Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 04 Giu, 2026

In Germania è caccia al ‘ricco’ per finanziare la spesa pubblica sfrenata

La Grosse Koalition litiga e si prepara ad aumentare le tasse sui contribuenti più ricchi, mentre la spesa pubblica è da record.
6 Maggio 2026
Tasse sui ricchi, Germania verso la stangata
Tasse sui ricchi, Germania verso la stangata © Investireoggi.it

Il piatto piange e il banco batte cassa. Non è più la Germania che siamo stati abituati a leggere dai giornali in questi ultimi decenni. Lo svela anche il dibattito pubblico in corso a Berlino. Il governo del cancelliere Friedrich Merz, sostenuto dalla Grosse Koalition tra cristiano-democratici e socialdemocratici, si sta dilaniando circa la possibilità di aumentare le tasse sui contribuenti più “ricchi”. Ed è proprio il concetto di ricchezza a dividere. Lo si può essere già con un reddito lordo dichiarato sotto i 300.000 euro? Domanda più che legittima, visto che in città come Monaco di Baviera e Francoforte il costo della vita è diventato proibitivo per la Mittelstand, la classe media a cui guarda con particolare attenzione il centro-destra tedesco.

In Germania nuove tasse sui ricchi

Soprattutto, ha senso dare la caccia ai ricchi con una spesa pubblica che non smette di crescere? Era al 45,5% del Pil prima della pandemia, mentre l’anno scorso risultava salita al 50,5%. Escludendo proprio gli anni del Covid, si tratta di un record per la Germania post-bellica. Più della metà della ricchezza annua prodotta è ormai gestita dallo stato. Questi numeri hanno fatto scattare l’allarme negli ambienti conservatori, tra cui economisti di grande peso come Clemens Fuest, presidente dell’autorevole IFO.

I due partiti al governo vorrebbero rimettere mano al sistema fiscale tedesco, ma propongono ricette diametralmente opposte. La CDU-CSU vuole tagliare le tasse, mentre l’SPD vuole aumentarle ai contribuenti più ricchi. L’attuale sistema prevede che l’aliquota massima del 45% scatti sopra i 277.825 euro. L’SPD chiede di elevare questa aliquota al 47,5%. Gli alleati, in un primo momento del tutto contrari, stanno cedendo in cambio di un aumento della soglia dalla quale scatta l’aliquota del 42% dai 69.878 euro attuali agli 85.000 dal 2027.

Dai banchi dell’opposizione, la Linke, partito della sinistra più radicale, propone una patrimoniale sulle ricchezze superiori ai 2 milioni di euro. Merz ha affermato che la pressione fiscale sarebbe già al limite in Germania, sebbene sembri disposto a barattare l’aumento delle tasse sui “ricchi” per portare a casa un taglio sul ceto medio. Non c’è da stupirsi perché il cancelliere sia diventato persino meno popolare del suo predecessore Olaf Scholz, entrato già per merito nel dimenticatoio della storia tedesca.

Merz tradisce programma ed elettori

Nel febbraio dello scorso anno, il conservatore aveva vinto su un programma fiscale improntato alla tradizione: risparmi di spesa e tagli alle tasse. Il giorno dopo la striminzita vittoria, cambiava già parere con la proposta di una modifica costituzionale per aumentare il deficit e finanziare così riarmo e investimenti pubblici. Uno choc culturale a destra, che gli valse la rivolta dell’ala giovanile. Ad un anno dalla nascita del suo governo, ad essere aumentati sono soltanto i debiti e l’inflazione. La crescita economica non si è intravista e i tedeschi ritengono di stare peggio di prima.

E’ molto presto per fare un bilancio. Il punto è un altro: dove vuole andare la Germania? Merz non sembra capace di rispondere a questa domanda. Più che altro, non può con un alleato scomodo e intento a salvaguardare il residuo elettorato che gli è rimasto. Scavalcato a destra dall’AfD nei sondaggi e con lo spettro di un settembre nero per la possibile scoppola elettorale nella regione dell’Alta Sassonia proprio in favore degli euroscettici, sta tentando il tutto per tutto.

Il guaio è che si sta giocando le carte sbagliate: anziché pensare a dare la caccia ai ricchi con nuove tasse, dovrebbe sburocratizzare, liberalizzare il mercato e abbattere la pressione fiscale già alta in Germania. Per questo i suoi elettori lo avevano scelto come cancelliere.

Modello tedesco in crisi e forti disuguaglianze

A sinistra il tema è guardato con altri occhi. Si eccepisce che la distribuzione della ricchezza in Germania sia molto più diseguale che altrove in Europa. L’1% della popolazione possiede il 40% della ricchezza, mentre la metà meno ricca della popolazione possiede appena l’1%. Tuttavia, questo dato di per sé non riguarda i redditi. Ed ecco il motivo per cui la Linke punta sulla patrimoniale, che per i conservatori equivarrebbe a mettere le mani in tasca alle numerose piccole e medie imprese tedesche.

Al di là delle opposte visioni, nessuno approfondisce sulle case di questa cronica disuguaglianza sociale, che si traduce in uno dei più bassi tassi di proprietà di case nel mondo ricco. Appena poco più della metà delle famiglie possiede un’abitazione. L’ascensore sociale è bloccato, perché l’economia non si mostra dinamica da moltissimo tempo. Cresce poco, anche se in passato più del Sud Europa, e non ha puntato sull’innovazione e né sulla vivacità del mercato, bensì sulle esportazioni sostenute da produzioni competitive grazie a petrolio e gas a basso costo importato dalla Russia. Un modello finito tra tensioni geopolitiche e commerciali, che sta provocando una crisi d’identità e spingendo la Germania a superarla con espedienti che pensavamo fossero più abituali ad altre latitudini.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

assegno sociale
Articolo precedente

Pensione più lontana per chi nel 2027 deve dire addio all’Assegno Sociale

tasse colf e badanti
Articolo seguente

Arriva la tassa piatta per badanti e colf, e la toglie dallo stipendio il datore di lavoro