Le domande per la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali sono scadute lo scorso 30 aprile 2026. Adesso i contribuenti tutti sono in attesa di ricevere le risposte da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione con l’accettazione della richiesta e con l’invio dei moduli di pagamento per iniziare a versare le rate o per pagare la rata unica per chi ha scelto così. Scadenza 31 luglio per la prima tornata di pagamenti della rottamazione. Da poco è stato deciso di confermare la regola delle altre sanatorie, ovvero i 5 giorni lavorativi di tolleranza per ogni scadenza. Ma se da un lato i contribuenti adesso attendo le risposte, da un altro lato, e questa è la novità del momento, presto potrebbero essere chiamati a dover presentare una nuova domanda di rottamazione quinquies.
Stavolta entro ottobre. Per poi pagare antro il 31 gennaio la prima rata o l’unica rata.
La recente storia della rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
La rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali si chiama così perché è la quinta versione di una sanatoria di questo genere. Cioè di una soluzione che permette ai contribuenti alle prese con le cartelle esattoriali, di pagare solo il debito originariamente contratto (tassa, tributo, imposta) senza dover pagare anche interessi per ritardata iscrizione a ruolo, sanzioni e diritti di riscossione. E di poter pagare tutto al netto degli sconti ottenuti, anche a rate in base alle regole di ogni singola rottamazione.
La rottamazione quinquies ha previsto domande entro il 30 aprile scorso con la possibilità di rottamare le cartelle passate all’Agente della Riscossione entro il 31 dicembre 2023. Solo che una volta messe le mani nella procedura di richiesta, ecco la triste sorpresa per chi non ne era già al corrente.
Ovvero che le cartelle da rottamare erano solo quelle relative a debiti con le amministrazioni centrali, come quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi, agli omessi versamenti contributivi e poco altro.
Fuori tutte le cartelle esattoriali anche se in capo all’Agenzia delle Entrate Riscossione, che riguardavano tributi locali come l’IMU, il bollo auto, le multe dei vigili urbani e la Tassa sui rifiuti. In altri termini, c’è chi anche se ha aderito alla sanatoria e anche se adesso aspetta la risposta del concessionario, si trova con un estratto di ruolo pieno di cartelle che non è stato possibile inserire nella rottamazione quinquies.
Perché la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali era una sanatoria poco utile
Una rottamazione ridotta, monca e probabilmente poco utile per tanti contribuenti, questa è in definitiva, il giudizio di molti sulla nuova rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali. E forse anche al governo se ne sono resi conto. Perché quasi fosse una salvaguardia, adesso si corre ai ripari.
In Senato durante i lavori sul decreto Fiscale ecco approvato un emendamento che di fato adesso amplia la rottamazione quinquies anche alle cartelle precedentemente escluse. Con nuove domande da fare, nuove scadenze e nuove regole. Presto i contribuenti che si rovano ad aver aderito alla rottamazione quiqnuies entro il 30 aprile scorso, o quelli che non vi hanno aderito proprio perché tutte le loro cartelle erano relative a tributi locali, devono presentare una nuova domanda.
Stando all’emendamento, infatti, presto dovranno presentare la domanda di definizione agevolata dei tributi locali, sempre che gli enti locali diano l’ok. Perché come vedremo, in base alle ultime notizie, tutto dipenderà dalle decisioni delle amministrazioni.
Ecco le nuove date della nuova sanatoria
La nuova rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali seconda versione. Potremmo definirla così la nuova rottamazione delle cartelle che permetterà di sanare alla pari di quelle inserite nella prima versione scaduta lo scorso 30 aprile, nuove cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma riferite ai cosiddetti tributi locali. E sempre se affidate al concessionario entro il 31 dicembre 2023. Gli enti locali dovranno aderire entro il 30 giugno prossimo, con delibere e regolamenti da approvare in Giunta naturalmente.
Poi l’Agenzia delle Entrate Riscossione segnalerà ai contribuenti entro il 15 settembre 2026 le nuove cartelle dentro la nuova rottamazione quinquies. Le domande dei contribuenti dovrebbero essere presentate entro il 31 ottobre 2026 per poi passare alle risposte do concessionario entro il 31 dicembre 2026.
In modo tale da concedere ai contribuenti la facoltà di pagare in unica soluzione o la prima rata, entro il 31 gennaio 2027. Perché le regole anche per la rottamazione quinquies delle cartelle sui tributi locali prevedono la possibilità di chiedere fino a 54 rate bimestrali da pagare in 9 anni e con i soliti sconti su aggi, interessi e sanzioni. Con la solita aggiunta di interessi per i pagamenti rateali.
