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Oggi: 17 Feb, 2026

Notifica cartella di pagamento e “vicinanza della prova”: cosa deve dimostrare l’ente? La risposta della Cassazione

La notifica cartella di pagamento non è sempre valida: la Cassazione chiarisce quando la prova manca e il credito si prescrive
1 mese fa
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notifica cartella di pagamento
Foto © Investireoggi

La recente giurisprudenza della Corte di Cassazione torna a chiarire un tema molto delicato per contribuenti ed enti pubblici: la notifica cartella di pagamento e le conseguenze che derivano da una notifica non adeguatamente dimostrata. La pronuncia rafforza alcuni principi già noti, ma li applica con particolare rigore, incidendo in modo diretto sulla validità dei crediti richiesti.

Notifica cartella di pagamento e presunzione di conoscenza

Quando un ente impositore invia una cartella tramite raccomandata al domicilio del destinatario, la legge presume che il contenuto sia stato conosciuto dal contribuente. Questa presunzione nasce dall’articolo 1335 del Codice civile e si fonda sul fatto che l’atto, una volta recapitato, entra nella sfera di conoscibilità del destinatario.

Tuttavia, la notifica cartella di pagamento non può basarsi solo sull’esistenza di una ricevuta di ritorno firmata. La Cassazione ha ribadito che la presunzione di conoscenza non è automatica e non opera in ogni caso. Affinché il meccanismo funzioni, l’ente deve dimostrare in modo concreto quale documento sia stato effettivamente spedito.

In altre parole, la semplice prova della consegna del plico non basta. Occorre che l’atto notificato sia chiaramente individuabile, descritto e riconoscibile anche attraverso la documentazione prodotta in giudizio.

Il ruolo della prova nella notifica cartella di pagamento

Un punto centrale della decisione riguarda il principio della “vicinanza della prova”. Secondo questo criterio, è chiamato a fornire la prova chi si trova nella posizione migliore per farlo. Nel caso della notifica cartella di pagamento, l’ente impositore è l’unico soggetto in grado di dimostrare cosa sia stato effettivamente inserito nella busta spedita.

La Cassazione ha chiarito che il contribuente può essere gravato dell’onere di dimostrare che il plico fosse vuoto o contenesse un documento diverso solo se l’ente, a monte, deposita almeno una copia dell’atto che dichiara di aver notificato.

Senza questo passaggio preliminare, la presunzione di conoscenza non può scattare.

Nel caso esaminato, l’ente si è limitato a produrre l’avviso di ricevimento, senza allegare la copia della richiesta di pagamento né indicarne in modo preciso il contenuto. Questo comportamento è stato ritenuto insufficiente per dimostrare una valida notifica cartella di pagamento (anche in PDF).

Prescrizione del credito e contributi al Servizio sanitario

La vicenda riguarda un credito relativo al contributo per il Servizio sanitario nazionale. L’ente previdenziale sosteneva che il diritto alla riscossione si prescrivesse in dieci anni. I giudici, invece, hanno confermato l’applicazione del termine più breve.

La normativa prevede, infatti, che tutte le contribuzioni obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, diverse da quelle espressamente escluse, si estinguano in cinque anni. Il contributo al Servizio sanitario rientra in questa categoria e, di conseguenza, è soggetto a prescrizione quinquennale.

Poiché la notifica cartella di pagamento è avvenuta quando il termine di cinque anni era già decorso, il credito è stato considerato definitivamente estinto. Nemmeno la prova della ricezione di una generica richiesta di pagamento è stata ritenuta idonea a interrompere la prescrizione, proprio perché dall’avviso di ricevimento non era possibile ricostruire né l’oggetto né il contenuto dell’atto.

Effetti pratici della notifica cartella di pagamento secondo la Cassazione

La decisione dell’8 gennaio 2026, che ha respinto il ricorso dell’ente, consolida un orientamento già espresso in precedenti pronunce. La notifica cartella di pagamento deve essere supportata da una documentazione completa e coerente, capace di dimostrare senza ambiguità quale atto sia stato inviato.

In mancanza di questi elementi, non solo viene meno la presunzione di conoscenza, ma l’ente perde anche la possibilità di interrompere la prescrizione del credito. Questo significa che una notifica formalmente esistente, ma sostanzialmente indimostrata, può risultare inefficace.
Il principio affermato rafforza la tutela del contribuente e impone agli enti una maggiore attenzione nella gestione delle notifiche. La notifica cartella di pagamento, per essere valida, non può ridursi a una semplice spedizione postale: deve essere tracciabile, verificabile e supportata da prove concrete fino al suo contenuto.

Riassumendo

  • La notifica cartella di pagamento richiede prove chiare sul contenuto dell’atto spedito.
  • La ricevuta di ritorno non dimostra da sola cosa contenesse la raccomandata.
  • La presunzione di conoscenza vale solo se l’ente identifica l’atto notificato.
  • Senza copia dell’atto, la notifica cartella di pagamento è giuridicamente debole.
  • I contributi al Servizio sanitario nazionale si prescrivono in cinque anni.
  • Una notifica cartella di pagamento tardiva non interrompe la prescrizione del credito.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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