BTp Futura: collocamento primo giorno non benissimo, cosa accadrà sul mercato?

Il BTp Futura novembre 2028 ha registrato ordini inferiori a quelli che nel corso della prima giornata aveva ricevuto il primo bond retail emesso a luglio. Ecco il possibile andamento dopo la quotazione al MOT.

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BTp Futura, risultati collocamento primo giorno

La prima giornata di collocamento del nuovo BTp Futura è andata bene, ma non benissimo. Il bond retail a 8 anni ha raccolto 57 mila ordini per 2,51 miliardi, poco più dei dei 2,37 miliardi prenotati da 65 mila risparmiatori italiani nella prima giornata di collocamento a luglio, quando venne emesso il primo BTp Futura. In quell’occasione, il bond ebbe scadenza a 10 anni. Si consideri che il BTp Italia a maggio raccolse 4 miliardi di euro in un solo giorno, chiudendo il solo collocamento retail a 14 miliardi.

BTp Futura: collocamento al via, cosa devi sapere per investire

Diversi fattori starebbero concorrendo allo scarso appeal. Anzitutto, il tasso medio offerto è più basso di luglio, non tanto per via della minore durata dell’investimento, quanto per il fatto che negli ultimi mesi i rendimenti di mercato italiani sono implosi. Il BTp Futura con scadenza novembre 2028 offre una cedola media annua dello 0,60625%, meno della metà dell’1,2850% del bond di luglio. Secondariamente, la tempistica non appare obiettivamente tra le più fortunate. Se in estate l’Italia si metteva alle spalle il lockdown e almeno in parte le preoccupazioni relative alla pandemia, grazie al crollo dei contagi giornalieri, adesso stiamo subendo nuove restrizioni e parte del territorio nazionale è già in lockdown quasi come a marzo. Parliamo di Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria. Sicilia e Puglia, in qualità di zone “arancioni”, ci sono vicine.

E il risparmiatore è chiaramente influenzabile dal clima che si respira nel Paese. Supponiamo che meno gente rispetto a luglio se la stia sentendo di imbrigliare la liquidità per lunghi anni, risentendo delle nuove incertezze di questa fase. Per contro, il rally obbligazionario in corso lascia la porta aperta a possibili guadagni in conto capitale in breve tempo.

Ma sarà davvero così?

Pro e contro i BTp Futura con la quotazione al MOT

Nuovi stimoli monetari della BCE, quasi certamente in arrivo a dicembre, farebbero propenderci per il sì. Tuttavia, considerate che il BTp Futura luglio 2030 sul MOT di Borsa Italiana offriva ieri un rendimento dello 0,91%, 33 punti base (0,33%) in più del BTp a 10 anni con cedola fissa e unica. Il Tesoro ha fiutato l’aria e già in partenza ha fissato le cedole a un livello tale, che il tasso medio offerto dello 0,61% nei fatti supera di un quarto di punto percentuale il rendimento del BTp a 8 anni ordinario. Basterà? Quel differenziale di 30 punti con il primo BTp Futura, pur a fronte di una scadenza più corta di 2 anni, non lascia ben pensare.

Oltre tutto, ci sono due fattori che incidono negativamente sugli scambi sul mercato secondario. Il primo è il fatto che questi bond sono rivolti ai soli risparmiatori, tendenzialmente meno liquidi degli istituzionali (banche, fondi e assicurazioni). Il secondo è ancora più importante: la BCE non può comprare BTp Futura, in quanto titoli obbligazionari con cedole crescenti, esclusi dai suoi programmi monetari. Questo significa che il principale driver della domanda di bond governativi italiani in questa fase non agisce direttamente sui BTp Futura. Questi rimangono sostanzialmente in balia dei soli acquisti delle famiglie italiane, che sappiamo essere piuttosto restie a investire, se è vero che sui conti bancari hanno depositati quasi 1.700 miliardi di euro di liquidità. Mettete anche che le cedole dello 0,35% staccate per i primi 3 anni non siano affatto appetibili ed ecco spiegata l’assenza di una corsa all’acquisto sin dalla fase di collocamento.

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