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In pensione nel 2027, categorie salvate dalla riforma Fornero

Ecco chi riuscirà a salvarsi dai nuovi inasprimenti sulle pensioni previsti anche dalla legge Fornero e chi godrà del vantaggio massimo.
5 Maggio 2026
Ecco chi riuscirà a salvarsi dai nuovi inasprimenti sulle pensioni previsti anche dalla legge Fornero e chi godrà del vantaggio massimo.

Fino al 2011 si poteva andare in pensione anticipata con 40 anni di contributi, oppure a 60 anni con la quota 96. L’età per la pensione di vecchiaia variava tra uomini e donne, oscillando tra i 60 e i 65 anni. Sembra passato un secolo, e invece sono trascorsi appena quindici anni.

Oggi lo scenario è completamente diverso – e per molti, decisamente peggiorativo. La pensione di vecchiaia è fissata a 67 anni per tutti, senza più differenze di genere. Persino l’assegno sociale si raggiunge a quella soglia. E per chi ha iniziato a versare contributi dopo il 1995, l’uscita può slittare addirittura a 71 anni.

Anche le vecchie pensioni di anzianità sono cambiate: i 40 anni di contributi sono diventati oltre 43 anni, considerando anche la finestra di 3 mesi per la decorrenza.

Un cambiamento radicale, figlio della riforma Fornero, che ha ridefinito in profondità il sistema previdenziale italiano.

Eppure, non tutto è perduto. Esistono ancora alcune categorie che riescono ad attenuare gli effetti più rigidi della riforma e, in certi casi, ad anticipare l’uscita.

In pensione nel 2027, categorie salvate dalla riforma Fornero

Quando si parla di riforma Fornero, ci si riferisce all’ultima grande revisione del sistema previdenziale italiano, spesso considerata la più severa. Per molti rappresenta un vero spartiacque: il momento in cui andare in pensione è diventato più difficile.

Tuttavia, questa riforma non nasce nel vuoto. Si inserisce in un percorso già avviato con il sistema contributivo della riforma Dini e con i successivi interventi che hanno introdotto un principio ormai centrale: il collegamento tra pensioni e aspettativa di vita.

Il meccanismo è semplice quanto incisivo: più si vive a lungo, più si allungano i requisiti pensionistici.

Nel 2027 questo principio produrrà nuovi effetti:

  • aumento di 1 mese dei requisiti;
  • incremento complessivo di 3 mesi dal 2028 rispetto a oggi.

Un ulteriore irrigidimento, che conferma come il sistema sia destinato a diventare ancora più selettivo.

La durata del lavoro faticoso e pesante e del lavoro gravoso determinano il vantaggio

Non tutti, però, subiranno allo stesso modo questi inasprimenti. Alcune categorie possono guardare al futuro con maggiore fiducia: si tratta di chi svolge lavori gravosi o usuranti.

Già nel 2019, con l’aumento di 5 mesi legato all’aspettativa di vita, questi lavoratori hanno beneficiato di una salvaguardia: hanno potuto continuare ad andare in pensione con i requisiti precedenti, cioè a 66 anni e 7 mesi, a condizione di avere almeno 30 anni di contributi effettivi.

Questo meccanismo di tutela per la pensione di chi svolge lavori gravosi e/o usuranti si ripropone anche per gli aumenti previsti nel 2027 e nel 2028. Tuttavia, la situazione è più complessa di quanto sembri.

La salvaguardia introdotta nel 2019 scade il 31 dicembre 2026. Di conseguenza:

  • alcuni lavoratori potranno mantenere sia il vecchio sconto (5 mesi) sia evitare i nuovi aumenti;
  • altri, invece, potranno beneficiare solo delle nuove salvaguardie, perdendo quelle precedenti.

Tutto dipende dalla durata e dalla continuità del lavoro gravoso o usurante svolto durante la carriera.

In sintesi, mentre per la maggior parte dei lavoratori i requisiti continueranno a crescere, esiste una fascia che potrà ancora sfuggire almeno in parte alla stretta della riforma Fornero, conservando margini di anticipo sull’età pensionabile.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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