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Oggi: 25 Giu, 2026

Barclays: il Phoenix Memory che Consente di Investire sul Sistema Finanziario Europeo con il 9,24% Annuo

Certificate fast che consente di investire sul sistema finanziario europeo con buon rendimento potenziale, barriere discretamente conservative e media scadenza.
25 Giugno 2026
Barclays: il Phoenix Memory che Consente di Investire sul Sistema Finanziario Europeo con il 9,24% Annuo

Oggi viene analizzato un Certificate Fast Memory Cash Collect firmato Barclays (ISIN: XS3395348884) che, consente di investire sul seguente paniere azionario: UBS (UBSG.SW), Post Italiane (PST.MI), Banco BPM (BAMI.MI) e Axa (CS.PA).

Qui l’obiettivo è determinare il fair value del certificato targato Barclays e fare delle considerazioni.

A seguire i livelli chiave del portafoglio sottostante.

Barclays Certificate Memory Cash Collect Fast Step Down: Il portafoglio Sottostante e la Struttura

Questo certificato è stato emesso da Barclays il 17/06/2026, ha data di valutazione finale posta al 22/12/2028 (liquidazione/scadenza 03/01/2029), è negoziato su SeDeX ed ha un valore nominale di 100 Euro.

I livelli chiave del portafoglio sttosostante sono i seguenti

barclays: sottostanti 1

Worst Of: Il titolo peggiore del paniere è attualmente Banco BPM con una performance del -2,70% dal valore iniziale.

La strategia in opzioni (= la struttura) componente questo certificato firmato Barclays è la seguente.

  • Barriera europea sul capitale pari al 60% del valore iniziale
  • Trigger cedole al 60% del valore iniziale
  • Cedole mensili condizionate dello 0,77% (max. 9,24% annuo sul valore nominale) con effetto memoria
  • Autocall step down mensile attiva dal 6° mese (dal 22/12/2026), descrescente a step dell’1%-mese: dal 100% al 77% dei valori iniziali
  • Valore nominale unitario di 100 Euro
  • Scadenza a 2 anni e 6 mesi
  • Opzione quanto
  • Prezzo di chiusura rilevato a 99,28 Euro

Informazioni Quantitative: Stima di Implied Forward Dividend Yields, Volatilità Implicite e Matrici di Correlazione

A seguire un’analisi le stime degli implied forward dividend yield, delle volatilità implicite e delle correlazioni implicite dei titoli sottostanti al certificate targato Barclays.

Per calcolare il tasso di attualizzazione a 2,5 anni (scadenza dicembre 2028), prendiamo come riferimento la curva dei tassi risk-free europei (EUR IRS) e vi sommiamo il rischio di credito (Credit Spread) dell’emittente Vontobel:
  • Tasso Risk-Free Europeo (r_f) a 2,5 anni: 2,74% (in linea con la curva dei rendimenti Eurozona a breve/medio termine).

  • Spread Emittente Vontobel (s): 95 punti base (0,85%), coerente con il merito creditizio Investment Grade della banca.
  • Tasso di Attualizzazione Nominale Annuo (TAN): 2,75% + 0,85% = 3,59%

r_c = ln (1+0,0359) = 3,537%.

Nota: Poiché il certificato è dotato di opzione Quanto, tutte le opzioni sui titoli denominati in CHF vengono prezzate utilizzando la curva dei tassi risk-free EUR, annullando l’impatto del differenziale dei tassi sul calcolo del Fair Value

Volatilità implicite (6 mesi vs 2,5 anni) e Implied Dividend yields

I valori sottostanti al certificato di Barclays si riferiscono ad opzioni sui prezzi attuali dei sottostanti e risketto agli strike iniziali:
Struttura a Termine Invertita

Le volatilità a 6M sono superiori a quelle a 2,5 anni per tutti i titoli. Sulla scadenza a 2,5 anni la volatilità si normalizza verso la media storica di lungo periodo di ciascun asset.

Rischiosità Relativa di Ogni Titolo

Banco BPM: Risulta il titolo più volatile del paniere (31%-34%). Trattandosi di una banca commerciale retail, risente maggiormente dello scenario macroeconomico e dei tassi d’interesse. Ha anche la moneyness più bassa (97,30%), confermando il ruolo di Worst-Of.

UBS Group: Mostra una rischiosità intermedia (24%-26%). La fusione e stabilizzazione post-acquisizioni mantengono la volatilità inferiore rispetto alle banche commerciali pure.

AXA & Poste Italiane: Sono i titoli più stabili e difensivi (volatilità intorno al 19%-22%). AXA beneficia della stabilità del comparto assicurativo diversificato globale, mentre Poste Italiane vanta un modello di business resiliente e una moneyness sopra la pari (101,26%).

Implied Dividend Yield (Rendimento da Dividendi)

Banco BPM e Poste Italiane: Presentano i tassi di dividendo più elevati (fino al 9,5%). Questo forte stacco penalizza i corsi azionari spot ma va a beneficio delle opzioni short strutturate nel certificato, finanziando le ricche cedole mensili dello 0,77%.

AXA: Conferma una politica di distribuzione solida e costante nel tempo (intorno al 7%).

UBS: Mostra il rendimento da dividendi più contenuto (circa 4,2% – 4,5%), in quanto la banca destina una fetta rilevante dei flussi di cassa alla ricostituzione del capitale e a piani di buyback azionario.

Il Volatility Surface 

A. Gli Strike dell’Autocall “Fast Step Down”
Lo skew mensile dei titoli sottostanti il certificato di Barclays è calcolato partendo da uno strike pari al 100% del valore iniziale al 6° mese, decrescendo dell’1% ogni mese fino al 77% al 29° mese. La tabella sintetica mostra la dinamica della moneyness rispetto al valore attuale e l’effetto dello skew.
barclays: volatility surface 4
Dinamica dello Step-Down e Impatto sul Pricing
Man mano che i mesi passano e lo strike dell’autocall scende dall’100% al 77%, la probabilità di attivazione del rimborso anticipato aumenta a parità di livello del sottostante. Tuttavia, i mercati azionari mostrano una caratteristica asimmetria empirica: le volatilità implicite aumentano al decrescere dello strike (lo skew è inclinato negativamente rispetto allo strike, quindi la volatilità sale se lo strike scende). Di conseguenza, per gli strike più bassi (77% a fine vita), i modelli di pricing devono applicare una volatilità più alta rispetto a quella usata per lo strike 100%.
Analisi per Singolo Titolo
  • Banco BPM – Skew Più Ripido (+0,226%): Il comparto bancario commerciale è storicamente soggetto a forti shock asimmetrici. Quando lo strike dell’autocall scende verso il 77%, la volatilità applicata balza al 39,2%. Questo significa che il mercato prezza un forte rischio di “coda” (tail risk): se il titolo dovesse scendere molto, la sua volatilità esploderebbe, rendendo la protezione della barriera più costosa e abbassando il fair value del certificato.

  • UBS Group – Skew Intermedio (+0,143%): Pur essendo una banca, la componente di Wealth Management e la diversificazione globale di UBS attenuano parzialmente la pendenza dello skew rispetto a una banca puramente commerciale come BPM. Passa da un 26,0% (strike 100%) a un 29,3% (strike 77%).
  • AXA e Poste Italiane – Skew Piatti e Stabili (+0,117% e +0,104%): I titoli difensivi e ad alto dividendo mostrano curve di volatilità molto più resilienti. La variazione della volatilità al variare dello strike dell’autocall è minima. Questo indica che la probabilità di forti crolli improvvisi è considerata inferiore dal mercato, stabilizzando il prezzo della componente opzionale durante la vita del certificato.
Effetto sul Fair Value Complessivo
Questo aumento della volatilità lungo la struttura dello step-down penalizza il valore delle opzioni Call corte in mano all’investitore (quelle che determinano il rimborso anticipato). In termini pratici, la presenza di uno skew così marcato su Banco BPM agisce da freno sul fair value del certificato, compensato però dal ricco flusso cedolare mensile (0,77%).
b. Volatilità Implicita a 2,5 Anni (Strike 60% – Protezione Capitale)
Sulla scadenza finale a 2,5 anni, lo strike al 60% mappa la componente Put Europea corta venduta dall’investitore (il rischio barriera). Lo skew applicato riflette il premio richiesto dai market maker per coprire il rischio di un crollo estremo (tail risk) dei sottostanti:
  • ubsg.sw: 32,0% (Incremento di +8,0% rispetto al livello ATM a 2,5 anni del 24,0%)
  • bami.mi: 43,5% (Incremento di +12,5% rispetto al livello ATM a 2,5 anni del 31,0%)
  • pst.mi: 25,5% (Incremento di +6,5% rispetto al livello ATM a 2,5 anni del 19,0%)
  • cs.pa (AXA): 27,5% (Incremento di +7,5% rispetto al livello ATM a 2,5 anni del 20,0%
c. Tabella Sintetica dello Skew Mensile (Strike 60% – Protezione Cedole)

Si nota un effetto di appiattimento dello skew nel tempo (passando dal Mese 1 al Mese 29).
  • Nel breve termine (Mese 1), una discesa del 40% del sottostante fino alla barriera del 60% è un evento statisticamente quasi impossibile (un movimento a molte deviazioni standard). Per questo motivo, l’opzione è prezzata con una volatilità altissima (es. 48% per Banco BPM) per compensare il rischio di gap improvvisi.
  • Nel lungo termine (Mese 29), l’incertezza naturale dovuta al tempo distribuisce maggiormente le probabilità: un calo del 40% in due anni e mezzo diviene uno scenario plausibile. Di conseguenza, la volatilità OTM si normalizza, convergenze verso i valori della Put a scadenza.
L’elevata volatilità associata allo strike 60% nei primi mesi riduce il valore attuale delle singole opzioni digitali che pagano la cedola dello 0,77%. Tuttavia, la presenza dell’effetto memoria mitiga questo impatto: se una cedola salta a causa di un picco di volatilità a breve termine, la probabilità di recuperarla nei mesi successivi (quando lo skew si appiattisce e il tempo gioca a favore) resta finanziariamente significativa, sostenendo parzialmente il valore della componente cedolare nel modello di pricing complessivo. [1]

Matrici di Correlazioni implicite a 6 mesi e a 2 anni e mezzo (e relative correlazioni medie secondo l’indice CBOE)

I pesi di ciascun titolo sottostante al certificato di Barclays sono stati determinati secondo la logica dell’Indice di Correlazione CBOE: w_i = sigma_i / (somma sigma_i):

  • Pesi a 6 Mesi: UBS (25,49%), Banco BPM (33,33%), Poste Italiane (19,61%), AXA (21,57%)
  • Pesi a 2,5 Anni: UBS (25,53%), Banco BPM (32,98%), Poste Italiane (20,21%), AXA (21,28%)
barclyas: correlation matrix 66

1. Rischio Paese e Cluster Settoriale
La correlazione più elevata del paniere si registra tra Banco BPM e Poste Italiane (0,70). Trattandosi di due istituti fortemente esposti al mercato domestico italiano e detentori di ingenti quote di Titoli di Stato (BTP), i loro corsi azionari risentono delle variazioni dello spread e del rischio sovrano italiano. Questo legame forte “protegge” parzialmente il certificato: se uno crolla, è probabile che anche l’altro stia scendendo, riducendo la probabilità di avere un singolo titolo isolato in profondo ribasso.
2. Struttura a Termine (Term Structure) delle Correlazioni
Seguendo la stessa dinamica riscontrata per le volatilità, anche le correlazioni implicite mostrano un andamento decrescente nel tempo (da 6 mesi a 2,5 anni). Nel breve termine (6 mesi), i movimenti causati da fattori di mercato sistemici aumentano il co-movimento dei titoli. Nel lungo termine, le componenti specifiche legate ai bilanci di ciascuna azienda prendono il sopravvento, provocando una naturale dispersione dei prezzi e riducendo la correlazione media al 52,8%.
3. Impatto della Correlazione sul Worst-Of
Per un certificato con struttura Worst-Of, una correlazione bassa penalizza il Fair Value del prodotto. Minore è la correlazione, maggiore è la probabilità statistica che i quattro titoli si muovano in direzioni opposte, aumentando la chance che almeno uno di essi (il Worst-Of) possa scivolare isolato verso la barriera del 60%.

Correlazioni storiche fra asset e fra asset e tassi di cambio

Dato che l’azione UBS viene scambiata in franchi svizzeri (CHF) ma il certificato è dotato di Opzione Quanto in Euro, la stima del corretto drift (rendimento atteso sotto misura neutrale al rischio) richiede l’analisi della correlazione storica tra i singoli titoli e il tasso di cambio EUR/CHF per quantificare il premio per il rischio di cambio integrato dall’emittente.
barclays: correlation matrix 68
  • UBS e l’effetto “Rifugio” (Inversamente correlati): La correlazione tra UBS e il cambio EUR/CHF è negativa (-0,35). Quando l’Euro si indebolisce rispetto al Franco Svizzero (EUR/CHF scende), il Franco si apprezza come valuta rifugio, spingendo spesso al rialzo i titoli elvetici espressi in valuta locale (CHF). Questa correlazione negativa riduce il costo di copertura per l’emittente Barclays, stabilizzando il prezzo dell’Opzione Quanto inserita nel certificato.
  • Titoli Eurozona (Correlazione debole e positiva): Banco BPM, AXA e Poste presentano una correlazione leggermente positiva con il tasso EUR/CHF. Un rafforzamento dell’Euro (EUR/CHF sale) coincide generalmente con fasi di ottimismo macroeconomico nell’Eurozona, sostenendo i titoli finanziari e assicurativi europei.

Nota Bene. iI trading e l’attività d’investimento possono comportare rischi significativi per il capitale. In alcuni casi le perdite possono eccedere il capitale iniziale. Gli scenari di mercato cambiano continuamente. Pertanto, le performance passate non rappresentano garanzia delle performance future. È quindi fondamentale assicurarsi di aver compreso tali rischi. Le informazioni presentate in questo sito non sono in alcun modo da intendersi come sollecito all’investimento. Sono pertanto rivolte ad un pubblico indistinto. Non rappresentano in alcun modo attività di consulenza finanziaria. Ogni decisione di investimento è sotto la piena ed esclusiva responsabilità del lettore. Né l’autore né Investire Oggi saranno responsabili nei confronti di nessun utente né di qualsivoglia altra persona o entità per l’inesattezza delle informazioni o per qualsiasi errore od omissione nei suoi contenuti.

Danilo Fieni

Lavora in InvestireOggi.it dal 2019 curando la sezione Certificati ed è laureato in finanza quantitativa.
La sua passione per il mondo finanziario lo ha portato ad approdare nel mondo dei certificati, analizzando in chiave oggettiva i flussi di pagamento di questi strumenti ed i relativi sottostanti, nonché curando le relazioni con alcuni dei professionisti del settore.
E' inoltre appassionato di trading ed investimenti, in cui svolge attività di ricerca quantitativa e di vantaggi statistici nel mondo dei mercati finanziari.