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Oggi: 04 Giu, 2026

Teheran apre, Wall Street compra: ma l’Europa mostra stanchezza verso Washington

L'Iran conferma la possibile riapertura dei colloqui con gli USA. Wall Street attesa in rialzo, mentre l'Europa osserva stanca e scettica.
24 Aprile 2026
Verso ripresa dei colloqui tra USA e Iran
Verso ripresa dei colloqui tra USA e Iran © Investireoggi.it

Già nella serata di oggi il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araqchi, è atteso a Islamabad, capitale del Pakistan, per riprendere i colloqui con la delegazione USA. Il riavvio delle trattative è nell’aria da diverse ore, tanto che l’indice S&P 500 a Wall Street è atteso positivo dello 0,40% al suo debutto nell’ultima seduta settimanale. La situazione appare molto diversa in Europa, dove le borse restano o in calo o sul filo della parità come nel caso di Francoforte. E lo spread tra BTp e Bund a 10 anni non scende sotto 80 punti base, segnalando tensione sul mercato obbligazionario. Non può essere diversamente con un Brent inchiodato a più di 105 dollari al barile e a premio di 10 dollari sul WTI americano.

Verso ripresa dei colloqui tra USA e Iran

Quanto sta emergendo alla vigilia di questi nuovi colloqui tra USA e Iran è stanchezza e diffidenza in un’Europa disillusa da una politica estera dell’amministrazione Trump del tutto erratica e senza garanzie per gli alleati. Sollecitato dalla domanda di un giornalista alla Casa Bianca, il presidente americano ha chiesto he non gli venga fatta fretta sui tempi della guerra, notando che le truppe americane combatterono nel Vietnam “per 18 anni” contro “le 6 settimane” di questo conflitto ad oggi.

Messaggi da Trump confusi e contraddittori

Un’annotazione che cozza con le sue precedenti dichiarazioni, secondo cui la guerra in Iran si sarebbe chiusa molto presto, anzi che sarebbe praticamente conclusa. Il punto è uno: gran parte dell’opinione pubblica americana e mondiale ha fiutato che gli USA stiano quasi supplicando l’Iran per avere colloqui di pace, avendo contro di loro il fattore tempo.

Più settimane passano senza che lo Stretto di Hormuz riapra, più alto il rischio inflazione a causa delle quotazioni alle stelle di petrolio e gas.

Per smentire questa posizione di svantaggio, Trump sta cercando di ribaltare la narrazione via social sostenendo di avere “tutto il tempo del mondo” per negoziare, contrariamente alla controparte. Questi messaggi contraddittori starebbero contribuendo a rallentare i tempi delle trattative, tra l’altro irrigidendo il regime islamista già al suo interno diviso tra l’estremismo dei pasdaran e l’ala più moderata che fa capo al presidente Masoud Pezeshkian.

Europa travolta da crisi energetica

Che l’Iran voglia tornare al tavolo dei colloqui con gli USA, tuttavia, svelerebbe una parziale verità raccontata da Washington: il blocco navale americano starebbe funzionando. Esso impedisce a Teheran di esportare petrolio via nave, rendendo la chiusura di Hormuz un boomerang. Fino al 13 aprile scorso, invece, l’Iran ha potuto esportare persino più petrolio da prima della guerra e a prezzi più alti, avendo preso il controllo dello stretto.

L’Ecofin a Cipro non è riuscita a trovare alcuna iniziativa concreta per fronteggiare la crisi energetica. C’è solo la preoccupazione che l’economia europea possa entrare presto in recessione con Hormuz bloccato. E se la sospensione del Patto di stabilità per il momento non c’è, la Commissione ha fatto presente che nessuna opzione sarebbe ormai esclusa.

Tradotto: i governi potrebbero essere presto autorizzati ad infrangere il tetto al deficit del 3% sul Pil per reagire con stimoli fiscali alla crisi, ad esempio sussidiando i consumi di energia come nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina.

Clima di assoluta incertezza

Tra USA ed Europa è calato il gelo. L’amministrazione Trump accusa gli alleati della NATO di non fare nulla per sbloccare la navigazione nel Golfo Persico, mentre i governi europei rinfacciano di non essere stati neppure consultati sull’attacco congiunto con Israele. Irritati anche dalle esternazioni del presidente americano, il cui messaggio di fondo sulla crisi cambia anche più volte al giorno e rischia di mandare in definitiva confusione i mercati finanziari. In questo clima di totale incertezza, la Banca Centrale Europea sarà chiamata giovedì 30 aprile a decidere sul rialzo o meno dei tassi di interesse. Per non sbagliare, rinvierebbe ogni decisione all’appuntamento di giugno.

Colloqui tra USA e Iran tra scetticismo generale

Se i colloqui tra USA e Iran in questo fine settimana esiteranno almeno una parziale riapertura di Hormuz, la speranza che il prezzo del petrolio scenda sotto i 100 dollari esiste. Ma dopo gli infiniti stop and go di queste settimane, il mercato vorrà toccare con mano la svolta. E non la sta prezzando come imminente. Nel frattempo, le compagnie aeree d’Europa lanciano l’allarme cherosene. Già a maggio rischia di finire e molti volti stanno venendo cancellati. Il CEO di Ryanair, Michael O’Leary, è stato chiaro sul punto: “molte compagnie falliranno”. E, intanto, Trump e gli iraniani continuano a giocare a poker nel tentativo di prendere la mano vincente. A pagare è già l’economia mondiale.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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