotta nel 2019 con il cosiddetto “decretone” del primo governo Conte, sostenuto da Movimento 5 Stelle e Lega, la misura permetteva di andare in pensione anticipata con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi.
Quota 100 ha rappresentato una svolta per molti lavoratori, offrendo un’uscita anticipata rispetto ai requisiti ordinari e senza penalizzazioni sul calcolo dell’assegno.
Pensioni anticipate 2026 nati nel 1959: ecco la via per non aspettare i 67 anni
Chi ha compiuto 62 anni nel 2021? Proprio i nati nel 1959. Gli stessi che nel 2026 raggiungono i 67 anni e, quindi, l’età prevista per la pensione di vecchiaia, a condizione di avere almeno 20 anni di contributi.
La pensione di vecchiaia decorre dal primo giorno del mese successivo al compimento dell’età e al perfezionamento dei requisiti.
Tuttavia, chi è nato nel 1959 potrebbe aver maturato già nel 2021 i requisiti per Quota 100, cioè 62 anni di età e 38 anni di versamenti.
Se questi requisiti erano stati raggiunti entro il 31 dicembre 2021, il diritto resta cristallizzato. Ciò significa che la misura può essere utilizzata anche oggi, pur non essendo più attiva.
In sostanza, chi nel 2021 aveva già 38 anni di contributi può scegliere di andare in pensione ora, senza attendere il compimento dei 67 anni.
Pensioni anticipate 2026 per i nati nel 1959, ecco alcuni esempi
Immaginiamo un lavoratore che compie 67 anni a dicembre 2026. Dopo una lunga carriera continuativa, negli ultimi anni ha svolto lavori intermittenti. Tuttavia, già nel 2021 aveva maturato 38 anni di contributi.
In condizioni ordinarie, dovrebbe attendere gennaio 2027 per la decorrenza della pensione di vecchiaia. Ma grazie alla cristallizzazione di Quota 100, può decidere di andare in pensione immediatamente.
Non si tratta solo di anticipare qualche mese: il vantaggio è anche economico. Quota 100 non prevedeva penalizzazioni e non le prevede nemmeno oggi per chi esercita il diritto maturato. L’assegno si calcola con il metodo misto, esattamente come avverrebbe con la pensione di vecchiaia.
Nessun ricalcolo interamente contributivo, nessun taglio lineare dell’importo: la pensione viene liquidata sulla base dei requisiti maturati alla data di uscita.
Per alcuni nati nel 1959, dunque, la strada per non aspettare i 67 anni esiste davvero.
Occorre però verificare con precisione la propria posizione contributiva e accertare di aver maturato entro il 2021 i requisiti previsti da Quota 100.