Nella mattinata di oggi, il Tesoro raccoglierà 6 miliardi di euro con l’emissione del nuovo Bot a 6 mesi (ISIN: IT0005719536) e la riapertura del precedente (ISIN: IT0005711749) in asta. E ancora una volta sarà l’occasione per verificare la risposta del mercato dopo l’allentamento delle tensioni geopolitiche con l’accordo di pace in corso di negoziazione a Ginevra tra Stati Uniti e Iran. Il pubblico ha potuto prenotare le sottoscrizioni fino a ieri, mentre c’è tempo fino alle ore 11.00 di oggi per gli investitori istituzionali. E alle 15.30 di questo pomeriggio si terrà l’asta supplementare, che vedrà il Tesoro offrire un importo extra complessivo fino a 600 milioni, un decimo delle assegnazioni ordinarie.
Asta Bot 6 mesi: caratteristiche
Vediamo le caratteristiche del nuovo Bot a 6 mesi. La data di emissione sarà formalmente del 30 giugno, che coincide con la data di godimento (di decorrenza degli “interessi”). La scadenza sarà al 31 dicembre di quest’anno, per cui il titolo debutta con una durata iniziale di 184 giorni. L’importo offerto sarà di 4,5 miliardi, a fronte di nessun titolo semestrale in scadenza in questi giorni. E ciò potrà influire negativamente sulla domanda, dato che i possessori sono soliti rinnovare i titoli in portafoglio.
A quale prezzo sarà, verosimilmente, emesso il Bot a 6 mesi? A fine maggio, l’emissione avvenne a 98,776 centesimi per un rendimento a scadenza del 2,411%. Considerate che a fine febbraio, prima che iniziasse la guerra tra Stati Uniti e Iran, il rendimento spuntato in asta era stato del 2,038% con un prezzo di aggiudicazione di 99,136 centesimi. Sul mercato secondario il rendimento resta intorno al 2,40% per questa scadenza, ragione per cui tendiamo a prevedere un prezzo nei dintorni dei 98,80 centesimi.
Confronto con conti deposito
Il Bot a 6 mesi emesso a maggio quotava ieri a circa 98,95 centesimi, ma con una durata residua di 159 giorni. Questi titoli non si possono considerare investimenti veri e propri, bensì un semplice impiego a breve termine della liquidità. Le alternative sul mercato non sono migliori, ovviamente a parità di rischio. Le banche sui conti deposito offrivano a maggio in media il 2,22%, un tasso peraltro gravato dalla più alta aliquota del 26% contro il 12,50% sui titoli di stato. A febbraio, il tasso lordo medio era del 2,09%. Siamo passati da una situazione in cui le banche offrivano tassi lordi superiori ai Bot ad una in cui offrono tassi a sconto.
Incognita inflazione
Questa è una fase incerta per i risparmiatori. L’inflazione italiana è risalita drasticamente in pochi mesi, trainata dal caro energia. Di conseguenza, i rendimenti obbligazionari sono anch’essi lievitati e la Banca Centrale Europea (BCE) ha iniziato ad alzare i tassi a giugno. Ora che la guerra si sta concludendo, però, potremmo assistere allo scenario inverso: inflazione calante e tassi perlomeno stabili. I Bot a 6 mesi ci consentirebbero di mettere a frutto la liquidità nell’attesa di capire come investirla per il medio-lungo periodo. Per fine anno le previsioni sono per tassi BCE in rialzo di 25-50 punti base rispetto ad oggi.

giuseppe.timpone@investireoggi.it