Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

Golfo in fiamme: petrolio e gas volano, oro sorprende al ribasso

Il Golfo Persico è in fiamme e i prezzi di petrolio e gas esplodono ai massimi da anni, mentre l'oro stranamente crolla sui mercati.
19 Marzo 2026
Petrolio e gas, boom con crisi nel Golfo
Petrolio e gas, boom con crisi nel Golfo © Investireoggi.it

L’escalation militare nel Golfo Persico ha raggiunto livelli di allarme rosso con gli attacchi che stanno prendendo di mira le infrastrutture energetiche. L’Iran ha colpito stanotte il giacimento in Qatar, il più grande al mondo per l’esportazione di GNL, in risposta a un attacco subito al suo impianto di South Pars da Israele. Il prezzo del petrolio (Brent) è esploso fino a più di 115 dollari al barile nella mattinata odierna, portandosi ai massimi dalla primavera del 2022. Boom anche per il gas europeo, che è arrivato a scambiare fin sopra i 70 euro per Mega-wattora e ai massimi da fine 2022.

Petrolio e gas, boom con tensioni nel Golfo

C’è il timore che la situazione nel Golfo precipiti del tutto con i giacimenti di petrolio e gas ormai apertamente nel mirino reciproco delle parti. Il presidente americano Donald Trump ha chiesto che non vengano colpiti gli impianti energetici e ha negato che Israele lo avesse informato del raid contro South Pars. A sua volta, però, minaccia Teheran di distruggere del tutto questo giacimento se non la smetterà di attaccare il Qatar. In questo marasma, ci aspetteremmo che l’oro volasse.

Invece, la quotazione è crollata sotto i 4.745 dollari l’oncia mentre scriviamo, ai minimi da un mese e mezzo.

Oro giù: fuga dei capitali verso il dollaro

Alla fine di gennaio, il metallo giallo era salito fino a sfiorare i 5.600 dollari. Questo andamento paradossale sui mercati si spiega con quanto sta avvenendo a dollaro e bond. Il biglietto verde guadagna oltre il 4% dall’inizio della guerra in Iran, portandosi contro le altre valute in media ai massimi dal novembre scorso.

Esso beneficia della fuga dei capitali verso i porti sicuri, principalmente proprio gli Stati Uniti. E nel frattempo, i rendimenti obbligazionari stanno salendo. Il Bund a 10 anni sfiora il 3% e il Treasury decennale si avvicina al 4,30%.

Cambio del dollaro
Cambio del dollaro © License Creative Commons

Rendimenti più alti riducono l’appeal dell’oro, che è un asset senza cedola. E l’apprezzamento del dollaro lo rende pure più caro per gli acquirenti non americani. Fattori tecnici, insomma, dietro al calo dei prezzi. C’è anche la necessità per le banche centrali, principale driver della domanda di metallo, di aumentare le detenzioni di liquidità in valuta americana per acquistare petrolio e gas, diventati carissimi con questa che ormai possiamo definire la terza guerra del Golfo.

Rischio inflazione avvicina rialzo dei tassi

Proprio oggi si riunisce il board della Banca Centrale Europea e anche se gli analisti non si aspettano un rialzo dei tassi di interesse, nel comunicato potremmo trovare qualche accenno alla necessità di restringere le condizioni monetarie sin dal prossimo appuntamento di politica monetaria. Il rendimento tedesco a 2 anni supera ormai il 2,50%, scontando appieno 2 rialzi dello 0,25% ciascuno entro il medio periodo. Prima della guerra in Iran, l’avvio della stretta era previsto per non prima dell’estate del 2028.

La Borsa di Tokyo ha chiuso con un crollo del 3,4% questa penultima seduta della settimana. Male anche il KOSPI a Seul a -2,7%. I mercati asiatici pagano particolarmente l’alta esposizione del settore tech al caro energia. I data center, indispensabili per l’Intelligenza Artificiale, sono notoriamente energivori. L’aumento dei costi minaccia la sostenibilità degli investimenti nel comparto. Ciò spiega anche l’accentuato calo dell’argento, che stamattina quotava sotto 72 dollari. Il rapporto oro-argento, che a fine gennaio era sprofondato a 46, adesso viaggia in area 66.

Rapporto tra oro e argento
Rapporto tra oro e argento © License Creative Commons

Petrolio su con guerra nel Golfo, colpita IA

Il metallo grigio è impiegato nella produzione dei chip, la cui domanda rischia di contrarsi a seguito di questa crisi. Le tensioni nel Golfo non stanno impattando solamente materie prime come petrolio e gas. Stanno mettendo in discussione le basi del rally azionario di questi ultimissimi anni. E allo stesso tempo, minacciano la tenuta dell’economia mondiale tra aumento dell’inflazione e dei tassi. Senza crescita, difficile immaginare che le borse continuino a salire per scontare i massicci investimenti nell’IA. Le stesse spese militari diventano più difficilmente sostenibili in un contesto di aumento dei costi d’indebitamento.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

Assegno ordinario di invalidità
Articolo precedente

Assegno ordinario di invalidità, cos’è, come prenderlo, importi 2026 e aumenti

cu 2026 non consegnata
Articolo seguente

CU 2026 assente nel cassetto fiscale: quando allarmarsi e quali soluzioni