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Pensione a 66,7 anni: nel 2027 come nel 2019

Ancora a 66 anni e 7 mesi come nel 2018, ecco chi gode di due diversi sconti sui requisiti delle pensioni di vecchiaia.
9 Aprile 2026
pensione 2027
Foto © Investireoggi

Sono passati otto anni da quando l’età per la pensione di vecchiaia è salita a 67 anni. Fino al 2018, infatti, uomini e donne potevano andare in pensione a 66 anni e 7 mesi.

Dal 2019 il requisito è stato uniformato a 67 anni, ma il sistema continua ad adeguarsi alla speranza di vita. E così, nuovi aumenti sono già previsti: nel 2027 si salirà a 67 anni e un mese, mentre nel 2028 si arriverà a 67 anni e 3 mesi.

Uno scenario che sembra peggiorare nel tempo. Eppure, esistono categorie di lavoratori per cui, in un certo senso, il tempo si è fermato: potranno ancora andare in pensione come nel 2018, cioè a 66 anni e 7 mesi.

Pensione a 66,7 anni: nel 2027 come nel 2019

L’età pensionabile è strettamente legata all’andamento delle aspettative di vita. Proprio per questo motivo nel 2019 ci fu un aumento di cinque mesi e lo stesso meccanismo si ripeterà nei prossimi anni.

Tuttavia, come già accaduto nel 2019, anche per gli aumenti previsti nel 2027 e nel 2028 è stata prevista una salvaguardia per alcune categorie.

In particolare, i lavoratori impegnati in attività gravose e usuranti non subiranno gli incrementi dei requisiti.

Ma non tutti allo stesso modo: molto dipende dalla durata dell’attività svolta. Ed è proprio su questo punto che una recente precisazione dell’INPS ha fatto chiarezza.

Alcuni lavoratori potranno andare in pensione a 67 anni (senza l’aumento del 2027), mentre altri potranno addirittura mantenere il requisito precedente, cioè 66 anni e 7 mesi.

Lavori gravosi ok, ma occhio alla durata negli ultimi anni di carriera

Per beneficiare della salvaguardia non basta svolgere un lavoro gravoso o usurante. È necessario avere almeno 30 anni di contributi.

Inoltre, è fondamentale la durata dell’attività negli ultimi anni di carriera:

  • chi ha svolto lavori gravosi o usuranti per 7 anni negli ultimi 10 (o per almeno metà della vita lavorativa, nel caso degli usuranti) ottiene il massimo beneficio;
  • chi invece ha svolto attività gravosa per 6 anni negli ultimi 7 ottiene una tutela più limitata.

Nel primo caso, il lavoratore mantiene sia la salvaguardia del 2019 sia quella del 2027, potendo andare in pensione a 66 anni e 7 mesi.

Nel secondo caso, invece, perde lo “sconto” del 2019 e può andare in pensione a 67 anni, evitando solo gli aumenti successivi.

È importante sottolineare che, pur essendo sufficiente lavorare in attività gravose per 6 anni su 7 per accedere a misure come Ape sociale o Quota 41 precoci, questo non basta per ottenere la salvaguardia completa sulla pensione di vecchiaia.

La pensione di vecchiaia nel 2027, tre diverse età di uscita

Alla luce di queste regole, nel 2027 si delineano tre diverse età pensionabili per la pensione di vecchiaia:

  • 67 anni e 1 mese per la generalità dei lavoratori;
  • 67 anni per chi svolge lavori gravosi con almeno 30 anni di contributi e attività svolta per 6 degli ultimi 7 anni;
  • 66 anni e 7 mesi per:
    • lavoratori gravosi con almeno 30 anni di contributi e attività svolta per 7 degli ultimi 10 anni;
    • lavoratori usuranti con almeno 30 anni di contributi e attività svolta per 7 degli ultimi 10 anni o per metà della vita lavorativa.

In definitiva, pur parlando della stessa pensione di vecchiaia, l’età di uscita può variare sensibilmente in base alla tipologia di lavoro e alla continuità con cui è stato svolto.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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