Crolla anche il bond CR7 della Juventus, ecco quanto rende ora

Non è solo il titolo in borsa della Juventus a cadere, bensì pure il bond legato all'acquisto di Cristiano Ronaldo ed emesso nel 2019.

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Bond Juventus

Sono giorni difficili per la Juventus, in campo e fuori. Se la classifica del campionato non sorride e il percorso in Champions League appare accidentato, le indagini della Procura di Torino sulle plusvalenze sospette aggravano la crisi del titolo in borsa, in calo del 50% quest’anno. E c’è il peso della pandemia sui conti bianconeri, tanto che è tornato a soffrire il bond ribattezzato “Cristiano Ronaldo” ed emesso nel febbraio del 2019.

Il nome deriva dal fatto che pochi mesi prima la Juventus aveva ingaggiato l’attaccante portoghese, dando vita a un’operazione dispendiosissima sul piano finanziario. E’ vero che vi erano stati crolli durante la prima fase della pandemia, così come anche già qualche mese dopo il debutto del bond, quando la Juventus fu eliminata dall’Ajax in casa ai quarti di finale. Tuttavia, stavolta il crollo sembra riguardare specificamente l’appeal del debito bianconero e ha scaraventato i prezzi ai minimi da oltre un anno e mezzo.

Bond Juventus, crollo del prezzo

Ieri, il bond Juventus scambiava a 96,60 centesimi e offriva un rendimento alla scadenza del 5,08%. Solamente il 25 novembre scorso, si acquistava sopra la pari, a 100,37 e per un rendimento del 3,20%. In poche sedute, il crollo del 3,75% ha provocato una lievitazione del rendimento di quasi 190 punti base o 1,90%. Segno che il mercato obbligazionario valuti il debito bianconero nettamente più rischioso. In effetti, tra difficoltà finanziarie, indagini penali e risultati sportivi insoddisfacenti, la situazione non è delle migliori.

Dobbiamo anche ricordare che il bond Juventus fu emesso senza rating e non garantito, quasi un unicum per il mercato del calcio. Il rischio default, tuttavia, continua ad essere molto basso, in quanto a capo della società vi è Exor, la holding della famiglia Agnelli.

E dubitiamo che essa non attinga alla sua elevata liquidità nel caso in cui ciò si rendesse necessario per non macchiare il buon nome della famiglia. Ai prezzi attuali, quindi, saremmo in presenza di una grossa opportunità d’investimento, pur avvertendo che i rischi teorici vi sarebbero e neppure così bassi.

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