L’asta di domani per l’emissione dei titoli di stato a medio-lungo termine vedrà protagonista anche il nuovo BTp a 10 anni con scadenza 1 luglio 2036 e cedola 3,80% (ISIN: IT0005706285). Il Tesoro offrirà una quarta tranche per un importo compreso tra 2 e 2,5 miliardi di euro sui 7-9 miliardi dell’intera operazione. I nuovi sottoscrittori non riceveranno alcun pagamento della cedola per il prossimo 1 luglio, in quanto per loro il godimento degli interessi scatterà proprio da quel giorno con il saldo delle prenotazioni. Tutti gli altri, invece, riceveranno in pagamento una cedola “corta” pari allo 0,73481% del capitale nominale: 7,35 euro lordi su un lotto minimo di 1.000 euro, pari a 6,43 euro netti.
BTp luglio 2036: cedola piena da gennaio 2027
La ragione di questa eccezione si deve al fatto che il BTp 2036 è stato emesso in data 22 aprile 2026 e per il prossimo 1 luglio saranno trascorsi solo 70 giorni, mentre il semestre intero sarebbe stato di 181 giorni. A partire dall’1 gennaio 2027, le cedole semestrali saranno per tutti piene e pari all’1,90% lordo.
Prezzo sopra la pari
All’asta supplementare, che si terrà nello stesso pomeriggio di domani alle 15.30 e sarà riservata agli “Specialisti in titoli di stato”, saranno offerti fino ad ulteriori 500 milioni, il 20% delle assegnazioni all’asta ordinaria. Ieri, il BTp luglio 2036 si acquistava sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana a 101,30, decisamente sopra la pari. Questo dato può disincentivare i risparmiatori, costretti a pagare più del valore nominale del bond: 1.013 euro per portarsi a casa un capitale rimborsato a scadenza per 1.000 euro.
Rendimento netto reale atteso positivo
Il rendimento lordo annuale è sceso al 3,67%, qualcosa come meno del 3,20% al netto dell’imposta. Anche scontando un’inflazione italiana per il medio-lungo periodo intorno al target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea, l’investimento si rivelerebbe proficuo. A patto, s’intende, che l’inflazione non continui a giocare brutti scherzi.
Ed è già accaduto per due volte in appena quattro anni, in entrambi i casi a causa di conflitti militari (Ucraina e Iran).
Nel pubblicare il programma per le emissioni nel terzo trimestre, il Tesoro ha reso noto che tra luglio e settembre collocherà sul mercato il nuovo decennale, ossia il BTp con scadenza 1 ottobre 2036. Rispetto alla scadenza di luglio, solo tre mesi più longevo. Tuttavia, il debutto servirà ai risparmiatori ad investire nel prossimo bond “benchmark” ad un prezzo iniziale appena sotto o intorno alla pari.
BTp luglio 2036 senza commissioni in asta
Importante notare che l’acquisto in asta del BTp luglio 2036 non comporterà il pagamento di alcuna commissione bancaria da parte dell’investitore. Sarà il Tesoro a provvedere con una provvigione dello 0,20% in favore dell’intermediario e applicata sull’ammontare nominale complessivo sottoscritto. Questa è una ragione non secondaria per partecipare alle aste, dato che sul mercato secondario si è costretti a pagare le commissioni (fisse o variabili) a detrimento del rendimento effettivo.
giuseppe.timpone@investireoggi.it