Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Morto Lionel Jospin, l’ex premier francese che segnò l’inizio della crisi della sinistra europea

E' morto Lionel Jospin, ex premier socialista francese, la cui sconfitta elettorale segnò l'inizio della crisi per la sinistra europea.
23 Marzo 2026
Morto Lionel Jospin, suo malgrado simbolo della crisi della sinistra europea
Morto Lionel Jospin, suo malgrado simbolo della crisi della sinistra europea © Investireoggi.it

Si è spento all’età di 88 anni Lionel Jospin, un nome che a molti italiani non dirà nulla. Eppure, fu una figura di prestigio nel panorama politico francese, essendo stato più volte ministro e finanche capo del governo tra il 1997 e il 2022. Suo malgrado, divenne il simbolo della crisi elettorale e sociale della sinistra europea.

Crisi della sinistra europea iniziata con Jospin

Fu rocambolesco il modo in cui riuscì ad entrare a Palazzo Matignon. Era il 1997 e Jacques Chirac era diventato presidente un paio di anni prima, godendo di una maggioranza di centro-destra all’Assemblea Nazionale. Forte del consenso popolare riscosso tra l’altro grazie agli esperimenti nucleari nelle isole del Pacifico, sciolse quest’ultima nel tentativo di consolidare i numeri e farsi assegnare dai francesi un mandato chiaro per la riforma delle pensioni.

Contrariamente a tutti i pronostici, i gollisti guidati dal primo ministro Alain Juppé persero malamente e vinse la “gauche plurièlle” composta da socialisti, verdi e comunisti.

Jospin, segretario del Ps sin dal ’95, si ritrovò così a guidare il nuovo governo per l’intera legislatura, impresa riuscita a nessun altro nella Quinta Repubblica. Sotto di lui, la Francia ebbe alcune riforme economiche come le 35 ore di lavoro settimanali a parità di stipendio con il ministro del Lavoro, Martine Aubry. Varate anche leggi per modernizzare la Pubblica Amministrazione e un piano di privatizzazioni che ebbe ad oggetto tra gli altri Credit Lyonnais e France Télécom.

Coabitazione e umiliazione elettorale

La “coabitazione” con Chirac fu tesa e per molti versi fallimentare. La Francia in Europa sembrò bicefala, presentandosi ai tavoli con due posizioni anche diametralmente opposte in politica estera.

Jospin voleva mettere assieme le ragioni della protezione sociale con quelle del mercato. Fu punito clamorosamente nel 2002, quando corse per l’Eliseo. Non arrivò al ballottaggio, superato niente di meno che dal leader dell’ultra-destra Jean-Marie Le Pen, padre di Marie e allora a capo del Fronte Nazionale su posizioni anti-sistema.

Quella sconfitta segnò il declino politico non soltanto personale di Jospin, bensì dei socialisti francesi e dell’intera sinistra europea. Anziché essere stato colto come segnale di allarme, i progressisti optarono per demonizzare l’elettorato che li abbandonava in cerca di nuove parole d’ordine a destra. Il risultato fu lo sgretolamento del Ps, oggi ridottosi a formazione marginale nell’arena politica transalpina. E altrove i socialisti non se la passano per nulla meglio.

Difficile coniugare istanze contrapposte

Cosa non funzionò? Jospin era un uomo politico con un cursus honorum apparentemente perfetto, tra l’altro conseguito sotto l’ala protettrice del mentore François Mitterand. Ma non fu mai un leader carismatico, anzi parve spesso un grigio funzionario di partito e niente più. Ma il problema principale non fu nemmeno quello. Jospin divenne la prova di quanto sia difficile per la sinistra europea, specie francese, coniugare istanze tra loro distanti come l’assistenzialismo, l’accoglienza e un’economia di mercato aperta. I ceti popolari iniziarono già allora a sentirsi poco protetti da una gauche tutta intenta ad inseguire l’europeismo ad ogni costo e al contempo ad aprire le frontiere alla manodopera a basso costo.

Dopo Jospin i socialisti riuscirono a conquistare l’Eliseo con François Hollande (2012-2017), ma più per l’impopolarità dell’uscente Nicolas Sarkozy che non per una reale capacità di consenso. E quest’ultimo avrebbe fatto la stessa fine dell’ex primo ministro, addirittura rinunciando a ricandidarsi per un secondo mandato. Il resto è cronaca. La crisi della sinistra europea nasce idealmente nella Francia di fine anni ’90, quando gli elettori si sentirono traditi da un governo percepito come vicino a certi poteri che non ai lavoratori. Alla faccia delle 35 ore, che da cavallo di battaglia si trasformarono in un boomerang politico per l’insostenibilità della misura nel settore privato.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

ferie non godute
Articolo precedente

Ferie non godute, non basta reclamarle: per la Cassazione bisogna dimostrarle

pensione prima
Articolo seguente

Pensioni a 60 anni, con 63,5 anni di età o con 35,10 anni di contributi: ecco due soluzioni da sfruttare nel 2026