Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Collegamento POS-RT, FAQ decisive: chiariti errori e casi di franchising

Le FAQ dell’Agenzia delle Entrate chiariscono dubbi e casi pratici sul collegamento POS-RT, tra errori operativi e dispositivi intestati a terzi
13 Marzo 2026
collegamento pos-rt
Foto © Investireoggi

Il sistema fiscale italiano continua a rafforzare gli strumenti di controllo sui pagamenti elettronici. Con la legge di bilancio 2025 è stato introdotto, come noto, un nuovo obbligo che riguarda gli esercenti: il collegamento POS-RT, cioè l’integrazione tra registratore telematico e terminale per i pagamenti elettronici.

La misura è prevista dall’art. 1, commi 74-77, della L. n. 207/2024 e ha l’obiettivo di collegare il processo di incasso con quello di certificazione dei corrispettivi. In pratica, le operazioni effettuate tramite strumenti elettronici devono essere associate al dispositivo che registra e trasmette i dati fiscali.

Il collegamento POS-RT consente, quindi, di rendere coerenti le informazioni relative agli incassi elettronici con quelle memorizzate e inviate telematicamente all’Agenzia delle Entrate tramite il registratore telematico.

In parole semplici: i pagamenti fatti con carta sono inviati in tempo reale all’Agenzia Entrate, permettendo di abbinare quel pagamento ad uno specifico documento commerciale (ex scontrino).

Come funziona il collegamento tra POS e registratore telematico

Il nuovo adempimento consiste nell’associare il codice identificativo del registratore telematico alla matricola del dispositivo utilizzato per ricevere i pagamenti elettronici.

L’operazione avviene attraverso una funzione dedicata disponibile nel portale dell’Agenzia delle Entrate “Fatture e Corrispettivi”. All’interno della sezione denominata “Gestione collegamenti” è possibile indicare il POS utilizzato e collegarlo al registratore telematico che certifica i corrispettivi.

Questo sistema riguarda diversi strumenti di pagamento elettronico. Non si tratta soltanto di carte di credito e di debito, ma anche di sistemi digitali come wallet o applicazioni di pagamento utilizzate nei punti vendita.

Lo scopo della norma è quello di creare un legame diretto tra incasso e registrazione fiscale.

In questo modo l’Amministrazione finanziaria può confrontare i dati delle transazioni con quelli dei corrispettivi trasmessi telematicamente.

L’introduzione del collegamento POS-RT rappresenta quindi un passaggio importante nel processo di digitalizzazione dei controlli fiscali.

Scadenze e termini per effettuare l’abbinamento

L’obbligo è operativo a partire dal 1° gennaio 2026. Ma sono previsti termini diversi tra fase iniziale e regime ordinario. Nella fase di avvio sono coinvolti i dispositivi di pagamento già in uso all’inizio del 2026 oppure attivati entro il 31 gennaio 2026. In questi casi l’abbinamento deve essere effettuato entro 45 giorni dalla disponibilità della procedura telematica.

Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, la piattaforma è stata resa disponibile il 5 marzo 2026. Di conseguenza, il termine finale per completare la comunicazione è fissato al 20 aprile 2026.

Dal mese di febbraio 2026 entra, invece, in vigore il regime ordinario. Per i nuovi POS la comunicazione del collegamento POS e registratore di cassa deve essere effettuata in un intervallo temporale preciso. La trasmissione deve avvenire dal sesto giorno fino all’ultimo giorno del secondo mese successivo all’attivazione del POS.

Un esempio chiarisce meglio il meccanismo: se un terminale di pagamento viene attivato nel mese di marzo 2026, l’associazione dovrà essere effettuata tra il 6 maggio 2026 e il 31 maggio 2026.

I chiarimenti delle FAQ dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato alcune risposte a domande frequenti per chiarire aspetti operativi dell’adempimento.

Tra le ultime pubblicate, uno dei casi affrontati riguarda l’ipotesi in cui un esercente abbia escluso per errore un dispositivo POS dall’elenco dei terminali da collegare. In questa situazione il terminale non compare più tra quelli selezionabili nella procedura telematica.

Per risolvere il problema, dice l’Agenzia Entrate, è necessario reinserire manualmente i dati identificativi del dispositivo all’interno del portale. Dopo questa operazione il POS torna disponibile e può essere nuovamente associato al registratore telematico.

Un altro chiarimento degno di nota e reso di recente riguarda le attività svolte in franchising. Può accadere che il punto vendita utilizzi un POS intestato alla società franchisor, mentre il registratore telematico sia intestato all’esercente. Secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, anche in questo caso l’operatore è, comunque, tenuto a effettuare il collegamento POS-RT. L’obbligo infatti non dipende dal soggetto a cui è intestato il terminale di pagamento, ma dal soggetto che lo utilizza per incassare i corrispettivi.

Collegamento POS-RT anche con dispositivi di terzi

Le FAQ dell’Agenzia chiariscono. dunque, un principio importante: il collegamento POS-RT deve essere effettuato anche quando il terminale di pagamento appartiene formalmente a un soggetto diverso. Nel caso del franchising, ad esempio, l’esercente deve inserire manualmente nella procedura telematica i dati identificativi del POS utilizzato per l’incasso, anche se intestato al franchisor.

La regola si basa sul criterio dell’utilizzo effettivo del dispositivo di pagamento. Ciò significa che l’obbligo riguarda chi utilizza il terminale nel punto vendita per ricevere i pagamenti dai clienti.

Di conseguenza, anche quando il POS appartiene a un soggetto terzo, l’esercente che lo utilizza deve completare il collegamento POS-RT con il registratore telematico utilizzato per certificare i corrispettivi.

Questo meccanismo rafforza il sistema di tracciabilità delle operazioni e rende più trasparente il rapporto tra incassi elettronici e trasmissione dei dati fiscali. In tale contesto, il collegamento POS-RT rappresenta uno degli strumenti chiave previsti dalla normativa per migliorare i controlli e contrastare l’evasione fiscale.

Riassumendo

  • Collegamento POS-RT obbligatorio dal 1° gennaio 2026 per collegare pagamenti elettronici e corrispettivi telematici.
  • Misura prevista dall’art. 1, commi 74-77, L. n. 207/2024 per rafforzare i controlli fiscali.
  • L’abbinamento tra POS e registratore telematico avviene nel portale “Fatture e Corrispettivi”.
  • Per i POS attivi entro gennaio 2026, comunicazione entro il 20 aprile 2026.
  • Per nuovi POS, comunicazione tra sesto giorno e fine secondo mese successivo.
  • Obbligo valido anche con POS intestati a terzi, come nel caso franchising.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

Errori ISEE
Articolo precedente

ISEE: cosa succede se il nipote va a vivere con la nonna?

cu 2026 iinail
Articolo seguente

CU 2026 INAIL disponibile dal 16 marzo: destinatari e download