Bond svizzeri ai massimi da ottobre e super franco: guadagni al 30% in 12 mesi

Mercato obbligazionario elvetico in rally sulle dichiarazioni del governatore della BNS, Thomas Jordan, che dal Forum di Davos ha allontanato il rialzo dei tassi, anzi mostrandosi disposto a ulteriori tagli.

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Mercato obbligazionario elvetico in rally sulle dichiarazioni del governatore della BNS, Thomas Jordan, che dal Forum di Davos ha allontanato il rialzo dei tassi, anzi mostrandosi disposto a ulteriori tagli.

Dal Forum di Davos, il padrone di casa Thomas Jordan, governatore della Banca Nazionale Svizzera, non solo non si è mostrato intento ad alzare i tassi d’interesse da qui a breve, ma ha difeso i tassi negativi introdotti dall’istituto anni fa, definendoli “necessari” e dicendosi pronto a tagliarli ulteriormente, ove si rendesse utile. I bond svizzeri hanno reagito subito a queste dichiarazioni, con il rendimento decennale ad avere perso nella sola giornata di giovedì scorso lo 0,06%, scendendo al -0,69%, ma chiudendo ancora più in basso la settimana, ossia al -0,73%. In rally anche la scadenza a 2 anni, scesa dal -0,73% al -0,77%. In pratica, le parole di Jordan hanno ridotto i rendimenti a 10 anni di 10 punti base in un paio di sedute, portandoli ai livelli minimi da ottobre.

Franco svizzero nel mirino di Trump, si rafforza dopo il monito del Tesoro USA

La curva delle obbligazioni in franchi svizzeri è tutta negativa, con il bond più longevo a 50 anni a offrire il -0,24%. La Germania aveva assistito a una discesa in territorio negativo di tutta la curva tedesca nell’estate scorsa, ma attualmente il Bund a 10 anni offre il -0,31% contro il -0,70% di fine agosto e i rendimenti sono tornati in positivo dai 20 anni insù. E che il rally obbligazionario elvetico sia sostenuto dagli afflussi di capitali stranieri lo confermerebbe anche il rafforzamento del franco svizzero, che contro l’euro scambiava venerdì scorso a 1,07, mai così forte dall’aprile di tre anni fa.

Guadagni anche con i rendimenti negativi

Nell’ultimo anno, il cambio ha guadagnato il 5% e questo per la Svizzera è un problema, essendo un’economia esportatrice e perlopiù proprio verso l’Eurozona.

Proprio per indebolire il franco, la BNS ha messo in atto la strategia dei tassi negativi, al fine di far defluire i capitali. Tuttavia, la valuta elvetica è percepita come un bene rifugio sui mercati internazionali e, tra tensioni geopolitiche e crescita economica debole in Europa, gli investitori preferiscono portare i loro capitali al sicuro nello stato alpino, anziché rischiare di “bruciarli” altrove.

Franco svizzero ai massimi da 2 anni significa rendimenti bond euro giù e spread su

Per quanto possa apparire assurdo acquistare titoli che alla scadenza infliggeranno perdite certe, bisogna considerare che tra aumento delle quotazioni ed effetto cambio, il bond luglio 2064 e cedola 2% (ISIN: CH0224397007) ha fruttato nell’ultimo anno ben il 30% a chi lo avesse comprato dall’Eurozona. E i guadagni salirebbero a quasi il 45%, nel caso in cui lo stesso bond fosse stato acquistato poco prima della fine del cambio minimo di 5 anni fa. Il “carry trade” continua a regalare soddisfazioni al mercato e fino a quando le aspettative sui tassi di cambio rimarranno rialziste o almeno stabili e quelle sui rendimenti assai deboli, l’anomalia dei tassi negativi non avrà fine. E sinora, Jordan non è riuscito proprio a dissuadere gli investitori dal dirottare in Svizzera i loro capitali.

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