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Il Fisco predittivo: come l’intelligenza artificiale sta cambiando controlli e accertamenti

Intelligenza artificiale e fisco: come cambiano controlli e compliance tra modelli predittivi, dati incrociati e ruolo del professionista.
10 Aprile 2026
uso intelligenza artificiale
Foto © Investireoggi

Il modello di controllo fiscale sta progressivamente evolvendo da una logica ex post a un sistema fondato sull’analisi preventiva del rischio. L’Amministrazione finanziaria utilizza in misura crescente strumenti di data analytics e, sempre più, soluzioni di intelligenza artificiale per individuare anomalie prima che si traducano in violazioni formalmente rilevate. Non si tratta di una riforma espressamente codificata, ma di un’evoluzione operativa che incide in modo significativo sul rapporto tra contribuente e Fisco.

Alla base di questo cambiamento vi è l’integrazione delle principali banche dati: fatturazione elettronica, anagrafe dei rapporti finanziari e corrispettivi telematici. La lettura a sistema di tali informazioni consente di individuare incoerenze tra redditi dichiarati, spese sostenute e flussi finanziari.

In assenza di un vero e proprio “rating fiscale”, si realizza di fatto una forma di profilazione implicita del contribuente, fondata su scostamenti rispetto a modelli di riferimento e su anomalie nei dati incrociati. Il controllo, pertanto, non scompare, ma si anticipa.

Questo approccio si inserisce nel solco della compliance collaborativa, prevista dall’articolo 3 del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 128, e progressivamente estesa anche oltre la platea dei grandi contribuenti. Le comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo – le cosiddette lettere di compliance – rappresentano uno degli strumenti principali di questa fase: segnalano anomalie e consentono al contribuente di regolarizzare la propria posizione con effetti favorevoli in termini di riduzione delle sanzioni e contenimento del contenzioso.

Intelligenza artificiale e uso dei modelli predittivi

L’utilizzo di modelli predittivi comporta una riduzione del numero complessivo degli accertamenti, ma un aumento della loro selettività. Resta fermo, sul piano formale, il principio dell’onere della prova in capo all’Amministrazione ai sensi dell’articolo 2697 del codice civile.

Tuttavia, nella prassi operativa, il contribuente è sempre più frequentemente chiamato a fornire chiarimenti in presenza di scostamenti rispetto ai parametri di riferimento. L’attenzione si sposta così dalla violazione accertata al dato ritenuto incoerente, che diventa il presupposto dell’attività istruttoria.

Il funzionamento del sistema è già riscontrabile nella prassi. Scostamenti tra reddito dichiarato e capacità di spesa, oppure incoerenze tra fatturato e movimentazioni finanziarie, costituiscono elementi idonei a determinare la selezione del contribuente per controlli mirati. In tali ipotesi, l’intervento dell’Amministrazione prende avvio non da una violazione accertata, ma da un’anomalia individuata attraverso l’incrocio dei dati disponibili.

Il “nuovo” ruolo del commercialista

In questo contesto muta anche il ruolo del commercialista ovvero del professionista che assiste il contribuente nella materia fiscale. Che tende a configurarsi sempre più come soggetto deputato alla gestione del rischio fiscale. L’attività di assistenza non si limita all’adempimento semplice. Ma si estende al monitoraggio della coerenza delle informazioni e al supporto nelle interlocuzioni con l’Amministrazione. In linea con i principi di collaborazione e buona fede sanciti dall’articolo 10 della legge 27 luglio 2000, n. 212.

L’impiego di sistemi automatizzati pone tuttavia rilevanti questioni in tema di trasparenza e contestabilità dei modelli utilizzati. Il tema si intreccia con i principi del Regolamento (UE) 2016/679, in particolare con riferimento alle decisioni automatizzate e al diritto dell’interessato a comprendere i criteri sottostanti ai trattamenti.

L’applicazione dell’intelligenza artificiale al sistema fiscale consente di migliorare l’efficienza dell’azione amministrativa e di rendere più mirata l’attività di controllo, ma determina anche un sistema più selettivo, nel quale il contribuente è sempre più oggetto di analisi preventiva ai fini fiscali.

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