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IMU 2026 casa inagibile/inabitabile: perizia o sopralluogo, come nasce lo sconto

Una casa inutilizzabile può dimezzare l’IMU, ma solo con prove corrette e comunicazioni nei tempi previsti.
1 Giugno 2026
imu casa inagibile inabitabile
Foto © Investireoggi

L’IMU casa inagibile/inabitabile è un tema importante per chi possiede un immobile che, a causa di gravi problemi strutturali, non può essere usato come abitazione. La normativa consente una riduzione dell’imposta, ma solo quando la condizione dell’edificio è reale, dimostrabile e comunicata correttamente al Comune. Per il 2026 resta applicabile lo sconto del 50% previsto per gli immobili che non possono essere abitati o utilizzati in sicurezza.

IMU casa inagibile/inabitabile: quando spetta lo sconto del 50%

Nel sistema dei tributi locali, l’IMU rappresenta una delle imposte principali sugli immobili. Tuttavia, non tutte le case sono trattate allo stesso modo.

Ad esempio, c’è lo sconto IMU per la casa in comodato tra genitori e figli. Così come quando un’abitazione si trova in condizioni tali da non poter essere utilizzata, la legge riconosce una riduzione della base imponibile del 50%.

Il riferimento è la legge n. 160/2019, art. 1, comma 747, lett. b), cioè la Legge di Bilancio 2020 che ha riscritto la disciplina dell’IMU. La norma stabilisce che, per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, l’imposta si calcola sulla metà del valore ordinariamente rilevante.

L’agevolazione non riguarda automaticamente tutto l’anno. Lo sconto vale solo per i mesi in cui l’immobile presenta effettivamente tali condizioni. Se, ad esempio, una casa resta inagibile per 9 mesi e torna utilizzabile negli ultimi 3 mesi dell’anno, la riduzione si applica soltanto al periodo di 9 mesi.

Ai fini del calcolo, un mese viene considerato intero quando il possesso, o la condizione agevolata, dura per più della metà dei giorni del mese stesso.

Questo criterio è utile per stabilire con precisione il periodo sul quale applicare il beneficio.

Quali immobili possono essere considerati non utilizzabili

La riduzione non riguarda le abitazioni semplicemente vuote, prive di mobili, non affittate o interessate da lavori ordinari. Per ottenere il beneficio occorre una situazione più grave. L’immobile deve presentare problemi concreti, tali da impedire l’uso normale e sicuro degli ambienti.

Rientrano tra i casi possibili gli edifici con parti pericolanti, cedimenti, crolli parziali, danni pesanti dovuti a eventi naturali o condizioni di degrado strutturale non eliminabili con piccoli interventi. Non è sufficiente una manutenzione in corso, né una ristrutturazione che non compromette davvero l’agibilità dell’edificio.

L’IMU casa inagibile/inabitabile richiede quindi un deterioramento serio, stabile e documentabile. La valutazione non può dipendere da una semplice scelta del proprietario. Serve un riscontro oggettivo, perché il Comune deve poter verificare che l’immobile non sia concretamente utilizzabile come casa.

La distinzione è fondamentale. Una casa sfitta può comunque essere abitabile. Un appartamento senza arredi può essere usato dopo l’allestimento. Un immobile davvero inagibile, invece, presenta condizioni tali da rendere impossibile o rischioso viverci.

Documenti, perizia e ruolo del Comune

Per accedere alla riduzione del 50% non basta dichiarare verbalmente lo stato dell’edificio. È necessaria una prova formale. La condizione può essere accertata in due modi principali.

La prima possibilità è la verifica da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale. In questo caso il proprietario richiede al Comune un sopralluogo, così da far accertare direttamente lo stato del fabbricato. L’ente valuta le condizioni dell’immobile e può riconoscere la situazione utile ai fini IMU.

La seconda strada è la perizia tecnica asseverata. Il contribuente può rivolgersi a un professionista abilitato, come un ingegnere o un architetto, affinché certifichi lo stato dell’abitazione. Di norma la perizia viene accompagnata da una dichiarazione sostitutiva e da fotografie che mostrano i danni o le criticità presenti.

In entrambi i casi, la documentazione deve arrivare al Comune in cui si trova l’immobile. Solo così l’ente locale può aggiornare la posizione tributaria e applicare correttamente la riduzione. Lo sconto sull’IMU casa inagibile/inabitabile dipende quindi non solo dalla condizione dell’edificio, ma anche dalla corretta gestione degli adempimenti.

IMU casa inagibile/inabitabile: dichiarazione e variazioni da comunicare

Una volta riconosciuto lo stato di inagibilità o inabitabilità, non è necessario ripresentare ogni anno la stessa comunicazione, se nulla cambia. La situazione resta valida fino a quando l’immobile conserva quelle caratteristiche.

Diverso è il caso in cui intervenga una modifica. Se la casa torna agibile, il Comune deve esserne informato. Lo stesso vale se un immobile prima utilizzabile diventa successivamente inagibile. In queste ipotesi occorre presentare la Dichiarazione IMU.

La scadenza è fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si verifica la variazione. Se, per esempio, un’abitazione diventa inagibile nel 2025, la dichiarazione va trasmessa entro il 30 giugno 2026. Se, invece, lo stesso immobile recupera l’agibilità nel 2027, la comunicazione dovrà essere inviata entro il 30 giugno 2028.

Questo passaggio è decisivo perché permette al Comune di calcolare correttamente l’imposta dovuta. L’IMU casa inagibile/inabitabile offre un risparmio importante, ma richiede attenzione alle date, ai documenti e alla reale condizione dell’edificio. La riduzione del 50% spetta soltanto quando l’immobile è davvero inutilizzabile e tale situazione risulta provata in modo chiaro.

Riassumendo

  • IMU casa inagibile/inabitabile: riduzione del 50% se l’immobile è inutilizzabile.
  • Lo sconto vale solo per i mesi di effettiva inagibilità.
  • Servono danni strutturali gravi, non semplice assenza di arredi.
  • La condizione va provata con sopralluogo comunale o perizia asseverata.
  • La documentazione deve essere presentata al Comune competente.
  • Le variazioni vanno comunicate con Dichiarazione IMU entro il 30 giugno.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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