Da oggi, 20 marzo 2026, prende avvio la seconda fase della verifica che riguarda i trattamenti pensionistici pagati fuori dall’Italia. L’obiettivo è semplice: confermare che il titolare della prestazione sia ancora in vita, così da permettere la regolare continuazione dei pagamenti. In questa fase, l’attenzione si concentra su alcune aree geografiche precise e la gestione operativa viene affidata a Citibank, incaricata dei pagamenti internazionali per conto dell’INPS. La procedura di esistenza in vita pensionati all’estero rientra, quindi, nelle attività ordinarie di controllo che l’Istituto svolge ogni anno.
Esistenza in vita pensionati all’estero 2026/2027: i paesi interessati
Dopo la prima fase della campagna di esistenza in vita 2026/2027, i pensionati coinvolti in questa seconda parte, sono quelli residenti in Nord, Centro e Sud America, in Asia, nell’Estremo Oriente, nei Paesi scandinavi, negli Stati dell’Europa dell’Est e nei Paesi vicini.
A questi soggetti è inviata una richiesta di attestazione, che dovrà essere compilata e restituita entro il 18 luglio 2026. Il quadro di riferimento emerge dalla comunicazione INPS pubblicata il 18 marzo 2026, con rinvio alle istruzioni operative contenute nel Messaggio INPS n. 3863/2025.
Il rispetto delle scadenze è determinante. La restituzione dell’attestazione entro i termini evita blocchi e modifiche nella modalità di riscossione. Non si tratta di un nuovo adempimento fiscale, ma di una verifica amministrativa collegata alla continuità della prestazione previdenziale.
Scadenze, passaggi pratici e pagamento della pensione
La tabella di marcia è chiara. Le richieste partono dal 20 marzo 2026 e la documentazione deve arrivare a Citibank non oltre il 18 luglio 2026. Se entro questa data non arriva alcun riscontro, la rata di agosto 2026 non sarà accreditata con le consuete modalità, ma verrà resa disponibile in contanti presso gli sportelli Western Union presenti nel Paese di residenza.
Chi non conclude l’esistenza in vita pensionati all’estero entro il 19 agosto 2026, né tramite invio dell’attestazione né con riscossione personale della rata, rischia la sospensione del pagamento a partire da settembre 2026. In alcuni Stati, però, Western Union non è disponibile. In queste situazioni il blocco può scattare già con la rata di agosto 2026. È questo il punto più delicato dell’intera procedura: la mancata risposta non produce una sanzione economica aggiuntiva, ma può fermare materialmente l’erogazione della pensione.
Sul piano degli importi, il testo esaminato non indica somme fisse, trattenute o penali. Il riferimento è soltanto alle rate pensionistiche di agosto 2026 e settembre 2026, che possono essere pagate in contanti oppure sospese, a seconda del comportamento del pensionato e della disponibilità del servizio nel Paese estero.
Chi è escluso dai controlli e quali casi meritano attenzione
Non tutti i pensionati residenti fuori dall’Italia devono affrontare questo passaggio. Non rientra nella procedura di esistenza in vita pensionati all’estero chi ha dati anagrafici già verificabili tramite scambio telematico tra l’INPS e gli enti previdenziali esteri, in base ad accordi tecnico-procedurali già attivi. Restano fuori anche coloro che hanno già riscosso di persona almeno una rata presso Western Union in un periodo vicino all’avvio della campagna.
Sono inoltre esclusi i pensionati le cui prestazioni risultano già sospese da Citibank per mancata conclusione delle precedenti verifiche oppure per riaccrediti consecutivi delle rate di pensione. Si tratta di una precisazione importante, perché delimita con maggiore precisione il perimetro dei soggetti coinvolti nella fase 2026.
La disciplina dell’esistenza in vita pensionati all’estero conferma quindi un principio di fondo: l’INPS prova a evitare pagamenti non dovuti, ma allo stesso tempo individua alcune situazioni in cui il controllo risulta superfluo perché i dati sono già disponibili o perché esistono elementi recenti che dimostrano la presenza in vita del beneficiario.
Esistenza in vita pensionati all’estero: cosa succede se manca la prova
Il punto centrale è che il mancato invio dell’attestazione non comporta un’immediata perdita definitiva del diritto, ma apre una fase intermedia. Prima arriva il pagamento in contanti della rata di agosto 2026, dove disponibile, come ulteriore occasione per dimostrare la propria presenza. Solo dopo l’eventuale mancata riscossione personale o l’assenza di attestazione entro il 19 agosto 2026 scatta la sospensione della pensione dal mese successivo, oppure da agosto se il canale Western Union non può essere utilizzato.
In sintesi, l’esistenza in vita pensionati all’estero è una verifica amministrativa annuale che richiede attenzione alle date, ai canali di risposta e alle istruzioni fornite da INPS e Citibank. La notizia del 18 marzo 2026 e il richiamo al Messaggio INPS n. 3863/2025 delineano un percorso preciso, senza margini per ritardi o leggerezze. Per chi rientra nella campagna, il rispetto delle scadenze resta l’unico vero strumento per evitare stop nell’erogazione della pensione.
Riassumendo
- Esistenza in vita pensionati all’estero: al via la seconda fase della verifica 2026.
- Coinvolti pensionati residenti in America, Asia, Est Europa e Paesi scandinavi.
- L’attestazione va restituita a Citibank entro il 18 luglio 2026.
- Senza risposta, rata di agosto pagabile in contanti tramite Western Union.
- Dal 19 agosto possibile sospensione della pensione, in certi casi già da agosto.
- Esclusi alcuni pensionati con controlli già effettuati o dati già verificati.