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Forfettario, il CPB (Concordato preventivo biennale): con ricavi oltre 150.000 euro subito fuori

Superare 150.000 euro può far decadere il CPB (Concordato Preventivo Biennale), anche dopo il passaggio dal forfettario al semplificato.
1 Aprile 2026
concordato preventivo biennale
Foto © Investireoggi

La Risposta n. 87/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce un punto molto importante per chi ha aderito al concordato come forfetario e poi ha cambiato regime nel corso dell’anno. Il nodo, in particolare, riguarda la sorte del CPB (Concordato Preventivo Biennale) quando i compensi salgono oltre certe soglie.

Il caso esaminato riguarda un professionista che nel 2023 applicava il regime forfetario e che, entro il 31 ottobre 2024, ha aderito al concordato compilando il quadro LM del modello Redditi PF 2024. Nello stesso 2024, però, il contribuente è passato al regime semplificato per scelta e non per perdita dei requisiti ordinari del forfetario.

Il dubbio era preciso: in presenza di compensi superiori a 150.000 euro nel 2024, gli effetti del concordato possono restare validi oppure no? La risposta del Fisco è netta e si fonda soprattutto sull’art.

32, co. 1, lett. b-bis), d.lgs. 13/2024.

Il passaggio al regime semplificato non blocca l’adesione

Il primo chiarimento è favorevole al contribuente. L’uscita dal regime forfetario per opzione, con approdo al regime semplificato nel primo anno interessato dal concordato, non costituisce una causa automatica di esclusione. In altre parole, il semplice cambio di regime non fa cadere da solo il CPB (Concordato Preventivo Biennale).

Su questo punto pesa l’art. 11, co. 1, lett. b-ter), d.lgs. 13/2024, che individua una specifica causa di esclusione per chi entra nel forfetario nel primo periodo oggetto del concordato. La norma, però, non disciplina in modo speculare il percorso inverso, cioè il passaggio dal forfetario al regime ordinario o semplificato. Anche la FAQ dell’Agenzia del 15 ottobre 2024, richiamata nella risposta, va nella stessa direzione.

Di conseguenza, l’adesione resta valida anche se nel 2024 il contribuente non applica più il regime agevolato.

Tuttavia, questo non significa libertà totale nella gestione delle soglie. L’Agenzia precisa, infatti, che restano applicabili le regole previste per chi ha aderito come forfetario. È questo il punto decisivo dell’intera interpretazione.

Le soglie di 100.000 e 150.000 euro cambiano gli effetti fiscali

La disciplina distingue due livelli molto chiari. Il primo è quello di 100.000 euro. Se i ricavi o compensi superano tale importo, si esce immediatamente dal regime forfetario, come previsto dall’art. 1, co. 71, l. 190/2014. Però il concordato non si interrompe subito.

Il secondo livello è quello di 150.000 euro, cioè la soglia aumentata del 50% rispetto al limite ordinario. Proprio questo valore, secondo l’art. 32 d.lgs. 13/2024, segna la fine dell’efficacia del CPB (Concordato Preventivo Biennale).

Tradotto in termini pratici, il quadro è questo: oltre 85.000 euro e fino a 100.000 euro il regime forfetario continua nel periodo d’imposta (si esce dal forfettario dal periodo d’imposta successivo); oltre 100.000 euro e fino a 150.000 euro il forfetario cessa immediatamente, ma il concordato resta in piedi; oltre 150.000 euro cessano subito sia il regime agevolato sia il CPB (Concordato Preventivo Biennale).

La logica indicata dall’Amministrazione è quella di evitare che il concordato continui a produrre vantaggi in situazioni economiche molto diverse rispetto a quelle considerate al momento della proposta. La circolare 18/E del 17 settembre 2024, infatti, richiama il principio di stabilità del rapporto concordatario, ma entro limiti coerenti con la dimensione del contribuente.

Perché la cessazione opera anche se il cambio di regime è stato scelto dal contribuente

Un altro aspetto centrale riguarda la natura volontaria del passaggio al regime semplificato. Secondo l’Agenzia, non conta che l’uscita dal forfetario sia avvenuta per opzione. Ciò che rileva è che il contribuente abbia aderito inizialmente come soggetto forfetario. Per questa ragione deve restare agganciato alle regole proprie di quella categoria anche ai fini della cessazione.

Se così non fosse, si creerebbe una disparità di trattamento. Chi ha scelto il concordato come forfetario potrebbe sfruttare i vantaggi del sistema e, nello stesso tempo, usare limiti diversi, più favorevoli, previsti per altri contribuenti. Proprio per evitare questo effetto, la Risposta AdE n. 87/2026 afferma che il superamento dei 150.000 euro fa decadere il CPB (Concordato Preventivo Biennale) già dal periodo d’imposta 2024.

La conclusione, quindi, è molto chiara: il passaggio al regime semplificato non annulla da solo il concordato, ma non mette neppure al riparo dalle cause di cessazione previste per i forfetari. Quando i compensi vanno oltre 150.000 euro, il CPB (Concordato Preventivo Biennale) perde efficacia nello stesso anno. Si tratta di un chiarimento importante per professionisti e piccoli operatori economici che stanno valutando la tenuta del patto fiscale alla luce dell’aumento dei ricavi. Per il 2024, la soglia decisiva non è solo quella di 100.000 euro per il regime, ma soprattutto quella di 150.000 euro per la sopravvivenza del CPB (Concordato Preventivo Biennale).

Riassumendo

  • CPB (Concordato Preventivo Biennale): la soglia di 150.000 euro fa cessare gli effetti.
  • Il passaggio al regime semplificato per opzione non esclude automaticamente dal concordato.
  • Conta il regime con cui è avvenuta l’adesione iniziale al concordato.
  • Oltre 100.000 euro si esce dal forfetario immediatamente, ma il concordato resta valido.
  • Sopra 150.000 euro cessano sia il forfetario sia il concordato nel 2024.
  • L’Agenzia richiama l’art. 32, co. 1, lett. b-bis), d.lgs. 13/2024.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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