Dal 1 luglio si materializza il grande cambiamento dei fondi pensione. La novità tiene banco da tempo e adesso arriva a compimento. Si cambia sui fondi pensione e le regole per i neo assunti introducono il silenzio assenso, l’adesione automatica e 60 giorni di termine perentorio. Ma di cosa si tratta veramente? Ecco una per una le cose che bisognerebbe conoscere.
Partiamo dalle esclusioni riguardo questa novità. Per chi è già assunto, nulla cambia anche se pure loro liberamente potranno sempre scegliere che destinazione dare al TFR. Per i lavoratori del settore pubblico la novità non si applica nemmeno per i neoassunti.
E nel settore privato niente novità per i lavoratori che rientrano nel settore domestico. E allora come funziona la tanto discussa novità che adesso inizierà a sortire gli effetti previsti?
Ma cosa cambia per gli altri?
Come dicevamo, dal 1 luglio si cambia sui fondi pensione complementare per i neoassunti. Al via le nuove norme sulla previdenza complementare che l’ultima legge di Bilancio ha introdotto. Per i lavoratori neoassunti ma solo nel settore privato, ecco comparire l’adesione, praticamente automatica, al fondo pensione integrativo che i contratti collettivi hanno al loro interno. E se in un settore un fondo pensione integrativo non è previsto, ecco l’adesione automatica al fondo Cometa, cioè al fondo pensione complementare che si usa nel settore metalmeccanico. L’adesione e automatica, ma può essere annullata entro 60 giorni dal lavoratore che può scegliere diversamente e tra diverse opzioni che adesso vedremo. Resta il fatto che senza una scelta del lavoratore alla scadenza dei 60 giorni si materializza il cosiddetto silenzio assenso.
In altri termini, chi non sceglie, subisce suo malgrado la scelta dell’azienda.
Fondi pensione primo luglio, la guida a fare le cose bene
I 60 giorni per la scelta sono fissi. Ma senza scegliere niente oltre ad essere automatica l’adesione al fondo pensione imposto al lavoratore scatterà dal primo giorno di assunzione. L’adesione al fondo riguarda il TFR che verrà versato in un piano pensionistico integrativo. Ma se il lavoratore entro 60 giorni decide di non lasciare ad altri una scelta che è tutta sua, può optare per diverse vie. Può decidere, comunicandolo all’azienda per cui inizia a lavorare che la destinazione del suo TFR deve andare a una forma di previdenza complementare diversa da quella prevista dal CCNL perché scelta dal lavoratore. In alternativa il lavoratore può decidere, sempre indicando all’azienda la decisione, per il mantenimento del TFR in azienda, o, per aziende di certe dimensioni al Fondo Tesoreria INPS. Per i vecchi assunti il datore di lavoro ha l’obbligo di informare il lavoratore che esiste la possibilità di destinare il TFR ad un fondo integrativo.