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Pensione a 67 anni non basta più? Perché molti continuano a lavorare

Quando la pensione a 67 anni non basta per vivere dignitosamente. Ecco perché sempre più lavoratori continuano a lavorare anche dopo aver raggiunto i requisiti per il pensionamento
24 Marzo 2026
Ecco perché nel 2026 le pensioni potrebbero arrivare a 64 anni anche senza usare la rendita da fondi integrativi o il TFR.
Foto © Licenza Creative Commons

Fino a pochi anni fa l’uscita dal lavoro a 67 anni rappresentava un traguardo definitivo. Oggi, invece, sempre più persone scelgono – o sono costrette – a continuare a lavorare anche dopo aver raggiunto i requisiti per la pensione.

Si tratta di un fenomeno in crescita che riflette cambiamenti economici, sociali e previdenziali sempre più evidenti.

Perché sempre più persone lavorano dopo la pensione

Le ragioni sono diverse e spesso si sommano tra loro.

  • Pensioni più basse: con il sistema contributivo, molti assegni risultano inferiori rispetto al passato.
  • Aumento del costo della vita: inflazione e spese quotidiane incidono sempre di più sul reddito disponibile.
  • Carriere discontinue: chi ha lavorato a intermittenza spesso riceve pensioni più basse.

Per molti, quindi, continuare a lavorare diventa una scelta quasi obbligata per mantenere un reddito adeguato.

Il peso del sistema contributivo

Uno dei fattori principali è il passaggio al sistema contributivo, che lega l’importo della pensione ai contributi effettivamente versati durante la carriera.

Questo significa che:

  • chi ha versato meno contributi riceve una pensione più bassa;
  • uscire prima dal lavoro riduce ulteriormente l’assegno;
  • lavorare qualche anno in più può aumentare la pensione futura.

Per questo motivo molti lavoratori preferiscono restare attivi anche dopo aver maturato i requisiti.

Lavorare dopo i 67 anni: una scelta sempre più diffusa

Negli ultimi anni è cresciuto il numero di persone over 67 ancora occupate, soprattutto in attività autonome o part-time.

Tra i casi più frequenti:

  • professionisti che continuano l’attività;
  • lavoratori autonomi;
  • dipendenti che scelgono di posticipare il pensionamento.

In molti casi si tratta di una scelta per integrare il reddito, ma anche per mantenere un ruolo attivo nella società.

Non è solo una scelta: quando si è costretti a lavorare

Accanto a chi sceglie di continuare, ci sono anche situazioni in cui lavorare dopo la pensione diventa una necessità.

Questo accade soprattutto quando:

  • l’assegno pensionistico è troppo basso;
  • ci sono spese familiari ancora rilevanti;
  • non si hanno risparmi sufficienti.

In questi casi, la pensione non rappresenta più un punto di arrivo, ma solo una parte del reddito.

Conviene davvero lavorare più a lungo?

Dal punto di vista economico, continuare a lavorare dopo i 67 anni può avere due effetti positivi:

  • aumentare l’importo della pensione futura;
  • garantire un reddito aggiuntivo immediato.

Tuttavia, la convenienza dipende sempre dalla situazione personale: età, salute, tipo di lavoro e reddito percepito.

Il cambiamento del concetto di pensione

Il fenomeno degli over 67 ancora attivi indica un cambiamento profondo: la pensione non è più necessariamente la fine dell’attività lavorativa.

Sempre più spesso diventa una fase intermedia, in cui si affianca un’attività lavorativa a un assegno pensionistico.

Riassumendo

  • sempre più persone lavorano anche dopo i 67 anni;
  • il motivo principale è l’importo delle pensioni;
  • il sistema contributivo ha cambiato il rapporto tra lavoro e pensione;
  • in molti casi lavorare dopo la pensione è una necessità, non una scelta.

Il sistema previdenziale italiano sta cambiando e, con esso, anche il significato della pensione: da punto di arrivo definitivo a fase più flessibile della vita lavorativa.

Alessandra De Angelis

In InvestireOggi.it sin dal 2010, svolge il ruolo di Caporedattrice e titolista, e si occupa della programmazione e selezione degli argomenti per lo staff di redazione.
Classe 1982, dopo una laurea in giurisprudenza lavora all’estero per poi tornare in Italia. Cultrice dell'arte della scrittura nelle sue diverse declinazioni, per alcuni anni si è anche occupata di Content Seo per alcune aziende del milanese.

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