BTp Futura, ecco quali saranno le cedole e analizziamone la convenienza

Il Tesoro ha comunicato i tassi offerti con le cedole step up per il BTp Futura (ISIN: IT0005425753). Potranno solo aumentare al termine del collocamento.

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Ecco le cedole del nuovo BTp Futura

Il Tesoro ha comunicato nella mattinata di oggi le cedole step up offerte con il secondo BTp Futura, in collocamento dal lunedì prossimo 9 novembre e fino al venerdì 13 novembre, salvo chiusura anticipata. Comunicato anche il codice ISIN: IT0005425753. La struttura dei tassi sarà la seguente:

  • 0,35% per i primi 3 anni;
  • 0,60% tra il quarto e il sesto anno compresi;
  • 1% per il settimo e ottavo anno.

 

Come per il primo BTp Futura, emesso nel luglio scorso, le cedole saranno tre, pur a fronte di una durata dell’investimento di due anni più bassa. La cedola media che l’obbligazionista incasserà detenendo il bond fino alla scadenza risulta, quindi, di quasi lo 0,61%. Se oggi guardiamo al rendimento del BTp ordinario con cedola unica fissa a 8 anni, ci accorgiamo che esso offre un rendimento di poco inferiore allo 0,40%. In altre parole, nonostante la prima cedola triennale sia relativamente bassa, in un’ottica da cassettisti percepiremmo un rendimento superiore a quello che otterremmo acquistando oggi il bond ordinario di pari durata.

BTp Futura, cedole a premio per l’obbligazionista?

BTp Futura conveniente rispetto alle alternative?

Ricordiamo che al termine del collocamento, il Tesoro potrà variare solo in aumento l’entità della seconda e della terza cedola. La prima resterà invariata. Il rendimento complessivo dell’investimento, tuttavia, sarà superiore per chi manterrà il titolo in portafoglio fino all’ultimo giorno. Infatti, verrà corrisposto un premio fedeltà compreso tra un minimo dell’1% e un massimo del 3% dell’investimento, a patto che il bond sia stato acquistato in fase di collocamento. Pertanto, l’obbligazionista potrà confidare su un rendimento extra certo dello 0,125% su base annua e fino a un massimo dello 0,375%.

Certo, prendendo come alternativa di riferimento il BTp dicembre 2028 e cedola 2,80% (ISIN: IT0005340929), notiamo come la cedola effettiva, rapportata al valore dell’esborso pari a 119, sarebbe del 2,35% annuale. Alla scadenza, però, il titolo infliggerebbe una minusvalenza di quasi il 2% su base annua. Se, però, ipotizzassimo per un attimo di poter rivenderlo dopo un anno alla stessa quotazione, riusciremmo ad incassare una cedola che equivarrebbe a quasi 5 anni di rendimento offertoci dal BTp Futura.

Il problema è che con l’avvicinarsi della scadenza, il prezzo di un’obbligazione tende alla pari, a meno che il rendimento non scenda significativamente. Nel caso specifico, il BTp 2028 manterrebbe la sua quotazione, qualora tra 12 mesi il suo rendimento scendesse sotto lo 0,10%. Sarebbe un nuovo minimo storico su questa scadenza, ma neppure così impensabile, se si considerano i possibili ulteriori stimoli monetari che la BCE metterà in campo per contrastare la crisi provocata dall’emergenza Covid.

Ad ogni modo, la cedola media ponderata del BTp Futura si mostra relativamente conveniente. Se si volesse acquistare il titolo in un’ottica speculativa, cioè per rivenderlo a prezzi maggiori dopo un certo periodo, dobbiamo ricordarvi che il BTp Futura luglio 2030 offre un rendimento a premio di circa un terzo di punto percentuale rispetto al bond ordinario di pari durata, segno che il mercato non sarebbe granché ben disposto verso questa tipologia di emissioni e potrebbe accogliere negativamente anche questa seconda in pochi mesi. In effetti, il Tesoro ha subito fissato il rendimento a premio di oltre 20 punti base rispetto al “benchmark”.

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