Obbligazioni Terna da record con il terzo green bond di ieri

La società elettrica ha emesso ieri obbligazioni verdi per la terza volta nella sua storia, riuscendo a segnare due record per il mercato italiano.

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La società elettrica ha emesso ieri obbligazioni verdi per la terza volta nella sua storia, riuscendo a segnare due record per il mercato italiano.

E’ stato un successo oltre ogni rosea aspettativa l’emissione di ieri del terzo green bond di Terna (esiste una quarta emissione privata). La società elettrica ha collocato sul mercato 500 milioni di euro per un titolo con scadenza 24 luglio 2032 e con cedola 0,75%. La domanda è stata abbastanza forte, avendo superato i 2 miliardi, per cui il prezzo esitato è stato di 99,623 centesimi, pari a un rendimento annuo lordo dello 0,78%. Si è trattato del costo più basso per un’emissione verde italiana e, in assoluto, per un’emissione corporate sul nostro mercato di durata superiore ai 10 anni. Terna ha visto anche ridurre il costo medio del debito consolidato, pari all’1,40%.

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L’emissione ha confermato la leadership della società nella finanza sostenibile. I proventi dell’operazione saranno destinati a finanziare progetti “eligible green”, cioè ritenuti idonei sulla base del suo Green Bond Framework, tra l’altro aumentando la produzione di energia rinnovabile e abbattendo le emissioni di CO2, anche sostituendo le linee aeree con linee sotterranee e riducendo la dispersione di rete, a salvaguardia della biodiversità.

Green bond Terna a confronto con BTp

Il primo green bond di Terna venne emesso nel 2018, il secondo arrivò nell’aprile dello scorso anno. Le obbligazioni appena emesse verranno quotate alla Borsa del Lussemburgo. Quanto al rating, la società è giudicata “BBB+” da S&P e Fitch e “Baa2” da Moody’s. Dunque, ha rating in linea con quelli sovrani dell’Italia, eppure è riuscita a contenere i costi di emissione ben al di sotto di quelli che il Tesoro al momento è costretto a sostenere per un bond di pari durata.

Il BTp marzo 2032 e cedola 1,65% è quello che maggiormente si avvicina per durata residua al green bond di Terna e oggi sul mercato secondario offre l’1,1650%, circa 38-39 punti base in più.

Certo, i due titoli non sono perfettamente confrontabili. Il mercato delle obbligazioni verdi si sta espandendo a macchia d’olio, grazie alla sensibilità degli investitori, che premono sui fondi d’investimento per premiare la finanza sostenibile. Quest’anno, a dire il vero, le emissioni green sono state parzialmente oscurate da quelle più generalmente ESG, nelle quali rientrano tutte le finalità di tipo sostenibile e sociale, tra cui legate alla lotta al Covid-19.

Ad ogni modo, il successo dell’emissione di Terna accresce la pressione sul Tesoro, affinché vari a breve un piano per sbarcare anch’esso sul mercato verde, dove tra l’altro farà la sua comparsa proprio la Germania e che la BCE rimarca da mesi di vedere di buon occhio, arrivando a segnalare possibili misure ad hoc di sostegno. La Svezia emetterà un altro green bond a fine agosto e della durata compresa tra i 7 e i 10 anni. Ciò che contraddistingue un’emissione verde dalle comuni è la finalità dell’impiego dei proventi, legata alla tutela dell’ambiente. Per sfuggire alle strette condizionalità, ENEL ha fatto da apripista mondiale nel 2019 con l’emissione di un bond “ibrido”, cioè senza vincoli stringenti sull’impiego dei capitali riscossi sul mercato.

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