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Pensione: cosa succede se non scegli subito come riceverla

La scelta della modalità di pagamento sembra un dettaglio burocratico, ma può incidere concretamente sui tempi di accredito della pensione. Per questo va controllata con la stessa attenzione riservata ai requisiti e all’importo dell’assegno.
3 Maggio 2026
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Foto © Investireoggi

Quando si presenta la domanda di pensione, non bisogna pensare solo ai requisiti e all’importo dell’assegno. C’è anche un altro passaggio pratico da non sottovalutare: la scelta della modalità di pagamento.

Conto corrente, libretto postale, carta con IBAN o ritiro in contanti: indicare correttamente dove ricevere la pensione è fondamentale per evitare ritardi e problemi nell’accredito.

La pensione non arriva se manca il canale di pagamento

Per ricevere la pensione, l’INPS deve sapere dove accreditare l’importo. Se i dati non sono completi o corretti, il pagamento può non andare subito a buon fine.

Il problema può nascere quando:

  • non viene indicato un IBAN valido;
  • il conto non è intestato o cointestato al pensionato;
  • la modalità scelta non è compatibile con l’importo;
  • i dati bancari o postali sono incompleti.

In questi casi il diritto alla pensione non si perde, ma il pagamento può subire ritardi.

Conto, Poste o contanti: cosa cambia

Il pensionato può scegliere diverse modalità di pagamento. La più comune è l’accredito su conto corrente bancario o postale, ma è possibile usare anche un libretto postale o una carta dotata di IBAN.

Il ritiro in contanti resta possibile solo entro determinati limiti. Per importi più elevati è necessario indicare un canale tracciabile.

Il rischio più comune: accorgersi tardi dell’errore

Molti pensionati si concentrano sulla domanda e sui requisiti, ma controllano poco la parte relativa al pagamento.

Un errore nell’indicazione del conto può comportare:

  • pensione non accreditata nel mese previsto;
  • pagamento respinto dall’istituto bancario o postale;
  • necessità di aggiornare i dati;
  • tempi più lunghi per ricevere gli arretrati.

Si può cambiare modalità di pagamento?

Sì. Se dopo la domanda ci si accorge di aver indicato dati sbagliati, oppure si vuole cambiare conto, è possibile aggiornare le coordinate di accredito.

La variazione può essere fatta:

  • tramite il servizio online INPS;
  • con l’aiuto di un patronato;
  • seguendo la procedura prevista per la modifica dell’ufficio pagatore.

È importante conservare la ricevuta della richiesta e verificare che la modifica sia stata presa in carico.

Gli arretrati si perdono?

No, se il diritto alla pensione è riconosciuto, le mensilità spettanti non vengono perse. Tuttavia, se il pagamento non va a buon fine, l’accredito può slittare.

Questo significa che il pensionato può ricevere successivamente anche più mensilità insieme, ma nel frattempo può trovarsi senza entrate per alcune settimane.

Cosa controllare prima di inviare la domanda

Prima di completare la domanda di pensione conviene verificare:

  • che l’IBAN sia corretto;
  • che il conto sia intestato o cointestato al pensionato;
  • che il conto sia attivo;
  • che la modalità scelta sia adatta all’importo della pensione;
  • che tutti i dati siano coerenti con quelli anagrafici.

Riassumendo

  • la pensione non viene pagata automaticamente senza una modalità valida;
  • conto, libretto o carta devono essere correttamente comunicati all’INPS;
  • un errore nell’IBAN può causare ritardi;
  • gli arretrati non si perdono, ma possono arrivare dopo;
  • controllare i dati prima dell’invio evita problemi.

 

Alessandra De Angelis

In InvestireOggi.it sin dal 2010, svolge il ruolo di Caporedattrice e titolista, e si occupa della programmazione e selezione degli argomenti per lo staff di redazione.
Classe 1982, dopo una laurea in giurisprudenza lavora all’estero per poi tornare in Italia. Cultrice dell'arte della scrittura nelle sue diverse declinazioni, per alcuni anni si è anche occupata di Content Seo per alcune aziende del milanese.

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