L’ISEE, come noto, è un’attestazione che molte famiglie utilizzano per accedere alle più diverse prestazioni assistenziali, bonus e agevolazioni. Si tratta però di una materia spesso complessa da comprendere, soprattutto quando si verificano cambiamenti nella composizione del nucleo familiare. In questi casi possono emergere situazioni particolari che mettono in difficoltà chi deve compilare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) da presentare all’INPS.
“Buonasera, sono la nipote di una donna di 80 anni che vive in una casa popolare e che si mantiene con la sola pensione. Mia nonna, ormai anziana, inizia ad avere paura a restare da sola e desidera avere compagnia.
Io sono una studentessa universitaria di 23 anni. Vivo con i miei genitori, ma stavo pensando di trasferirmi a casa di mia nonna. Sono studentessa, ma ogni tanto lavoro: svolgo piccoli lavori saltuari per aiutare i miei a sostenere le spese degli studi. Dal punto di vista dell’ISEE cambia qualcosa per mia nonna? Se mi trasferisco, per l’ISEE resto nel nucleo dei miei genitori oppure passo in quello di mia nonna?”
ISEE: cosa succede se il nipote va a vivere con la nonna?
Quello raccontato dalla nostra lettrice non è affatto un caso raro. Può capitare che una nipote decida di trasferire la propria residenza presso la casa della nonna per vari motivi: l’età avanzata della nonna, eventuali problemi di salute, oppure esigenze legate allo studio o al lavoro della nipote.
Dal punto di vista anagrafico, il trasferimento è piuttosto semplice. La richiesta può essere presentata direttamente presso gli Uffici Anagrafe del Comune oppure tramite il portale dell’ANPR (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente).
Successivamente il Comune provvederà alle verifiche del caso, spesso attraverso un controllo dei Vigili urbani. Si tratta quindi di una procedura relativamente semplice.
Diverso è il discorso per l’ISEE. Non tanto per la compilazione della DSU, quanto per le conseguenze sul nucleo familiare. Nel caso specifico, la nipote che trasferisce la residenza passa a far parte, sia dal punto di vista anagrafico sia ai fini ISEE, del nucleo familiare della nonna.
Nucleo familiare diviso sotto lo stesso tetto? Non sempre è possibile
Trasferirsi a vivere con la nonna è quindi possibile senza particolari difficoltà dal punto di vista anagrafico. Tuttavia, l’ISEE è uno strumento utilizzato per valutare la situazione economica complessiva della famiglia, cioè redditi e patrimoni di chi compone il nucleo familiare.
Per questo motivo i CAF, quando compilano la DSU, chiedono sempre lo stato di famiglia oppure un’autocertificazione dello stato di famiglia.
Il nucleo familiare ai fini ISEE coincide infatti, nella maggior parte dei casi, con quello risultante dagli elenchi anagrafici del Comune. In altre parole, fanno parte dello stesso nucleo le persone che convivono nella stessa abitazione.
Esistono alcune eccezioni – per esempio nei casi di figli minorenni con genitori separati o non conviventi – ma in linea generale il principio resta quello della convivenza anagrafica.
La normativa consente in alcuni casi di avere due nuclei familiari distinti sotto lo stesso tetto, e quindi due ISEE differenti.
Questo però è possibile solo quando non esistono rapporti di parentela tra i conviventi.
Nel caso di nonni e nipoti, invece, il vincolo di parentela impedisce questa separazione. Di conseguenza redditi e patrimoni vengono sommati all’interno dello stesso ISEE.
L’unica alternativa sarebbe quella di separare formalmente le abitazioni, cioè suddividere l’immobile in due unità abitative distinte, ciascuna con un proprio numero civico e una propria residenza anagrafica. Solo in questo modo sarebbe possibile avere due nuclei familiari separati ai fini ISEE.