Inflazione alle stelle, sempre più frequenti i fenomeni di shrinkflation, l’indagine di Altroconsumo

Con l’inflazione alle stelle sono sempre più frequenti i fenomeni di shrinkflation, ecco cosa comunica l’ultima indagine di Altroconsumo grazie alla collaborazione della community degli ACmakers.

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Caro vita, gli italiani non acquistano più online d'impulso.

L’inflazione è alle stelle, a settembre ha fatto segnare un aumento dell’8,9% su base annua e dello 0,3% su base mensile. Le conseguenze ricadono ovviamente sugli italiani che si ritrovano a pagare prezzi più alti per ogni cosa. Sono aumentati di parecchio non solo i generi alimentari ma anche la benzina e il diesel nonché le bollette della luce e del gas.

Inoltre i consumatori stanno notando già da un po’ di tempo che i prodotti che acquistano al supermercato costano come prima ma sono di quantità inferiore. Il signor Giuseppe si è accorto, ad esempio, che il detersivo per lavare i piatti che acquistava prima era di 1 litro mentre adesso (allo stesso prezzo) il flacone contiene solo 900 ml di prodotto.

Questo fenomeno si chiama shrinkflation. Funziona in questo modo: i produttori riducono la quantità di prodotto all’interno delle confezioni mantenendo, però, il prezzo invariato. Anche Altroconsumo nella giornata di ieri è intervenuto sulla questione grazie alla collaborazione della community degli ACmakers.

Si tratta di un progetto grazie al quale si può partecipare in prima persona ai test e ai sondaggi.

Shrinkflation e inflazione alle stelle

La parola shrinkflation deriva dall’unione del verbo “to shrink” che significa stringere e “inflation” che significa inflazione. I produttori vendono allo stesso prezzo il medesimo prodotto ma di quantitativo inferiore cambiando anche le confezioni o aggiungendo alle volte anche un ingrediente. Questo fenomeno, come ha osservato il signor Giuseppe, capita sempre più spesso in Italia e la community ACmakers ha cercato di fare chiarezza sulla vicenda.

Tra i prodotti più segnalati dalla community ci sono le confezioni di alcune merendine che sono passate da 280 a 270 grammi, quelle di formaggio spalmabile da 200 a 190 grammi e il detersivo di alcune marche che è passato da 1 litro a 900 ml.

Anche il formato dei fazzoletti usa e getta è cambiato, il contenuto è rimasto lo stesso ma ogni singolo sacchetto (di solito) contiene 9 fazzoletti invece di 10.

Le altre pratiche

Altroconsumo comunica che ci sono anche altre pratiche messe in atto dai produttori, a causa dell’inflazione alle stelle, che non si possono però definire veri e propri esempi di shrinkflation.

Una di queste è il formato speciale con un prezzo in linea con gli altri prodotti ma con un quantitativo inferiore. Viene fatto l’esempio di alcuni biscotti in formato speciale che costa il 116% in più al chilo rispetto alla formula classica. La confezione in questo caso non solo contiene 200 grammi di prodotto in meno ma costa anche di più.

Ci sono poi i casi che riguardano i medesimi prodotti venduti in formato diverso a seconda del punto vendita. In alcuni casi, spiegano dalla community, si è costretti ad acquistare delle confezioni più piccole perché sono le uniche disponibili in quel punto vendita.

C’è poi il caso delle confezioni multipack e delle promozioni speciali che disorientano i consumatori. Viene fatto l’esempio del caffè che acquistato al singolo pezzo pesa 250 grammi mentre se si acquista in una confezione da quattro, ognuna di esse pesa 225 grammi. Anche per i detersivi liquidi succede la stessa cosa. Quando si acquista un singolo flacone il quantitativo di prodotto è maggiore mentre se si acquistano i multipack con tre/quattro flaconi il quantitativo è minore per cui si possono fare meno lavaggi.

Come difendersi

Per difendersi dal fenomeno dello shrinkflation, che a causa dell’inflazione alle stelle è divenuto sempre più frequente, bisogna prestare la massima attenzione quando si acquista qualcosa al supermercato. È necessario controllare con attenzione il formato (peso e volume) nonché il prezzo al chilo o al litro.

Su questa questione sta indagando anche l’Antitrust che ha avviato un’istruttoria per verificare se le strategie adottate dai produttori possono essere considerate pratiche scorrette.

Ha fatto sapere che se i prodotti modificati non avranno delle etichette esplicative, allora saranno oggetto di approfondimenti.

I cittadini italiani, come il signor Giuseppe, sono stanchi perché questo fenomeno subdolo sta riducendo il loro potere di acquisto in un momento difficile come questo in cui già si devono cercare soluzioni per gli aumenti di tutti i prezzi a consumo.

I tanti signor Giuseppe da Nord a Sud chiedono all’unisono al Governo di vigilare su tutti i rincari e di varare al più presto delle misure efficaci che aiutino i cittadini a non soccombere in un periodo così difficile.
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