Il rally estivo dei BTp ha fruttato guadagni stellari agli obbligazionisti

Crollo dei rendimenti italiani questa estate e il rally dei BTp ha accelerato nelle ultime settimane con la nascita del governo "giallo-rosso". Esistono margini di crescita ancora elevati.

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Crollo dei rendimenti italiani questa estate e il rally dei BTp ha accelerato nelle ultime settimane con la nascita del governo

Se non fosse che i rendimenti sovrani italiani restino i secondi più alti dell’Eurozona dopo la Grecia, non potremmo chiedere di più. La curva dei BTp si è sgonfiata a tal punto, che ormai offre poco più del 2% per la scadenza più longeva, quella del 2067. Il decennale, che flirtava con il 3% fino agli inizi di quest’anno, adesso rende meno dello 0,90%, un terzo in un semestre.

Il rally è partito a giugno, quando la BCE ha segnalato l’intenzione di rendere ancora più accomodante la sua politica monetaria, allontanando ulteriormente l’avvio della stretta sui tassi. A rinvigorirlo è stata, poi, la caduta del governo giallo-verde, avvenuta qualche settimana fa per effetto della mozione di sfiducia presentata dalla Lega e che, contrariamente alle intenzioni del suo leader Matteo Salvini, non ha portato ad elezioni anticipate, bensì alla nascita di un nuovo governo guidato dallo stesso Giuseppe Conte, ma sorretto da Movimento 5 Stelle e PD.

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Andiamo a vedere cosa sia accaduto nel frattempo ai nostri bond. Tre mesi fa, il BTp 2067 e cedola 2,80% (ISIN: IT0005217390) rendeva oltre il 3,50%, oggi meno del 2,10%. In termini di prezzo, ha registrato un boom fino al 36%, raggiungendo il picco mercoledì scorso. Al termine della seduta di venerdì, quotava a 116,8. Spostandoci su un’altra scadenza ultra-lunga, i guadagni restano altissimi. Il BTp 2049 e cedola 3,85% (ISIN: IT0005363111) rende l’1,74% e negli ultimi tre mesi ha messo a segno guadagni in area 33%. E il BTp settembre 2040, cedola 5% (ISIN: IT0004532559), offre meno dell’1,50% e da giugno ad oggi ha segnato un rialzo di oltre il 25%. Quasi il 20% lo ha registrato nel frattempo il BTp agosto 2029 e cedola 3% (ISIN: IT0005365165), che tre mesi fa rendeva più del 2,40%.

Margini di crescita per BTp restano elevati

In questo momento, lo spread con il Bonos decennale si attesta sui 70 punti base, salendo a 90 per la scadenza a 30 anni. In caso di restringimento del differenziale con i titoli spagnoli, probabile che la discesa dei rendimenti italiani prosegua, cosa che accadrebbe se il rischio Paese percepito diminuisse.

Da questo punto di vista, miglioramenti restano possibili, considerando l’andamento del “credit default swaps”, i cui costi a 5 anni sono scesi a 147 bp, ai minimi dalla metà maggio 2018, ma si consideri che all’inizio di quel mese stava a 87 bp. Ciò significa che il rischio Paese viene ancora percepito superiore a quello pre-Conte, quando già si attestava su livelli decisamente più alti rispetto a quelli della stragrande maggioranza dei partner europei.

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Si consideri che le scadenze italiane sono ancora positive dai 3 anni insù, quando in Spagna bisogna attendere i 9 anni per ottenere un rendimento appena sopra lo zero. Malgrado il rally, i margini di ulteriore crescita delle quotazioni esistono per i BTp e appaiono persino rilevanti. Certo, così come la discesa dei rendimenti è sostenuta da settimane dal cambio di governo, in senso opposto si andrebbe nel caso in cui la svolta si rivelasse più fragile di quanto non appaia già. In fondo, l’alleanza inedita tra grillini e democratici convince poco gli stessi protagonisti ed è stata siglata essenzialmente contro la prospettiva di una vittoria altrimenti abbastanza certa della Lega e del centro-destra.

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