La follia razionale degli investitori, rovistano tra la spazzatura per portare a casa il pane

Mercati disperati per l'assenza di rendimenti, anche se si stanno ingegnando assumendosi sempre più rischi per sfuggire alle perdite.

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Mercati disperati per l'assenza di rendimenti, anche se si stanno ingegnando assumendosi sempre più rischi per sfuggire alle perdite.

Ieri, la Germania ha emesso 1,25 miliardi di Bund a 30 anni a un rendimento lordo del -0,05%, registrando ordini per 2,91 volte superiori. Il rapporto tra domanda e offerta non era stato così alto a Berlino sin dal 2015. I “safe assets” stanno tornando appetibili negli ultimi giorni, date le tensioni crescenti sui mercati finanziari per via dell’aumento dei contagi in Europa e il surriscaldamento della temperatura tra Pechino e Washington. I rendimenti sempre più negativi lungo il tratto medio-breve delle curve e “glaciali” per le scadenze più longeve sono la disperazione dei fondi, che per natura devono portare a casa i risultati a favore dei clienti.

Bond “junk” e bancari, i “falchi” nella BCE rialzano la testa

Le obbligazioni con rendimenti negativi fino a pochi mesi fa continuavano ad essere oggetto degli appetiti degli investitori, i quali ne scontavano prezzi ancora più alti per l’imminente futuro. Adesso, però, gli effetti della bolla sembrano evidenti a tutti. Difficile immaginare, ad esempio, che i titoli tedeschi a lungo termine possano apprezzarsi ulteriormente. Urgono alternative, che restando sull’obbligazionario implicano l’assunzione di maggiori rischi.

Ci offre una buona panoramica di quanto stia accadendo nel mondo il mercato corporate americano. Nell’ultimo mese, i rendimenti delle obbligazioni con rating “BBB”, la categoria di qualità inferiore tra gli “investment grade”, sono diminuiti di 11 punti base alla media del 2,38%. Hanno fatto meglio gli “high yield”, i titoli più rischiosi e per questo anche chiamati in gergo “junk” o “spazzatura”: -46 punti base al 5,63%.

Spazzatura venduta bene

Questo significa che gli spread tra “BBB” e “junk” si sono ristretti di oltre un terzo di punto percentuale, fenomeno che da un lato lascia supporre un maggiore ottimismo del mercato verso lo stato dell’economia americana (e mondiale), dall’altro ci fa capire quanta forte sia la fame di rendimento.

Anche perché, se andiamo a scavare all’interno delle obbligazioni ad alto rischio, scopriamo che a fare meglio sono state le sotto-categorie più esposte ai default. I bond “BB”, quelli qualitativamente più elevati tra i junk, hanno visto scendere il rendimento medio di 34 punti base al 4,12% nell’ultimo mese. I rendimenti dei “B” hanno segnato -42 bp, scendendo al 5,78%. Infine, le “CCC” hanno esitato uno sbalorditivo -107 bp, cioè mediamente sono cresciuti di prezzo in misura tale da scendere di rendimento di oltre l’1%, alla media del 12,57%.

In altre parole, tra gli “high yield” la domanda si è spostata a favore delle obbligazioni ultra-spazzatura, quelle a cui usualmente un investitore non si avvicinerebbe neppure per scherzo, essendo a rischio di credito molto elevato. Le distanze tra queste e le “BBB” si sono ridotte di 96 bp, quasi un punto percentuale.

Perché i bassi rendimenti delle obbligazioni “spazzatura” sono un’insensata follia

Non finirà bene

Volete un esempio? Settimana scorsa, Ball Corporation, società di alluminio, ha emesso negli USA 1,3 miliardi di dollari di obbligazioni a 10 anni con cedola 2,8750% e al rendimento lordo del 2,90%. Qual è il punto? Il rating assegnato alla società è solo “BB”, cioè abbiamo obbligazioni spazzatura collocate sul mercato a rendimenti che risulterebbero di solito bassi persino per una società con rating medio-alto su questa scadenza.

Tutto questo potrebbe sembrarvi una follia e per certi versi lo è. Ma essa ha basi razionali. La Federal Reserve ha annunciato nei mesi scorsi l’acquisto anche di corporate con rating “non investment grade” e nel complesso le banche centrali hanno segnalato di voler soccorrere tutte le realtà che abbiano patito a causa del Covid. Il fallimento non sembra più contemplato, almeno non ufficialmente. Se questo è vero, allora che senso ha tenere fuori dal portafoglio assets molto redditizi, a fronte di un rischio default concretamente basso? Ovviamente, la verità è che le rassicurazioni degli istituti servono a rasserenare i mercati in una fase così difficile come questa, ma dopo l’emergenza nessuno disporrà a lungo di una ruspa così grande con cui spazzare via tutte le macerie e lasciare il terreno pulito.

Mercato obbligazionario “junk” in euro verso un’accelerazione dei guadagni?

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