Previsioni sul mercato dei bond attraverso il prezzo del rame

Il cosiddetto "rapporto di Grundlach" ci aiuta a capire cosa accadrà nei prossimi mesi al mercato obbligazionario globale. Riguarda il prezzo del rame, utilizzato come segnale.

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Come sarà il mercato obbligazionario nelle prossime settimane? Recupero del rally estivo o andamento smorto? I rendimenti sono risaliti un po’ presso tutte le economie avanzate, USA compresi. La corsa dei bond era scattata nei primi mesi dell’anno ed aveva raggiunto l’apice tra la fine di agosto e gli inizi di settembre. Da allora, dietrofront. Diverse le buone notizie sui mercati, tra cui: il raggiungimento di un accordo sulla Brexit tra UE e Regno Unito, pur bocciato dal Parlamento di Londra, tanto da rendersi necessarie elezioni anticipate; allentamento delle tensioni commerciali USA-Cina; nascita del governo “giallo-rosso” in Italia.

BTp, rally a fine corsa o ancora spazio per crescere?

Jeff Grundlach, a capo di DoubleLine Capital e considerato “re dei bond”, ha realizzato quello che viene definito il “Grundlach ratio”, un indicatore che fungerebbe da segnale per il mercato obbligazionario e che prende spunto dal prezzo del rame. La “commodity” è considerata pro-ciclica, nel senso che tende a seguire le sorti dell’economia mondiale, trovando impiego nelle costruzioni e nella fabbricazione di prodotti elettronici. Quando le sue quotazioni internazionali salgono più rapidamente di quelle dell’oro, capterebbero un andamento positivo dell’economia mondiale, viceversa nel caso contrario.

L’oro, infatti, è il bene rifugio per eccellenza e la crescita dei suoi prezzi rispecchia la fuga degli investitori da situazioni di tensione e/o crisi. Se il rame va meglio dell’oro, non ci sarebbe teoricamente nemmeno motivo per acquistare bond, i cui rendimenti salirebbero. Se va peggio dell’oro, evidentemente il mercato avrebbe paura di qualche scenario avverso e si butterebbe anche sull’obbligazionario, facendone scendere i rendimenti.

L’andamento del “Grundlach ratio”

Quest’anno si è aperto con un prezzo del rame a 2,63 dollari per libbra e uno dell’oro sopra i 1.280 dollari l’oncia.

Ebbene, alla fine di luglio il primo risultava salito di appena l’1,5% e il secondo di oltre il 12% da inizio 2019. Dunque, il mercato era corso a ripararsi nell’oro, segno positivo per i bond e negativo per l’economia mondiale. In effetti, nelle settimane successive il rally obbligazionario fu cospicuo ed esitò rendimenti negativi per titoli dal controvalore fino a oltre 17.000 miliardi di dollari, circa un terzo del totale nel pianeta.

Il rally estivo dei BTp ha fruttato guadagni stellari

Dalla fine di luglio, però, il rame ha corso di oltre il 5% e l’oro di meno del 3%. Questo sarebbe un segnale “bullish” per l’economia mondiale, ma “bearish” per il mercato a reddito fisso. In effetti, i rendimenti sono tornati a salire, specchio di prezzi in calo. E a dicembre, il rame ha segnato +6% e l’oro +1%. Dunque, proprio gli ultimi movimenti ci segnalerebbero prospettive negative per i bond, rispetto ai quali dovremmo attenderci un andamento migliore per il comparto azionario, correlato positivamente con l’andamento delle economie.

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