Prendere una pensione più bassa rispetto a quella percepita l’anno precedente è un evento tutt’altro che raro. Se però esiste una motivazione chiara, nota al pensionato, non si crea alcun problema: si tratta della naturale conseguenza di un cambiamento intervenuto nella propria situazione. Diverso è il caso in cui la causa non sia immediatamente comprensibile. Ed è proprio questo il punto da cui partire, anche per individuare le possibili soluzioni.
“Gentile redazione, sono in pensione da maggio 2024. Ho ottenuto la pensione anticipata. Da gennaio 2025 percepivo un assegno di 1.408 euro al mese. In realtà, inizialmente l’importo era di 1.383 euro, poi aumentato dopo la mia richiesta di assegni familiari per mia moglie, da sempre casalinga.
Ora, però, da gennaio prendo meno di 1.400 euro. Come mai? Non riesco a spiegarmi il motivo, anche perché mi aspettavo un lieve aumento per effetto della rivalutazione all’inflazione, e invece l’importo è diminuito.”
Pensione più bassa nel 2026 rispetto al 2025? Ecco quando bisogna intervenire per risolvere
Il quesito del lettore è particolarmente interessante. Dalle cifre indicate e dal fatto che si tratta di pensione anticipata, si può ritenere che il trattamento sia privo di integrazioni al minimo o maggiorazioni sociali. Al netto del trattamento di famiglia per la moglie, non risultano quindi altre componenti accessorie.
Sulla base delle informazioni fornite, è possibile formulare un’ipotesi plausibile, anche se una verifica puntuale richiederebbe l’analisi dei cedolini di pensione del 2025 e del 2026. Proprio questo è il primo suggerimento: confrontare, ad esempio, il cedolino di novembre 2025 (evitando dicembre, che include la tredicesima e può generare confusione) con quello di marzo 2026. I cedolini di inizio anno potrebbero risultare meno chiari a causa di eventuali conguagli legati alla perequazione.
È molto probabile che la differenza dipenda dagli assegni familiari (ANF) per la moglie. L’aumento dovuto alla perequazione, infatti, è quasi certamente stato applicato. Tuttavia, da gennaio, l’INPS potrebbe aver sospeso l’erogazione degli ANF, ad esempio per la mancata risposta a richieste come il modello RED o ad altri aggiornamenti richiesti dall’Istituto. Questa appare la spiegazione più coerente per giustificare una riduzione dell’importo percepito.
Trattamenti di famiglia e ricostituzione di pensione
Quando si percepiscono trattamenti di famiglia, così come maggiorazioni o integrazioni (anche se queste ultime non riguardano il caso specifico), è fondamentale non trascurare le comunicazioni dell’INPS. Le condizioni personali e familiari possono cambiare da un anno all’altro, e l’Istituto deve esserne informato.
Ad esempio, il coniuge può risultare fiscalmente a carico in un anno e non più in quello successivo. In questi casi, il pensionato ha l’obbligo di comunicare la variazione. In assenza di aggiornamenti, l’INPS può sospendere o revocare le prestazioni accessorie.
Chi si trova con una pensione più bassa nel 2026 rispetto al 2025 dovrebbe quindi considerare la possibilità che la causa sia legata a adempimenti non completati. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di situazioni recuperabili.
Il consiglio è di presentare quanto prima una domanda di ricostituzione della pensione per motivi di famiglia.
Si tratta, di fatto, della stessa procedura che il lettore aveva già attivato nel 2025, quando l’importo iniziale risultava più basso proprio per l’assenza dell’assegno familiare.