Versare soldi in nero sul conto corrente, quali sono i rischi?

Effettuare un versamento in contanti sul conto corrente “soldi in nero”, si rischia l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate?

di Angelina Tortora, pubblicato il
Effettuare un versamento in contanti sul conto corrente “soldi in nero”, si rischia l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate?

Versare soldi in nero sul conto corrente è rischioso, abbiamo già trattato varie volte quest’argomento, ma è bene fare alcune precisazioni.

I versamenti di contanti in banca senza giustificazione, sono il primo campanello d’allarme per l’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo che tutti i contribuenti sono uguali, quindi, l’Agenzia può fare verifiche sia su un lavoratore dipendente, pensionato, autonomo, professionista o imprenditore.

Limite dei contanti e “soldi in nero”

Il limite dei contanti di 3.000 euro, non ha valore per i versamenti di soldi in banca. Infatti il divieto di trasferire contanti per cifre superiori a 2.999,99 euro vale solo quando si trasferiscono contanti tra due soggetti diversi, nel caso di prelievo o deposito dal conto questo non ha valore, perché i soldi sono di proprietà del correntista, la banca è una semplice depositaria.

Ricordiamo che l’Agenzia può accertare eventuali irregolarità nella dichiarazione dei redditi andando indietro di cinque anni e tutta la documentazione che giustifichi prelievi e versamenti in contanti dev’essere conservata per ben cinque anni.

Il Fisco, se ha dubbi sulle operazione eseguite, dà la possibilità al contribuente di difendersi, invitando a fornire opportune giustificazioni sulla provenienza dei soldi. La prova deve essere scritta e non testimoniale: non basta, quindi, una dichiarazione di un testimone.

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Controlli del Fisco e donazioni

L’Agenzia, quando rileva delle difformità tra le dichiarazioni e i versamenti in conto corrente, chiede al contribuente di provare, con idonea documentazione, che il maggior reddito determinato o determinabile sinteticamente è costituito in tutto o in parte da redditi esenti perché, per esempio, oggetto di precedente donazione. E’ opportuno conservare tutta la documentazione riguardante redditi esenti, donazioni da parte dei genitori, è da evitare il contante, sebbene la legge di Stabilità 2016 ha elevato a 3.000 euro l’obbligo dell’uso di strumenti tracciabili, è sempre meglio, anche per importi inferiori, utilizzare l’assegno o bonifico, in modo da tracciare i trasferimenti di denaro e poter contrastare, in futuro, eventuali accertamenti del fisco.

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Argomenti: News Fisco, Pagamento in contanti