Investire in BTp senza comprarli, ecco come con l’ETF Lyxor

Esporsi al debito sovrano italiano senza inserire in portafoglio alcun BTp è possibile, ricorrendo a un ETF. Ecco come funziona e quanto rende.

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Esporsi al debito sovrano italiano senza inserire in portafoglio alcun BTp è possibile, ricorrendo a un ETF. Ecco come funziona e quanto rende.

Vuoi investire nel debito pubblico italiano? E quali BTp vuoi comprare? C’è una scadenza migliore delle altre per rendimento atteso o rischio? Questi problemi sono pane quotidiano per gli obbligazionisti allettati dal nostro mercato sovrano. I rendimenti italiani sono crollati lungo la curva delle scadenze negli ultimi mesi e questo da un lato riduce l’appeal dei nostri bond, in quanto relativamente meno generosi, dall’altro è frutto dell’attenuazione dei timori del mercato sulla sostenibilità del nostro debito. Questi problemi potrebbero essere superati investendo nel Lyxor EuroMTS 10Y Italy BTP Government Bond UCITS (ISIN: LU1598691217).

Trattasi di un ETF, cioè un fondo d’investimento che si limita a replicare l’andamento del sottostante e che non punta a battere il mercato. Nel caso specifico, il fondo investe in sei titoli di stato italiani, con scadenze comprese tra un minimo di 8 a un massimo di 13 anni. Mediamente, quindi, l’ETF ci espone a un investimento decennale. Il bond che pesa di più sull’indice è il BTp febbraio 2033 e cedola 5%, che equivale al 21,95% degli impieghi totali. Al contrario, incide meno di tutti il BTp gennaio 2030 e cedola 3% con un peso dell’11,84%.

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Pro e contro l’ETF

La cedola media ponderata è del 2,66%, mentre il rendimento si attesta all’1%. Medio-alta la “duration” a 8,47 anni. Da inizio anno, l’ETF ha guadagnato il 4,6%, ma a metà marzo, nel pieno delle tensioni finanziarie globali, era arrivato a cedere il 7,63%. Dal suo debutto nell’autunno del 2013, invece, ha messo a segno un balzo di oltre il 53%.

Poiché questa tipologia di fondi si caratterizza per una gestione passiva, vi starete chiedendo se abbia molto senso investirvi, rischiando di esporvi al debito sovrano italiano senza un qualche intervento per minimizzare le perdite o per maturare guadagni.

In effetti, il vero rischio di questo ETF consiste nell’impiego totale dei capitali sui BTp, per cui la diversificazione è sostanzialmente nulla. Del resto, non stiamo parlando di un fondo d’investimento ordinario, bensì di un’alternativa all’acquisto diretto di BTp.

L’aspetto interessante, però, riguarda l’investimento minimo da effettuare, che al momento risulta di 158 euro. E’ il prezzo di una singola quota, il minimo acquistabile dall’investitore. Se, invece, intendete comprare un BTp, dovrete mettere in conto un investimento minimo di 1.000 euro. Parliamo di cifre molto basse in ogni caso, ma sono di utilità per capire la convenienza di puntare su un ETF, anziché sui titoli stessi.

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